«...la vita è un brivido che vola via/è tutt'un equilibrio sopra la follia...» (Sally, Vasco Rossi)

[Pinerolo] ...Vista dall’alto, posta com’è all’imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti a una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte [...].
(Edmondo De Amicis,"Alle porte d'Italia", Roma 1884)

domenica 26 luglio 2015

Caso Ici-scuole cattoliche: dopo le sentenze della Cassazione, i vescovi italiani presentano il conto alla politica

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Com'è noto, sta infuriando la polemica intorno a due sentenze della Corte di Cassazione (14225 e 14226) che hanno dato ragione al Comune di Livorno, nel richiedere il pagamento dell'Ici (per gli anni dal 2004 al 2009 e per complessivi € 422.178,00) a due enti religiosi che gestiscono altrettanti istituti scolastici. La Cassazione, in sintesi, ha motivato le decisioni considerando l'attività dei due istituti di tipo "commerciale",  in forza della previsione del pagamento di una retta per la frequenza (qui). I vescovi italiani, per bocca del loro segretario mons. Galantino, hanno definito le sentenze con aggettivi forti come "pericolose" e "ideologiche", limitatrici della libertà educativa, causa potenziale di prossime chiusure (qui). Il Comune di Livorno, dal canto suo, nelle decisioni della  Suprema Corte ha trovato conforto alla propria azione di recupero dell’elusione e dell’evasione fiscale. É interessante anche sottolineare, come si legge nel comunicato pubblicato sul sito comunale, come i due istituti religiosi avessero rifiutato una proposta di conciliazione avanzata dall'amministrazione (qui). Il governo ha promesso che se ne occuperà prossimamente (qui).


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Molti commenti stanno mettendo in evidenza il fatto che le scuole paritarie, tra le quali le due livornesi, rientrano, insieme con quelle statali,  nel "sistema scolastico nazionale" così come definito dalla riforma Berlinguer (Luigi) del 2000. Tale circostanza legittimerebbe di per sé l'esenzione dalle imposte sui fabbricati per tali istituti. Viene però da dire, sommessamente, che il far parte del sistema scolastico nazionale non fa venir meno - a legislazione vigente, così come interpretata dalla Corte di Cassazione -  il carattere "commerciale" delle attività condotte da tali istituti, e di conseguenza, non fa venir meno l'obbligo del pagamento delle imposte comunali sui fabbricati ove tali attività vengono esercitate. 

venerdì 24 luglio 2015

Un grande Nibali al Tour de France

 Tour de France, orgoglio Nibali: impresa solitaria sulle Alpi. "Froome mi ha detto cose irripetibili"
(foto tratta dal sito de la Repubblica)

Vincendo la tappa di oggi al Tour de France, Vincenzo Nibali ha dimostrato il valore del vero campione: in un Tour affrontato non al massimo della forma, con alcune incomprensioni vissute all'interno della squadra, il corridore siciliano ha saputo reagire alle avversità di ogni tipo, scattando sulla salita della Croix de Fer, giungendo solo al  traguardo di  La Toussuire, precedendo Quintana di 44" e la maglia gialla Froome di 1'14" (qui). 

giovedì 23 luglio 2015

Muggia (Trieste): trovato il cadavere di una donna deceduta tra il 2006 e il 2008

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É accaduto oggi a Muggia (Trieste) - notizia riportata dal quotidiano Il Piccolo (qui): agenti del locale commissariato di Ps dovevano notificare un provvedimento di sfratto all'inquilina di un appartamento, entrando ne hanno trovato il cadavere ormai ridotto a scheletro, la morte risalente tra i nove e i sette anni fa. 

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Di fronte a questo genere di notizie è facile cadere nel luogo comune, citando l'indifferenza che regna tra gli abitanti di uno stesso condominio, fino a giungere a ritenere "normale" che una certa persona non la si incontri più per le scale. Si corre anche un altro rischio, quello di dire troppo, di imbarcarsi in analisi sociologiche sull'individualismo imperante. Mi fermo nel considerare che si tratta di un fatto che ci parla della solitudine di una persona, che nessuno più cercava: nè parenti, nè amici, nè semplici vicini di casa, inghiottita nel nulla.

domenica 19 luglio 2015

San Vito al Tagliamento Comune "slot free"

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Il Comune di San Vito al Tagliamento è il primo nella provincia di Pordenone ad aver stabilito una riduzione della tassa comunale sui rifiuti (Tari), per gli esercenti di locali pubblici che non installeranno le slot machine (qui dal Messaggero Veneto). La misura adottata rientra nell'azione di prevenzione della ludopatia, disciplinata da una legge regionale approvata nel 2014 (qui per una sintesi del provvedimento, e qui il testo della legge n. 1/2014).  

Sull'argomento, segnalo un'intervista del 9 febbraio 2015 rilasciata al sito vita.it, dall'ex colonnello della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, esperto di frodi informatiche, dal titolo già di per sé esplicito: "L'azzardo è incoerenza di Stato" (qui). Il Friuli Venezia Giulia, insieme con altre sei regioni (Liguria, Lombardia, Lazio, Toscana. Emilia Romagna e Puglia) e per quanto di loro competenza, stanno provando ad invertire la rotta.

venerdì 17 luglio 2015

"Africanizzazione", dal verbo "africanizzare"


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"C'è un pericolo africanizzazione a Treviso", così ha detto ieri il presidente leghista della Regione Veneto (o meglio, come si legge sul sito istituzionale, "Regione del Veneto"), Luca Zaia, riferendosi alla presenza di un centinaio di richiedenti asilo a Quinto di Treviso, fatto che ha scatenato la violenza dei residenti, mentre militanti di Forza Nuova hanno bloccato l'arrivo del cibo per  i profughi. Zaia ha poi polemizzato aspramente anche con il prefetto (qui dalla Tribuna di Treviso e qui dal Gazzettino).

Le dichiarazioni del presidente del Veneto dovrebbero rendere evidente a tutti la insussistenza del preteso dualismo all'interno della Lega Nord, tra un "estremista" Salvini e un "moderato" Zaia.

Sull'uso del sostantivo "africanizzazione": non so se sia citato in qualche dizionario; in caso negativo, ma se il suo uso dovesse estendersi, potrebbe risultare a breve nell'elenco dei neologismi che i dizionari inseriscono nei loro aggiornamenti annuali, e il presidente del Veneto citato come chi lo ha introdotto. 

Infine: nel 2015 si usa il termine "africanizzazione"; negli anni cinquanta e sessanta, anni di migrazione interna principalmente dal sud verso nord e dal nord est verso il nord ovest, qualcuno avrebbe parlato, quindi, di "sicilianizzazione" della Lombardia" e di "venetizzazione" del Piemonte?

mercoledì 15 luglio 2015

"Il lato oscuro della Guardia di Finanza", di Gianni Barbacetto sul "Fatto Quotidiano"

«Nec recisa recedit. Non arretra neppure tagliata. Il motto della Guardia di finanza, letto oggi, richiama inevitabilmente visioni contrapposte di eroismi e oscurità. I tanti che fanno il loro lavoro con passione, come quel colonnello Renzo Nisi che avviò le indagini sul Mose e, prima di essere trasferito, profetizzò: “La pietra ha cominciato a rotolare e presto diventerà una valanga”. E i molti che invece hanno tradito. Già Luigi Einaudi scrisse in un suo saggio che “il contrabbando, la grassazione e l’abuso di potere erano attività abituali dei militari che avrebbero dovuto estirparli”.»

Così  inizia l'articolo che Gianni Barbacetto ha scritto per Il Fatto Quotidiano del 12 luglio, un viaggio in quello che viene definito "Il lato oscuro della Guardia di Finanza" (per leggere l'articolo integralmente, cliccare qui dal sito dagospia.com).

lunedì 13 luglio 2015

La scomparsa di Santo Della Volpe

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Qualche giorno fa è mancato il giornalista del Tg3 Santo Della Volpe, presidente della Fnsi (il sindacato dei giornalisti), che ricordiamo per il suo giornalismo di impegno civile, intorno a temi come l'antimafia e la difesa della salute dei lavoratori, ad iniziare dalle sue cronache sulle morti  per amianto a Casale Monferrato. Lo ricordo dagli schermi del Tg regionale del Piemonte per il quale lavorava, e lo ricordo a metà degli anni ottanta all'Università di Torino parlare con gli studenti come uno di loro. Qui, il ricordo della moglie Teresa Marchesi pubblicato oggi sul sito de L'Huffington Post.

Caso Adinolfi: Michele Prospero critica sul "manifesto" la "inquietante politicizzazione degli uomini in divisa"

In merito alla vicenda del generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi, riporto di seguito un estratto dell'articolo di Michele Prospero pubblicato sul manifesto del 12 luglio (qui per leggere la versione integrale): 

«Un tempo erano i gene­rali dell’arma a far risuo­nare gli umori ribelli delle caserme con il forte rumore di scia­bola che si udiva den­tro la stanza dei bot­toni. Ora sono i gene­rali delle fiamme gialle, e quanti sono depo­si­tari di noti­zie riser­vati sulle con­sue­tu­dini fiscali dei potenti, a par­te­ci­pare a parate occulte e a dispie­ga­menti di forza con allu­sioni, inter­venti, accre­diti, annunci. Se il capo dello Stato uscisse, per un momento sol­tanto, dalla voca­zione al silen­zio alla quale si è con­se­gnato e pro­nun­ciasse, in qua­lità di capo delle forze armate, qual­che parola con­tro la inquie­tante poli­ti­ciz­za­zione degli uomini in divisa, una demo­cra­zia stanca e malata come quella ita­liana ne tro­ve­rebbe forse un pic­colo sol­lievo. Qui rimane ancora un’utopia il postu­lato di Gram­sci per cui i mili­tari dovreb­bero fare poli­tica ma solo nel senso «di difen­dere la costi­tu­zione, cioè la forma legale dello Stato, con le isti­tu­zioni connesse».

Segnalo inoltre l'intervista che ieri il generale Adinolfi ha rilasciato al quotidiano la Repubblica, firmata da Carlo Bonini, qui.

domenica 12 luglio 2015

Conversazioni Renzi-Adinolfi: per Lorusso (Finanzieri democratici) un esempio del livello etico del Paese

Sul caso del generale Michele Adinolfi (qui) pubblico un intervento del presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso


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 Il presidente del consiglio che si fa amichevolmente chiamare «stronzo» da un generale della Guardia di Finanza

Se la pubblicazione – avvenuta ad opera de Il Fatto Quotidiano –  dell’intercettazione telefonica tra il presidente del consiglio Matteo Renzi ed il generale Michele Adinolfi è fedele e testuale nei contenuti, nei particolari, il nostro Paese è davvero sceso a livelli bassissimi di morale e di etica.

Renzi, tanto per iniziare, nell’ambito di questa conversazione telefonica che sarebbe avvenuta con Adinolfi, definisce il suo predecessore – Enrico Letta –  nonché esponente del suo stesso partito (PD), «un incapace». Senza alcun rispetto per la persona e con una “eleganza” dialettica  che la dice lunga su chi ci hanno imposto come primo ministro. Ma si sa, il nostro è un Paese a sovranità e democrazia limitata, nel giro di pochissimi anni è già il terzo presidente del consiglio che ci viene imposto e che non abbiamo mai votato ed eletto. Dopo il bocconiano Monti,  grande amico di Angela Merkel, poi è stata la volta di Enrico Letta ed ora quella del giovane Renzi, ex sindaco di Firenze molto “amato” dagli insegnanti e dai pensionati di tutta Italia. Ma passiamo alle clamorose rivelazioni de Il Fatto Quotidiano che sembrano fare quadrare alcuni cerchi, specialmente quelli relativi alle nomine ai vertici del Corpo della Guardia di Finanza. Alcune di queste intercettazioni telefoniche ed ambientali sono curate dai “cugini” dell’Arma dei Carabinieri, gli intercettati si sentono così sicuri del loro enorme potere che neppure pensano di essere ascoltati e vanno a ruota libera, proprio come potrebbero andare dei buontemponi nell’ambito di chiacchiere da bar. Ma nel caso in specie non si tratta di chiacchiere tra amici che si incontrano in osteria bensì del destino dell’Italia. 

Generali super pagati che si fanno la guerra a suon di raccomandazioni politiche, sotto i saluti militari si celano spesso rancori, odio, invidia e rivalità. Salire al vertice della Guardia di Finanza non è, per i generali, solo una questione di prestigio ma principalmente di potere, di benefit e di stipendio.

I fatti risalgono al periodo precedente la nomina di Renzi, da parte di Giorgio Napolitano, alla presidenza del consiglio dei ministri. L’allora ministro dell’economia del governo Letta, Fabrizio Saccomanni, porta in consiglio dei ministri la richiesta di proroga, per altri due anni, del generale Saverio Capolupo, ma Adinolfi si infuria ed in un sms intercettato avrebbe scritto: «Veramente allucinante, oggi il ministro Saccomanni ha portato in Consiglio sei mesi prima la nomina di Capolupo. Siamo senza parole, un ministro che non si sa se resta, 6 mesi prima porta in Consiglio una nomina così». La nomina di Capolupo a comandante generale viene definita «inquietante» dall’attuale sindaco di Firenze Nardella e Adinolfi minaccia: «Mi vado ad incatenare davanti a via XX Settembre (sede del Ministero dell’Economia)…».

Nell’ambito di queste intercettazioni il generale Adinolfi, sia pure in forma amichevole, si prende delle confidenze con il presidente del consiglio che superano ogni limite del buon gusto,  appellandolo anche come «stronzo».

Se un cittadino straniero leggesse queste opinioni espresse da  politici e da generali si chiederebbe subito in che paese è capitato, se questa è la repubblica delle banane, laddove esponenti istituzionali conducono squallidi giochi di potere mentre la Nazione va alla deriva, soffocata dalle tasse, da uno sfrenato liberismo e da opinabili riforme.

Lorenzo Lorusso -  presidente dei Finanzieri Democratici

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sabato 11 luglio 2015

Il (futuro) premier e il generale: "Se telefonando"

Il testo della conversazione tratta dagli atti dell'inchiesta Cpl Concordia resa nota da Il Fatto Quotidiano (qui), intercorsa l'11 gennaio 2014 tra Matteo Renzi - segretario del Partito democratico da poche settimane - e il generale della Guardia di Finanza, Michele Adinolfi - in quel momento comandante interregionale dell'Italia Centro Settentrionale e attualmente comandante in seconda del Corpo - ci dice, a mio parere, due cose:

1) ci conferma del livello al quale era giunto lo scontro all'interno del Partito democratico tra Matteo Renzi e l'allora presidente del Consiglio, Enrico Letta, per la conquista della poltrona di Palazzo Chigi da parte del primo, un conflitto che ricorda i duelli che si svolgevano nella Democrazia Cristiana, antecedente storico di un partito, la Margherita, nel quale i due contendenti militavano;

2) il fatto che alle tattiche del potere messe in atto da Renzi faccia da sponda un generale della Guardia di Finanza, ruolo che di per sé richiede un atteggiamento di neutralità rispetto alle dinamiche politiche, conferma (dopo le vicende giudiziarie nelle quali è stato coinvolto, una delle quali archiviata e l'altra sub iudice per un'analoga richiesta di archiviazione) che la recente nomina di questo ufficiale a comandante in seconda, seppur legittima da un punto di vista formale, forse era poco opportuna. 

Riporto di seguito due commenti sulla vicenda apparsi sul sito Facebook, Redazione Movimento (qui): 


""Se le intercettazioni telefoniche sono state trascritte fedelmente le notizie in esse contenute sarebbero clamorose. Il decadimento della politica, un premier che offende il suo predecessore e si "confida" con un generale della Guardia di Finanza, ma lui lo tratta come un ragazzino.""


""E' tutto inquietante se si pensa che, da pochi giorni, Michele Adinolfi è diventato anche il numero due della Guardia di Finanza. Sarebbe interessante capire cosa ne pensa il Presidente della Repubblica Mattarella, quello che pensiamo noi italiani si può immaginare.""