«...la vita è un brivido che vola via/è tutt'un equilibrio sopra la follia...» (Sally, Vasco Rossi)

[Pinerolo] ...Vista dall’alto, posta com’è all’imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti a una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte [...].
(Edmondo De Amicis,"Alle porte d'Italia", Roma 1884)

domenica 1 marzo 2015

Lorusso (Finanzieri Democratici): "Smilitarizzare la Guardia di Finanza per adeguare il Corpo ai parametri europei"

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Sul tema della smilitarizzazione della Guardia di Finanza, citata in una bozza di Ddl governativo (qui), interviene il presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso:
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 Smilitarizzare la Guardia di Finanza per adeguare il Corpo ai parametri europei
A smilitarizzare la Guardia di Finanza, oltre ai Finanzieri Democratici, ci hanno provato, sin dalla fine degli anni Settanta, i Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino. Un tiepido appoggio al progetto arrivò poi anche dalla CGIL del Veneto, ma ancora oggi non si sono spente le polemiche per le controverse e poco credibili motivazioni con  le quali sono stati sempre affossati e rigettati i referendum promossi in tale direzione.
 
In Parlamento sono stati, in un recente passato, depositati anche alcuni disegni di legge da parte di alcuni esponenti della cosiddetta “sinistra radicale” (Verdi e Rifondazione Comunista in testa), tutti finalizzati ad equiparare la Guardia di Finanza alle altre polizie economico-finanziarie europee. Molto timidamente anche una parte degli attuali esponenti del Partito Democratico sposarono, negli anni Novanta, la causa della smilitarizzazione della Guardia di Finanza, così come pure la Lega Nord; però, al contrario del primo la Lega Nord è stata sempre attenta al fenomeno dell’evasione fiscale galoppante e quasi incontrollata, frutto probabilmente di una imperfetta gestione di tutto l’apparato economico-fiscale del Paese. Essa si è anche occupata, così come hanno sempre fatto anche i Radicali, dei diritti del personale dipendente delle Fiamme Gialle, riempiendo i protocolli degli uffici di Camera e Senato di decine di interrogazioni parlamentari che, spesso, hanno messo in difficoltà il Comando Generale del Corpo. Giurassici regolamenti militari sono sopravvissuti negli anni a molti governi ed hanno reso difficile la vita dei finanzieri. Non c’è mai stato un parallelismo tra i diritti acquisiti dai civili e quelli flebili o mai riconosciuti al personale con le stellette. La cosiddetta “Rappresentanza Militare” è una sorta di surrogato, di succedaneo, del sindacato, una specie di specchietto per le allodole, nata quando la Polizia di Stato stava per essere smilitarizzata e sindacalizzata. La Rappresentanza è stata creata da una mente neppure tanto raffinata per far credere ai militari di avere ottenuto un vero strumento di democrazia, mentre, nella realtà dei fatti, è un organismo a struttura gerarchica, laddove il presidente non viene eletto dal personale ma diventa tale solo perché appartiene alla categoria degli ufficiali. Una categoria, quest’ultima, di privilegiati che da molti è stata già definita come una casta, una lobby potentissima che resiste a tutte le manovre finanziarie, a tutte le cosiddette leggi di stabilità, a tutte le crisi economiche. Si taglia su tutto e su tutti tranne che sul numero e sui privilegi degli ufficiali.

A concedere maggiori poteri, denaro ed anche un numero abnorme di ufficiali in organico, paradossalmente è stato proprio lo stesso partito di Renzi - che un tempo propagandava di volere smilitarizzare la Guardia di Finanza - ma una dozzina di anni fa circa approvava la cosiddetta “Legge Siracusa”, nata per prorogare la carriera di un generale dei carabinieri ma poi estesa a tutte le forze di polizia a struttura militare. Ecco perché ora guardiamo con un pizzico di diffidenza ed incredulità al DDL che circola in internet da qualche settimana e che prevede una parziale riforma della Guardia di Finanza, ovvero un asserito accorpamento delle Forze di Polizia. Secondo alcuni questa bozza di legge delega sarebbe attribuibile a tecnici vicini al Governo Renzi, se così fosse ci farebbe davvero piacere perché sarebbe un primo passo verso una necessaria riforma dei corpi di polizia ed un modo semplice ed indolore per fare risparmiare agli italiani alcuni miliardi di euro.

Restano, ovviamente, alcune divergenze sostanziali tra il progetto dei Finanzieri Democratici e questa bozza di legge delega. Il Movimento dei Finanzieri Democratici riassume in questi pochi punti quello che è un progetto molto articolato:

a) accorpamento di tutte le forze di polizia sotto un unico comando;
b)la creazione dei dipartimenti (separati ed autonomi) della pubblica sicurezza (dove dovrebbero confluire anche i carabinieri), della polizia penitenziaria, della guardia costiera e della polizia economico-fiscale;
c) il comando (o meglio la direzione) della polizia economico-finanziaria affidata ad un alto funzionario del Ministero dell'Economia e delle Finanze;
d) la sindacalizzazione, la smilitarizzazione e la regionalizzazione dell’attuale Guardia di Finanza. La regionalizzazione, già attuata con il Corpo Forestale dello Stato, servirebbe ad evitare i fattori stressogeni ed i costi elevati legati ai trasferimenti.

Lorenzo Lorussopresidente dei Finanzieri Democratici

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giovedì 26 febbraio 2015

In una bozza di legge delega sul riordino delle Forze di Polizia, la smilitarizzazione della Guardia di Finanza

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Da qualche tempo gira in rete una bozza di disegno di legge delega del governo per il riordino delle Forze di Polizia. Ora, non si conosce il grado di attendibilità di tale testo e quale ne sia la fonte. Sta di fatto che, se fosse autentico e se verrà proposto nel contenuto che si è potuto leggere, non è esagerato affermare la sua portata rivoluzionaria e di sostanziale accoglimento delle idee dei Finanzieri democratici in materia. Per sintetizzare, il Corpo della Guardia di Finanza verrebbe sciolto, le sue competenze di polizia tributaria, economico-finanziaria e monetaria-valutaria attribuite alla Polizia di Stato, mentre le funzioni non attinenti i compiti di polizia attualmente svolte dalla GdF (in materia tributaria, doganale, catastale e di gestione amministrativa e finanziaria dei beni demaniali), verrebbero demandate alle Agenzie fiscali. Per leggere la bozza, si può cliccare qui (dal sito aldisopradelleparti.it). Nella sostanza si realizzerebbe quella smilitarizzazione che il Movimento dei Finanzieri democratici chiede da quarant'anni.

martedì 24 febbraio 2015

Svizzera: quando la fine di un paradiso è un fatto positivo

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La firma dell'Accordo di cooperazione fiscale tra Italia e Svizzera firmato ieri a Milano, come detto da molti mette fine ad un paradiso fiscale a due passi da casa nostra, e darà un senso di superato alle cronache di più o meno ricchi italiani che depositavano il loro denaro nelle banche della Confederazione. Perché l'accordo dia frutti, serve un'amministrazione fiscale efficiente, in grado di utilizzare al meglio l'autostrada che è stata aperta al confine di Chiasso

Julianne Moore, premio Oscar per "Still Alice"

Julianne Moore, premio Oscar per la migliore attrice, per la sua interpretazione in Still Alice



martedì 17 febbraio 2015

17 febbraio: Festa del gatto

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Oggi è la Festa del gatto, "inventata", come informa Wikipedia, nel 1990 dalla giornalista gattofila Claudia Angeletti. Perché febbraio e perché il giorno 17? Perché febbraio è il mese dell'Acquario, segno associato all'indipendenza e all'anticonformismo, e nel numero 17 il gatto supera la fama sinistra da sempre associata con la sua "1 vita per 7 volte"!.

Amianto ai cantieri di Monfalcone: le motivazioni della sentenza di primo grado in grave ritardo - un commento dei "Finanzieri Democratici"

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Il quotidiano Il Piccolo del 15 febbraio, con un articolo a firma di Roberto Covaz, ha messo in evidenza il ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza, con la quale il Tribunale di Gorizia, il 15 ottobre del 2013, ha condannato otto persone per omicidio e lesioni colpose collegate alla presenza di amianto nei cantieri di Monfalcone. Il ritardo, come spiega l'articolo, impedendo lo svolgersi dei successivi gradi di giudizio, rischia di mandare tutto in fumo per l'intervento della prescrizione dei reati (per leggere l'articolo, cliccare qui).  

Sulla vicenda, così ha commentato il presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso:

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Amianto: una vergogna tutta italiana


Bene ha fatto Il Piccolo, quotidiano triestino, a sollevare il problema ed a dedicargli le prime tre pagine del giornale domenicale. La vicenda, purtroppo, non riguarda solo operai e marittimi bensì numerosi dipendenti, ed ex, della Guardia di Finanza, riconosciuti esposti all’amianto dalle Aziende Sanitarie e dalle Regioni ma non dai vertici del Corpo, che continuano ad ignorare interrogazioni parlamentari, appelli e segnalazioni, provenienti da ogni parte d’Italia. Tranne rarissime eccezioni i Comandi delle Fiamme Gialle si sono rifiutati persino di rilasciare il previsto curriculum lavorativo, indispensabile per aprire l’iter procedurale finalizzato a vedersi riconoscere quei pochissimi diritti che uno Stato, poco sensibile, concede a coloro che vivono sul filo del rasoio, con la spada di Damocle del terribile mesotelioma della pleura sulle spalle. Uno dei più violenti e devastanti tumori che essere umano possa subire.
Non ci risulta che le Procure abbiano aperto dei fascicoli riguardo ai recenti sequestri di amianto avvenuti ad opera di dipendenti della Guardia di Finanza senza le necessarie tutele preventive (mascherine, tute e guanti speciali), forse in violazione della legge 257/1992 e, a nostro modesto parere, anche una responsabilità oggettiva per una presunta culpa in vigilando.
Sul quotidiano Il Piccolo appare, inquietante, la notizia che i familiari delle vittime dell’amianto – di tutto il goriziano e monfalconese – attendono da ben 16 mesi il deposito della sentenza, un record mondiale di inspiegabile ed inaccettabile lentezza. Ricordiamo che solo alcuni anni fa, per ragioni analoghe, l’allora Procuratore Generale di Trieste, il Dott. Deidda, aveva avocato a sé le indagini. Noi, invece, possiamo solo indignarci davanti a notizie del genere, eppure molti, e noi per primi, avevamo creduto nell’operato della Magistratura, ma ora siamo delusi, quella Giustizia (con la G maiuscola) che ci aspettavamo non è ancora arrivata.""

venerdì 13 febbraio 2015

"Still Alice", racconta al cinema la malattia di Alzheimer

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Il film "Still Alice" (Usa, 2014), diretto da Richard Glatzer e Wash Westmoreland, tratto dall'omonimo romanzo di Lisa Genova (Piemme 2015), parla di come, nella vita della protagonista - una docente di linguistica (Alice Howland) intepretata da Julianne Moore, si faccia strada progressivamente la malattia di Alzheimer, di come la stessa perda giorno dopo giorno le coordinate del suo stare al mondo, e di come chi le vive accanto assista impotente a questa mutazione. Una interpretazione a dir poco intensa e molto vicina al reale di Julianne Moore, regala emozioni al pubblico. Come informa il sito de la Repubblica, l'attrice è candidata all'Oscar per la sua intepretazione in "Still Alice" (segnalo qui l'intervista alla Moore firmata da Enrico Franceschini)..

sabato 7 febbraio 2015

Controversia tra il senatore Sonego e la Regione Friuli Venezia Giulia sul vitalizio come ex assessore

 

Lodovico Sonego è un senatore del Partito democratico. In passato, dal 1988 al 2008, è stato consigliere regionale e poi assessore in Friuli Venezia Giulia, eletto nel Pci, nel Pds e nei Ds, maturando un vitalizio come ex consigliere. Attualmente, percepisce l'indennità di senatore della Repubblica, ma non quella regionale, sospesa per legge. Notizie di stampa hanno reso noto che Sonego abbia richiesto il riconoscimento del vitalizio per i cinque anni svolti come assessore nella giunta Illy. La richiesta del senatore è stata contestata dall'amministrazione regionale, ma Sonego non è arretrato, e, se la Regione confermerà il suo no, adirà le vie legali (la vicenda è riassunta nell'articolo di Anna Buttazzoni per il Messaggero Veneto, qui). Tra l'altro, se venisse attribuito al senatore il diritto al vitalizio assessorile, anche questo, in costanza del mandato parlamentare, verrebbe sospeso. 

In un'intervista rilasciata ieri, sempre al Messaggero Veneto, Sonego ribadisce al giornalista Maurizio Cescon  la sua posizione, affermando, tra l'altro, che se «non è popolare chiedere il vitalizio per quanto sia dovuto per legge e da sospendere», ritiene corretto che venga corrisposta una pensione a chi fa politica, criticando la riforma della Regione Friuli Venezia Giulia, che, avendo cancellato i vitalizi, porterà ad un'assemblea di «spiantati che vanno lì perché altrove non li vogliono. La Regione fa finta di pagarli e loro fanno finta di governare. Gli spiantati mi preoccupano per gli ospedali di cui avrò bisogno».

Che cosa dire? Che, forse, nei panni del senatore Sonego, molti di noi, in prima battuta, avrebbero chiesto il riconoscimento del vitalizio supplementare, è inutile fare le "anime belle" e non confessarlo. Però è anche vero che tanti (almeno credo), subito dopo, riflettendo soprattutto sul proprio ruolo di rappresentante dei cittadini in Parlamento, avrebbero pensato che si sarebbe trattata di un'azione poco opportuna, viste le difficoltà sociali (che mi sembra superfluo anche elencare: la disoccupazione -soprattutto giovanile, le crisi aziendali), la sostanziale abrogazione delle pensioni di anzianità e il progredire dell'età pensionabile in rapporto all'innalzamento della "speranza di vita", e pensando, anche, alla stessa cancellazione dei vitalizi approvata dal consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (pur con valore non retroattivo). Ma tutto ciò, nel caso del senatore Sonego, non è accaduto Bene, anzi male. Sono casi come questi che alimentano la cosiddetta "antipolitica", rinfocolano i populismi di destra e di sinistra, allontanano i cittadini dal voto. Sugli "spiantati", le parole di Sonego difendono la figura del politico di professione, pagato, in questo caso, per il suo lavoro di legislatore regionale. Penso anch'io, modestamente, che, per la delicatezza e per il valore sociale della funzione, il dilettantismo nella politica non sia positivo per gli stessi cittadini; questo, però, non giustifica il livello elevato delle retribuzioni e, soprattutto, un approccio alla carriera politica che dimentica spesso la sua valenza di servizio pubblico. Parole e speranze di un illuso, le mie? Penso proprio di sì!.

giovedì 5 febbraio 2015

martedì 3 febbraio 2015

Le nuove regole per l'Imu sui terreni agricoli. Il 10 febbraio scade il termine di pagamento per il 2014

 



Con un recente decreto legge (n. 4 del 24/01/2015), il governo ha messo la parola fine all'alternarsi di decreti e di ricorsi al Tar sul tema dell'applicazione dell'Imu sui terreni agricoli, introducendo le nuove regole per il 2015.  Eccole:

A) Possessori di terreni agricoli che NON esercitano l'attività di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale:

1) obbligo del versamento dell'Imu, nel caso terreni agricoli ubicati nei comuni classificati non montani (identificati con la lettera NM nell'elenco dei Comuni italiani predisposto dall'Istat - cliccare qui);

2) obbligo del versamento dell'Imu, nel caso terreni agricoli ubicati nei comuni classificati parzialmente montani (identificati con la lettera P nel predetto elenco);

3) esenzione dal pagamento dell'Imu, per i terreni agricoli ubicati nei comuni classificati totalmente montani (identificati con la lettera T dell'elenco);


B) Possessori di terreni agricoli che ESERCITANO l'attività di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale (articolo 1 del Dlgs n. 99/2004):

1) obbligo del versamento dell'Imu, nel caso terreni agricoli ubicati nei comuni classificati non montani (identificati con la lettera NM nell'elenco dei Comuni); 

2) esenzione dal versamento dell'Imu, nel caso terreni agricoli ubicati nei comuni classificati parzialmente montani (identificati con la lettera P nell'elenco ISTAT); analoga esenzione viene applicata nel caso in cui gli stessi terreni vengano concessi in comodato o in affitto a coltivatori diretti e a imprenditori agricoli professionali

3) esenzione dal versamento dell'Imu, nel caso di terreni agricoli ubicati nei comuni classificati totalmente montani (identificati con la lettera T nell'elenco ISTAT)

A causa delle norme accavallatesi nel corso del 2014, il termine di versamento per l'anno 2014 è stato prorogato al prossimo 10 febbraio. É stato precisato che per il 2014 non è, comunque, dovuto il pagamento dell'Imu per i terreni agricoli che un decreto interministeriale del 28 novembre 2014 aveva considerato esenti. Il criterio introdotto da questo decreto, ora non più in vigore, suddivideva i comuni secondo l'altitudine riferita alla sede della casa comunale: 

da 0 a 280 metri - terreni non montani (obbligo del versamento dell'Imu per tutti); 
dal 281 a 600 metri  - parzialmente montani; (obbligo del versamento dell'Imu solo per chi non esercita l'attività di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale)
da 601 metri - montani: esenzione dell'Imu per tutti.

Pertanto, per fare un esempio, solo per il 2014, se un comune risulta P - Parzialmente montano, ma l'altitudine supera i 600 metri (il dato dell'altitudine è riportato nel più volte citato elenco dei Comuni dal sito dell'Istat), in nessun caso si paga l'Imu sui terreni agricoli ubicati in detto comune.