«...la vita è un brivido che vola via/è tutt'un equilibrio sopra la follia...» (Sally, Vasco Rossi)

[Pinerolo] ...Vista dall’alto, posta com’è all’imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti a una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte [...].
(Edmondo De Amicis,"Alle porte d'Italia", Roma 1884)

lunedì 15 settembre 2014

"Vuole la fattura?", ovvero il mestiere più vecchio del mondo (ma non è quello a cui state pensando)



É capitato a molti, continua e continuerà a capitare, sto parlando del confronto che va in scena ogni volta che ci rivolgiamo ad un artigiano o ad un professionista (anche i più insospettabili), e al momento del pagamento della prestazione ci sentiamo proporre la fatidica frase: “Senza fattura fa tot, se invece vuole la fattura devo aggiungere l'iva, veda lei, se vuole ha il modo di risparmiare qualcosa...”.

Molti fanno finta di niente, mettono la mano al portafoglio e concludono lì la cosa, altri ci pensano un po', poi chiedono la fattura, ma anche a queste persone rimarrà sempre un dubbio: “E' vero, così non si è consumata un'evasione fiscale, però, con qualche scrupolo in meno, avrei potuto risparmiare qualcosa...”. Alla “domanda delle domande” è difficile resistere, soprattutto in tempi magri come quelli che stiamo vivendo, ciò che non cambia è sempre la sensazione, nel caso si chieda la fattura, di essere una “mosca bianca”, un inguaribile idealista che crede ancora nel rispetto delle regole, una sorta di “Robin Hood del fisco”, di uno che voglia che “anche le partite iva paghino le tasse come noi dipendenti e pensionati che non possiamo nemmeno decidere se evadere o meno il fisco”, il tutto esemplificato nell'espressione dell'artigiano/professionista che sembra dire: “povero scemo...”. 

É vero, una mano la darebbe la possibilità di poter detrarre le fatture per le prestazioni degli artigiani, ma non so nemmeno se tale eventualità farebbe scomparire del tutto l'invito “fattura o senza fattura”: è infatti invalso l'uso, anche nel caso di spese già detraibili, come quelle per le ristrutturazioni edilizie (magari d'importo non elevato), di proporre: “con la fattura può detrarre il 50% della spesa in dieci anni, senza la fattura le faccio uno sconto ed il risparmio lo ottiene subito, decida lei...”.

Insomma, le domande “fattura o non fattura” continueranno ad esserci rivolte, la frequenza di tali interrogazioni finiscono per farcele considerare quasi normali, ma proprio qui sta il nocciolo della questione: non c'è niente di “normale” in una domanda del genere, a costo di considerare la risposta “sì, mi faccia fattura” come un atto al limite (o anche senza limite) del masochismo. 

domenica 14 settembre 2014

Il consigliere regionale De Anna (Forza Italia-Friuli Venezia Giulia) sull'operazione "Mare Nostrum":«Per fortuna che c'è il mare, che ogni tanto ci aiuta»

 


Con riferimento all'operazione Mare Nostrum e al flusso di stranieri in arrivo nel nostro paese, il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia di Forza Italia, Elio De Anna, ha dichiarato ieri, nel corso del telegiornale di Telepordenone: «Per fortuna che c'è il mare, che ogni tanto ci aiuta», salvo poi aggiungere - come riportato da  un articolo apparso sul sito del Messaggero Veneto, dopo le critiche avanzate dal sindaco di San Vito al Tagliamento, Antonio Di Bisceglie, e dal radicale Stefano Santarossa (presenti in studio): «Ho detto che il mare ci aiuta perché le condizioni meteo stanno riducendo le partenze. Loro hanno voluto capire altro perché hanno la coda di paglia: sono moralisti disonesti piuttosto che peccatori onesti.» (qui).

Ma la cosa migliore, è ascoltare lo stralcio dell'intervento del consigliere De Anna a Telepordenone del 13 settembre, con la succcessiva presa di posizione del radicale Santarossa (cliccare qui sotto):

▶ Mare nostrum. De Anna:"Meno male che il mare ci aiuta". Santarossa: "Frase agghiacciante" - YouTube

sabato 13 settembre 2014

Le linee guida sulla fecondazione eterologa in Friuli Venezia Giulia

 

Lo aveva deciso giorni fa la Conferenza delle Regioni italiane in suo documento d'indirizzo (qui), ieri la giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha emanato le linee guida per la fecondazione eterologa, che riguarderà coppie maggiorenni di sesso diverso, sterili o infertili, di età potenzialmente fertile, mentre la donna non dovrà avere più di 50 anni ed essere in buone condizioni di salute per poter portare avanti una gravidanza. Il trattamento potrà essere effettuato presso gli ospedali di Pordenone e Burlo Garofolo di Trieste. L'assessore regionale Telesca ha anche dichiarato che l'entità del ticket sanitario verrà stabilito la settimana prossima a livello nazionale (leggere qui)

Sì alla Fecondazione eterologa in Friuli Venezia Giulia, ma solo per coniugi conviventi di sesso diverso, maggiorenni e di età potenzialmente fertile; la donna non deve avere più di 50 anni e godere di buone condizioni di salute per poter affrontare positivamente la gravidanza.
Sono queste le linee guida approvate dalla Giunta regionale che richiede anche l’obbligo di presentare una certificazione che attesti la non disponibilità per la donna di ovociti validi per la donna; per l’uomo invece, le indicazioni alla donazione riguardano le eventuali situazioni mediche e di comprovata sterilità.
Secondo quanto indicato dalla Regione, si tratterà di non più di quaranta richieste l’anno e la fecondazione sarà eventualmente svolta da centri già autorizzati alla Pma e cioè l’ospedale di Pordenone e l’Istituto di ricerca pediatrico “Burlo Garofolo” di Trieste (entrambe le strutture sono dotate di una banca per la conservazione dei gameti).
Il costo è fissato dalla Conferenza delle Regioni in mille euro, ma sarà valida la regola del Ticket (che andrà stabilito la prossima settimana in sede di Commissione nazionale sanitaria).
L’atto odierno “rappresenta un risultato importante e risponde all’esigenza di una fecondazione eterologa regolamentata e controllata fissandone i cardini principali, che sono la qualità delle cellule riproduttive, garantita da un accurato screening dei donatori, e la gratuità del dono” spiega l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca. “E’ stato elaborato uno strumento tecnico finalizzato all’individuazione di una serie di regole – conclude – che vincolano il donatore a fronte della soluzione del problema dell’infertilità di coppia”.
- See more at: http://www.friuliveneziagiulia24news.it/2014/09/12/fecondazione-eterologa-in-fvg-solo-per-coppie-etero-e-sterili-61227/#sthash.Ll3X4WJi.dpuf
Sì alla Fecondazione eterologa in Friuli Venezia Giulia, ma solo per coniugi conviventi di sesso diverso, maggiorenni e di età potenzialmente fertile; la donna non deve avere più di 50 anni e godere di buone condizioni di salute per poter affrontare positivamente la gravidanza.
Sono queste le linee guida approvate dalla Giunta regionale che richiede anche l’obbligo di presentare una certificazione che attesti la non disponibilità per la donna di ovociti validi per la donna; per l’uomo invece, le indicazioni alla donazione riguardano le eventuali situazioni mediche e di comprovata sterilità.
Secondo quanto indicato dalla Regione, si tratterà di non più di quaranta richieste l’anno e la fecondazione sarà eventualmente svolta da centri già autorizzati alla Pma e cioè l’ospedale di Pordenone e l’Istituto di ricerca pediatrico “Burlo Garofolo” di Trieste (entrambe le strutture sono dotate di una banca per la conservazione dei gameti).
Il costo è fissato dalla Conferenza delle Regioni in mille euro, ma sarà valida la regola del Ticket (che andrà stabilito la prossima settimana in sede di Commissione nazionale sanitaria).
L’atto odierno “rappresenta un risultato importante e risponde all’esigenza di una fecondazione eterologa regolamentata e controllata fissandone i cardini principali, che sono la qualità delle cellule riproduttive, garantita da un accurato screening dei donatori, e la gratuità del dono” spiega l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca. “E’ stato elaborato uno strumento tecnico finalizzato all’individuazione di una serie di regole – conclude – che vincolano il donatore a fronte della soluzione del problema dell’infertilità di coppia”.
- See more at: http://www.friuliveneziagiulia24news.it/2014/09/12/fecondazione-eterologa-in-fvg-solo-per-coppie-etero-e-sterili-61227/#sthash.Ll3X4WJi.dpuf
Sì alla Fecondazione eterologa in Friuli Venezia Giulia, ma solo per coniugi conviventi di sesso diverso, maggiorenni e di età potenzialmente fertile; la donna non deve avere più di 50 anni e godere di buone condizioni di salute per poter affrontare positivamente la gravidanza.
Sono queste le linee guida approvate dalla Giunta regionale che richiede anche l’obbligo di presentare una certificazione che attesti la non disponibilità per la donna di ovociti validi per la donna; per l’uomo invece, le indicazioni alla donazione riguardano le eventuali situazioni mediche e di comprovata sterilità.
Secondo quanto indicato dalla Regione, si tratterà di non più di quaranta richieste l’anno e la fecondazione sarà eventualmente svolta da centri già autorizzati alla Pma e cioè l’ospedale di Pordenone e l’Istituto di ricerca pediatrico “Burlo Garofolo” di Trieste (entrambe le strutture sono dotate di una banca per la conservazione dei gameti).
Il costo è fissato dalla Conferenza delle Regioni in mille euro, ma sarà valida la regola del Ticket (che andrà stabilito la prossima settimana in sede di Commissione nazionale sanitaria).
L’atto odierno “rappresenta un risultato importante e risponde all’esigenza di una fecondazione eterologa regolamentata e controllata fissandone i cardini principali, che sono la qualità delle cellule riproduttive, garantita da un accurato screening dei donatori, e la gratuità del dono” spiega l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca. “E’ stato elaborato uno strumento tecnico finalizzato all’individuazione di una serie di regole – conclude – che vincolano il donatore a fronte della soluzione del problema dell’infertilità di coppia”.
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Sì alla Fecondazione eterologa in Friuli Venezia Giulia, ma solo per coniugi conviventi di sesso diverso, maggiorenni e di età potenzialmente fertile; la donna non deve avere più di 50 anni e godere di buone condizioni di salute per poter affrontare positivamente la gravidanza.
Sono queste le linee guida approvate dalla Giunta regionale che richiede anche l’obbligo di presentare una certificazione che attesti la non disponibilità per la donna di ovociti validi per la donna; per l’uomo invece, le indicazioni alla donazione riguardano le eventuali situazioni mediche e di comprovata sterilità.
Secondo quanto indicato dalla Regione, si tratterà di non più di quaranta richieste l’anno e la fecondazione sarà eventualmente svolta da centri già autorizzati alla Pma e cioè l’ospedale di Pordenone e l’Istituto di ricerca pediatrico “Burlo Garofolo” di Trieste (entrambe le strutture sono dotate di una banca per la conservazione dei gameti).
Il costo è fissato dalla Conferenza delle Regioni in mille euro, ma sarà valida la regola del Ticket (che andrà stabilito la prossima settimana in sede di Commissione nazionale sanitaria).
L’atto odierno “rappresenta un risultato importante e risponde all’esigenza di una fecondazione eterologa regolamentata e controllata fissandone i cardini principali, che sono la qualità delle cellule riproduttive, garantita da un accurato screening dei donatori, e la gratuità del dono” spiega l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca. “E’ stato elaborato uno strumento tecnico finalizzato all’individuazione di una serie di regole – conclude – che vincolano il donatore a fronte della soluzione del problema dell’infertilità di coppia”.
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giovedì 11 settembre 2014

Caso Englaro: per il Consiglio di Stato la Regione Lombardia doveva garantire la sospensione delle terapie

 

E' una notizia di una settimana fa, ma secondo me è utile rilanciarla, data la sua importanza: si tratta della decisione del Consiglio di Stato sull'obbligo che aveva la Regione Lombardia, al tempo guidata da Roberto Formigoni, di garantire la sopensione delle terapie (alimentazione e idratazione artificiale) nei confronti di Eluana Englaro, così come aveva stabilito una sentenza della Corte di Cassazione. A causa di quel rifiuto, nel febbraio del 2009 Eluana Englaro venne trasferita presso la clinica La Quiete di Udine, ove venne attuata la sentenza della Suprema Corte.

Riporto di seguito alcuni stralci della sentenza del Consiglio di Stato:

[...] «la decisione di somministrare al paziente l'alimentazione e l'idratazione artificiale è, in tutto e per tutto, il frutto di una strategia terapeutica che il medico, con il consenso informato del paziente, adotta valutando costi e benefici di tale cura per il paziente, ed è particolarmente invasiva, per il corpo del paziente stesso, poiché prevede, nel caso della nutrizione enterale, addirittura l'inserimento di un sondino che dal naso discende sino allo stomaco o l'apertura di orefizio, attraverso un intervento chirurgico, nell'addome» 

«L'inserimento, il mantenimento e la rimozione del sondino naso-gastrico o della Peg sono dunque atti medici e non possono in alcun modo essere considerati una forma di alimentazione sui generis, quasi un regime dietetico a parte, un surrogato dell'alimentazione e idratazione naturale».[...]

Con il rifiuto della sospensione dell'alimentazione e idratazione artificiale, la Regione «ha inteso porre e imporre d'imperio una visione assolutizzante, autoritativa della "cura" e, in ultima analisi, al suo fondamentale e incomprimibile diritto di autodeterminazione terapeutica, quale massima espressione della sua personalità».

Qui, un articolo dal sito de Il Sole 24 ore, con un link al testo della sentenza.  

martedì 9 settembre 2014

Il teologo Hans Küng a favore dell'eutanasia

 

Nell'ultimo libro da poco uscito in Germania (titolo: “Morire felici?”), il teologo cattolico Hans Küng si esprime a favore della "dolce morte", affermando che “dal diritto alla vita non deriva affatto il dovere alla vita e l’autodeterminazione fa parte della dignità umana”. Küng, ottantasei anni, noto per le sue posizioni eterodosse all'interno della Chiesa, è attualmente ricoverato nel suo paese, la Svizzera, e soffre del morbo di Parkinson. Per leggere la notizia completa dal sito di MicroMega, cliccare qui

lunedì 8 settembre 2014

Da Cesare Pavese

 

«Si vive con la gente, ma è stando soli che si pensa ai fatti nostri.»

(Cesare Pavese, dal romanzo: "Il carcere", pubblicato insieme con un altro romanzo: "La casa in collina", nel volume "Prima che il gallo canti", Einaudi, Torino 1948)

venerdì 29 agosto 2014

I dieci sintomi premonitori dell'Alzheimer

 


Suggerisco, dal sito dilei.it, una scheda (qui) contenente i dieci sintomi premonitori dell'Alzheimer, stilata dalla Alzheimer's Association (Usa) (segnalazione di Lorenzo Lorusso).

giovedì 28 agosto 2014

J.S. Bach, dal "Magnificat": "Quia fecit mihi magna"


J.S. Bach, dal "Magnificat"  in re maggiore, Bwv 243:

"Quia fecit mihi magna", aria per basso e continuo

Christopher Maltman, basso

Arnold Schoenberg Choir
Concentus Musicus Wien
Nikolaus Harnoncourt, direttore
(da youtube)

martedì 26 agosto 2014

Se n'è andato Alfredo Martini, il signore del ciclismo italiano

 

Se n'è andato Alfredo Martini, il signore del ciclismo italiano, da corridore visse l'epoca di Coppi, Bartali e Magni, da commissario tecnico della nazionale vinse sei mondiali, ai quali vanno aggiunti sette secondi e sette terzi posti, riuscì a far correre insieme - con la maglia azzurra - persone che non  avrebbero nemmeno preso un caffè insieme: Moser e Saronni, Bugno e Chiappucci. 

Se questo sport continua ad avere una sua dignità, al di là di tutte le polemiche,  lo si deve anche anche ad Alfredo Martini.

Antonello Venditti: "Torino"


"Torino" di Antonello Venditti, dall'album "Sotto la pioggia" (1982), dedicato ad un amico che non c'è più: