venerdì 17 maggio 2013

Una mostra sul legame tra Pasolini e Roma, dal 22 maggio a Barcellona




"Pasolini Roma" è il titolo della mostra internazionale che, con l'autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della  Soprintendenza Archivistica per il Friuli Venezia Giulia, e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Pordenone e della Città di Casarsa della Delizia (Pn), verrà inaugurata mercoledì 22 maggio alle ore 18.00 presso il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona. Dell'impresa è parte il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, che sarà rappresentato a Barcellona dalla presidente Teresa Tassan Viol e dal direttore Angela Felice.

L'iniziativa, curata da Jordi BallóAlain Bergala e Gianni Borgna, con il contributo di Graziella Chiarcossi, nasce dal lavoro di quattro importanti istituzioni museali europee, che saranno le sedi di tre successivi riallestimenti: la Cinémathèquefrançaise di Parigi (ottobre 2013-gennaio 2014), il Palazzo delle Esposizioni di Roma (3 marzo -   8 giugno 2014) e il  Martin Gropius Bau di Berlino (11 settembre 2014 – 5 gennaio 2015).

La mostra, organizzata come percorso cronologico tra il 1950 e il 1975, ripercorre il legame tra Pasolini  e la città di Roma, da lui vissuta – spiegano i curatori – come la geografia di «una grande storia d’amore, fatta di delusioni, tradimenti, sentimenti di passione e di odio, momenti di attrazione e di rifiuto, fasi di allontanamento e di ricongiunzione», una città che per l'intellettuale fu un «campo permanente di studio, di riflessione e di lotta», in cui verificare anche i cambiamenti del nostro paese tra gli anni Sessanta e Settanta. 

La ricca e multiforme documentazione che articolerà la mostra, si avvarrà anche di alcuni materiali provenienti dal Centro Studi Pasolini di Casarsa, con una parte del suo "tesoro documentale" di carte pasoliniane autografe, custodite nel Fondo Pasolini già dichiarato nel 2010 “bene di interesse culturale” e attualmente in fase avanzata di catalogazione scientifica. Come informa il Centro Studi nel suo comunicato stampa, «accanto a due rare lettere a Ennio Flaiano del 1963 e a Jean-Luc Godard del 1967, saranno infatti esposte tre lettere dei primi anni Cinquanta alla madre Susanna Colussi, l’adorata “piticinia” nel lessico familiare di Pier Paolo, e soprattutto il fascicolo n.2 della serie dei celebri “Quaderni Rossi”, in parte editi nei romanzi postumi  Amado mio  e  Atti impuri.  Il libretto sarà aperto alle pagine datate 19 agosto 1947, in cui il giovane Pasolini confidava al suo  journal intime la dolorosa scoperta che il padre Carlo Alberto aveva compiuto nei suoi confronti “la più incivile delle indiscrezioni”, frugando tra i suoi diari segreti e venendo così a conoscenza del tormento omosessuale del figlio.»




lunedì 13 maggio 2013

Epifani, il socialista vicino ad Antonio Giolitti


Che il Pd si sia affidato alle cure di Guglielmo Epifani è, dal mio punto di vista, una buona notizia. Un segretario con un passato alla guida della Cgil non potrà che far ricordare al Partito democratico, come minimo, che le sue radici affondano nel mondo del lavoro. Molti hanno "rinfacciato" ad Epifani il suo passato socialista, mentre (da sinistra e alla sinistra) bisognerebbe ricordare che Epifani era vicino alle posizioni della sinistra del Psi che faceva riferimento ad Antonio Giolitti, una sinistra che voleva coniugare la radicalità dei contenuti con la fatica del governare. Rimane, come un macigno, la scelta del Pd di aver voluto formare un governo con Berlusconi. Su questo tema, Epifani dovrà faticare parecchio per convincere la propria base, ma, al di là di questo aspetto certo non secondario, l'ex segretario della Cgil può rappresentare un buon investimento per il centrosinistra nella futura legislatura.  

giovedì 9 maggio 2013

Trieste: domani esordisce un nuovo periodico, "La Gazzetta Giuliana"



In tutte le edicole di Trieste e dell'Isontino, uscirà domani, venerdì 10 maggio, il numero "zero" di un nuovo periodico, "La Gazzetta Giuliana", diretto da Lorenzo Lorusso. Tra gli argomenti trattati, il caso del Porto Vecchio di Trieste, la situazione dei lavoratori esposti all'amianto e, tra questi, il caso dei militari della Guardia di Finanza, un approfondimento sui servizi online erogati dall'Università di Trieste, un articolo sulle novità fiscali nella dichiarazione dei redditi di quest'anno, la cronaca di una conferenza sull'enneagramma all'Università giuliana, un ritratto del popolare rione triestino di San Giacomo, e altro ancora. Nell'editoriale di presentazione, il direttore Lorusso, tra l'altro, afferma, che l'obiettivo del nuovo periodico è quello di fornire un'informazione "libera e non controllata dal potere di turno", e per conseguire l'obiettivo, continua il direttore, "il Gruppo Editoriale che sostiene questo giornale avrebbe potuto, più comodamente, costituirsi in cooperativa ed ottenere dei finanziamenti pubblici che poi, forse, avrebbe pagato in termini di libertà. Ha scelto, invece, la strada più difficile, costituendo una società a responsabilità limitata al fine di potere dare ai lettori un servizio di qualità di cui, in questo momento, il territorio giuliano ha profondamente bisogno. Un periodico che non si ferma al territorio triestino ma che copre tutta la Venezia Giulia, sovente dimenticata dalla classe politica e dalle istituzioni".

martedì 7 maggio 2013

Il vero Andreotti

Il più volte citato, e trasmesso nella giornata di ieri, monologo del film "Il Divo" di Paolo Sorrentino (Giulio Andreotti interpretato da Toni Servillo), racchiude meglio di ogni altro commento la filosofia del potere dell'uomo di potere scomparso ieri, e che sempre ieri, a tarda sera, appariva, dai commenti svolti sulla sua figura, come un uomo politico che ha dato molto al suo paese, sempre duttile nel confronto con gli altri partiti fino a presiedere un governo con il Pci nella sua maggioranza, e al più poco accorto nelle sue frequentazioni, ma rimanendo, in fondo, appunto, uno "statista" che ha attraversato la storia italiana da De Gasperi a Craxi. Per tornare all'essenza del politico Giulio Andreotti, non resta che ascoltare il monologo tratto dal film di Sorrentino: 

video

lunedì 6 maggio 2013

La missione impossibile del ministro Cécile Kyenge


Le proposte che il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge ha esposto ieri, nell'intervista di Lucia Annunziata a In mezz'ora (Raitre), sull'attribuzione della cittadinanza italiana in base allo Ius soli, sulla modifica della normativa in materia di Centri di identificazione ed espulsione (detenzione come extrema ratio), sull'abrogazione del reato di immigrazione clandestina, sono state accompagnate dal realismo di un politico il quale sa benissimo che, nelle condizioni date, in una maggioranza che si sorregge anche sul voto di Maurizio Gasparri, difficilmente potranno essere attuate. Cécile Kyenge ha detto che dialogherà con tutte le forze politiche per convincerle della bontà delle sue proposte, l'augurio è che si compia il miracolo, il realismo ci dice che difficilmente ce la farà.

mercoledì 1 maggio 2013

Berlusconi e Calderoli aspiranti "padri costituenti", ma evaporati


Lotta tra aspiranti "padri costituenti" per la presidenza della cosiddetta "convenzione", organo al quale il governo Letta vorrebbe demandare il progetto di riforma costituzionale ed elettorale: il pdl propone Berlusconi, la Lega risponde con Calderoli! Se questi sono i nomi dei "padri", viene in mente la teoria avanzata dallo psicanalista francese Jacques Lacan - ripresa da Massimo Recalcati - quella della cosiddetta "evaporazione del padre".

sabato 27 aprile 2013

Nasce il governissimo Pd-Pdl


Sintetizzando, è nato il governo Letta-Alfano, imposto da Napolitano al Pd in cambio dell'accettazione della sua rielezione, con al vertice i numeri due del Pd e del Pdl, un governo che più politico non si poteva immaginare al di là di alcune foglie di fico (Josefa Idem, Cecile Kyenge, Maria Chiara Carrozza, Massimo Bray), inserite per far digerire il boccone amaro ad alcuni settori del Pd, un governo che non vede nessun uomo del Pd ricoprire alcuno dei dicasteri chiave (Interni, Esteri, Giustizia, Economia e Difesa), che vede abbassata l'età media e l'ingresso di sette donne tra i ministri, anche se il fattore generazionale e l'appartenenza al genere femminile non cancellano il dato politico (si pensi alle giovani neo ministre del Pdl, De Girolamo e Lorenzin, berlusconiane doc), un governo che, soprattutto, si consegna al ricatto giornaliero di Berlusconi, pronto a farlo cadere al momento opportuno per correre all'incasso del dividendo elettorale,.

giovedì 25 aprile 2013

martedì 23 aprile 2013

Presidenzialismo di fatto, al di fuori del diritto


Tra una repubblica parlamentare così com'è regolata dalla Costituzione in vigore, e una repubblica di tipo presidenziale, come di fatto e per molte ragioni l'Italia sta diventando, sarebbe meglio che la situazione di fatto e quella di diritto almeno coincidessero, avremmo, così, una repubblica presidenziale regolamentata entro i confini di un testo costituzionale, e non un ordinamento lasciato alla libera iniziativa di chi ricopre, in quel momento, la carica di Capo dello Stato. 

Debora Serracchiani oltre il Friuli Venezia Giulia


La vittoria di Debora Serracchiani alla presidenza del Friuli Venezia Giulia, proietta una giovane dirigente sul palcoscenico nazionale del Partito democratico e non solo, un po' sul modello che ha visto Vendola, da presidente della Puglia, giocare un ruolo oltre i confini regionali.