«...la vita è un brivido che vola via/è tutt'un equilibrio sopra la follia...» (Sally, Vasco Rossi)

[Pinerolo] ...Vista dall’alto, posta com’è all’imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti a una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte [...].
(Edmondo De Amicis,"Alle porte d'Italia", Roma 1884)

mercoledì 26 novembre 2014

Sui rapporti tra dischi volanti e apparizioni religiose

 

Un articolo a firma di Chiara Benotti pubblicato sul sito del Messaggero Veneto, lunedì 24 novembre, così titolava: "Avvistamenti Ufo in aumento nella Pedemontana e a Pordenone", con riferimento ad un incontro pubblico tenutosi nel fine settimana ad Azzano Decimo (Pordenone) (per leggere l'articolo, cliccare qui). 

Con il rispetto per le opinioni di tutti, e su ciò che ciascuno afferma di vedere muoversi nel cielo, sarebbe interessante se qualche studioso, ad esempio un antropologo o un sociologo, approfondisse il tema del rapporto tra le cosiddette "apparizioni" religiose e gli altrettanti cosiddetti "avvistamenti ufo", se, ad esempio, i secondi possano essere considerati la versione laica delle prime, almeno nelle ipotesi di "marziani buoni" o almeno inoffensivi, e osservare la frequenza storica di queste visioni, collegandole magari alla situazione economica del periodo: chissà che cosa ne verrebbe fuori. 

martedì 25 novembre 2014

16 (tra i tanti) segreti dei gatti

 

Un articolo di Marzia Nicolini pubblicato sul sito di Repubblica, riporta le "16 cose che non sapevate sui gatti" raccontate da Monica Marelli, giornalista scientifica, autrice di "Perché i gatti si fanno di erba e noi siamo pazzi di loro", De Vecchi Giunti Editore. Per le "16 cose", cliccare qui.

La lotta silenziosa di Emergency contro Ebola

 

Il caso del medico italiano di Emergency affetto da Ebola, mi ha posto una domanda: se fossi un operatore sanitario, accetterei di andare a lavorare in un paese come la Sierra Leone, dove è concentrato uno dei focolai di Ebola, il cui solo nome pronunciato è in grado di scatenare paura di morte? Devo essere sincero, non ci andrei, a maggior ragione penso che non ci siano parole per definire quanto stiano facendo Emergency nel suo stile riservato, il suo fondatore Gino Strada, e questo medico in particolare. Come informa il sito di Emergency, in Sierra Leone ogni giorno 100 persone vengono colpite dal virus. É possibile sostenere Emergency in questa direzione.

Salgado, l'uomo e la natura

 

Vorrei parlare del film Il sale della terra, che percorre l'itinerario umano e professionale del fotografo brasiliano Sebastião Salgado - non essendo un esperto di cinema - per le sensazioni che mi ha lasciato, con il rischio quindi di dire qualche fesseria. Il film parla di un uomo che, dopo gli studi di economia, decide di dedicare la propria vita a riprendere con la fotografia l'uomo nella sua sofferenza. Lavoro, fame e guerra sono al centro del suo racconto, fino al suo reportage sul genocidio del Ruanda dei primi anni novanta. Dopo il Ruanda, Salgado cambia l'oggetto del suo lavoro: ciò che ha visto in quel paese gli ha fatto toccare con mano il punto in cui può arrivare l'odio. Salgado riprende principalmente la natura, e in essa quella bellezza e quell'armonia che non ha ritrovato più nell'uomo, e che anzi l'uomo può ancora una volta distruggere. 

Il film è  co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell'artista.

Qui una recensione del film dal sito mymovies.it.
 

lunedì 24 novembre 2014

Lorusso ("Finanzieri esposti amianto"): "Amianto: cosa fa il comando generale della Guardia di Finanza?"

 
Sul caso della sentenza della Cassazione sulle morti per amianto all'Eternit e per ricordare i casi di militari ed ex militari della Guardia di Finanza esposti all'amianto, pubblico di seguito un contributo di Lorenzo Lorusso, dell’Associazione Nazionale Finanzieri Esposti all’Amianto:
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AMIANTO: LICENZA DI UCCIDERE? 

Il procuratore generale presso la Corte di Cassazione, nei giorni scorsi, ha chiesto ed ottenuto il non luogo a procedere per avvenuta prescrizione dei reati ascritti a carico del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, unico imputato per disastro ambientale dopo la morte del barone belga Louis De Cartier.

La Corte, presieduta da Arturo Cortese, ha annullato senza rinvio, dichiarando prescritto il reato, la sentenza di condanna per il magnate svizzero nel maxiprocesso Eternit. Con la sentenza, a quanto pare, sarebbero stati annullati anche i risarcimenti per le vittime, in quanto la prescrizione sarebbe maturata al termine del giudizio di primo grado.

Nel merito di questo episodio di cronaca che si tinge di macabri colori, e che sicuramente farà discutere a lungo, potremmo effettuare una disquisizione socio-politica per dire che, sfogliando i libri di storia, non abbiamo mai visto condannare e finire in galera un barone o un plurimiliardario. Ma preferiamo attenerci ai fatti, facendo soprattutto un’analisi giuridica dell’accaduto, ragionando in astratto e non soffermandoci al caso specifico.

A nostro parere il reato da ipotizzare subito e non a giochi fatti – in fattispecie di questo genere – sarebbe stato quello di strage, previsto dall’articolo 422 del codice penale. Per i non giuristi diciamo subito che l’articolo 422 del codice penale prevede la pena dell’ergastolo, in quanto il reato in argomento contempla l’uccisione volontaria di più persone e, come per l’omicidio di una persona, non è soggetto ad alcuna prescrizione.

Nell’ambito della fattispecie amianto è impensabile che i datori di lavoro di fabbriche dotate di personale ingegneristico e di uffici legali non siano al corrente dei danni mortali che provoca l’amianto. Stessa cosa dicasi per i dirigenti della pubblica amministrazione e per gli alti ufficiali delle Forze Armate e dei Corpi militari o civili dello Stato. Siamo certi di quanto stiamo affermando poiché, della pericolosità dell’amianto, vi è traccia proprio in una sentenza del tribunale di Torino risalente al 1906, ovvero a ben oltre un secolo fa. Questo è quanto si legge nel testo di una sentenza pronunciata «in nome di sua Maestà Vittorio Emanuele III» al termine di una causa civile promossa dalla società inglese British asbestos company limited contro un giornale piemontese, «Il Progresso del Cavanese e delle Valli Stura», per un articolo che parlava dei problemi di una fabbrica amiantifera di Nole (Torino). I giudici respinsero le richieste della società certificando che la lavorazione era dannosa per la salute. La prima legge delega, che delimitava i pericoli dell’amianto, è, invece, del 12 febbraio 1955 e portava il nr. 51. Ma, per tagliare la testa al toro una volta per sempre, la legge nr. 257 del 1992 mette definitivamente al bando l’amianto, vietandone non solo la produzione ma anche l’uso e la manipolazione se non a scopo di bonifica, che deve essere obbligatoriamente ed esclusivamente effettuata da ditte altamente specializzate e con cautele particolari. Quindi nessuna scusa può essere avanzata, anche in virtù del principio che la legge non ammette ignoranza. Se un analfabeta viene trovato in possesso di un’arma atta ad uccidere, lo stesso viene arrestato e non potrà addurre a sua difesa la non conoscenza della legge.

Solo alcuni mesi fa, invece, il colonnello in congedo della Guardia di Finanza, Giuseppe Fortuna, all’epoca dei fatti responsabile di una associazione parasindacale del Corpo, denunciava pubblicamente la presenza di personale delle Fiamme Gialle nelle discariche di amianto, inviatovi per servizio ma senza le tutele previste dalla legge: tute speciali, guanti e mascherine. In sostanza il personale della Guardia di Finanza operava a mani nude, e questo era ampiamente dimostrato dalle centinaia di fotografie pubblicate dai giornali e dalle decine di filmati postati su You Tube da comuni cittadini o dagli stessi finanzieri. Come mai, allora, non ci risulta che la magistratura abbia aperto dei fascicoli a carico di chi aveva una responsabilità oggettiva di comando ed ha consentito delle operazioni che appaiono – almeno ai nostri occhi – in violazione del combinato disposto della legge 257/1992 e della legge 626/1994? E’ stata garantita a questi finanzieri, a questo personale operante, ogni sicurezza nell’ambiente di lavoro? Alle nostre semplici domande nessuno ha mai dato risposta, la nostra associazione non ha mai ricevuto delle dovute assicurazioni in merito. Analogo comportamento è stato adottato dal Comando Generale del Corpo, e da alcuni Comandi da esso dipendenti, quando abbiamo chiesto spiegazioni riguardo alle morti per mesotelioma della pleura e per altre patologie asbesto correlate verificatesi tra il personale dipendente. Nel solo Friuli Venezia Giulia ci sono oltre 50 finanzieri, o ex tali, iscritti nel Registro degli Esposti, unitamente a due loro consorti che, lavando le divise intrise di fibre di amianto, hanno anche loro ottenuto il riconoscimento dell’avvenuta esposizione.

Tutto ciò premesso ci chiediamo e chiediamo, sia all’opinione pubblica sia alla magistratura, perché ai finanzieri esposti – tra i quali anche un colonnello in congedo – non è stato neppure rilasciato il previsto curriculum lavorativo, necessario per iniziare l’iter procedurale riguardante il risarcimento previsto dalla legge 257/1992? E’ come se un ospedale si rifiutasse di rilasciare la cartella clinica ad un paziente perché con questa potrebbe ottenere il riconoscimento di una invalidità. Ci chiediamo: nella fattispecie, la Guardia di Finanza non ha travalicato i suoi compiti? Ci dicano di no, se le cose non stanno così, ma abbiano almeno la buona educazione di risponderci, di farci sapere se e quanto sta a cuore dei vari comandanti la salute dei propri dipendenti o ex tali. Le nostre richieste non sono strumentali ma del tutto in buona fede, vorremmo che qualcuno ci dicesse ci dispiace dei ritardi che abbiamo accumulato nell’effettuare le bonifiche e siamo rammaricati dal fatto che molti di voi soffrono di patologie asbesto correlate. Costa tanto scusarsi? Costa tanto cercare di rimediare? Costa tanto procedere con riconoscimento d’ufficio delle patologie asbesto correlate, nei casi in cui a destreggiarsi nei meandri della burocrazia sono le vedove dei finanzieri deceduti durante, o subito dopo, il periodo di servizio?
Lorenzo Lorusso – presidente dell’Associazione Nazionale Finanzieri Esposti all’Amianto
                               Associati al Coordinamento Nazionale Amianto

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domenica 23 novembre 2014

Legge sulla prescrizione dei reati: che sia la volta buona?

Ora, dopo l'annullamento della condanna di secondo grado per il responsabile dell'Eternit, seguendo un istinto tipicamente italico, il governo e diverse forze politiche promettono (o dichiarano di voler accelerare) l'iter di una legge che modifichi le norme sullla prescrizione dei reati, interrompendola, ad esempio, nel momento del rinvio a giudizio o della sentenza di primo grado (per avere un'idea dela panorama europeo della prescrizione, cliccare  qui - articolo di Donatella Stasio dal sito de Il Sole 24 Ore). Non resta che dire: speriamo che sia la volta buona!

giovedì 20 novembre 2014

Il prof. Pasquino al Centro Studi Pasolini di Casarsa

Domani, venerdì 21 novembre, alle ore 18, il politologo Gianfranco Pasquino sarà ospite del Centro Studi Pasolini di Casarsa, ove parlerà sul tema: I diritti civili secondo Pasolini - "Essere continuamente irriconoscibili". Appunti a margine del discorso di Pasolini per il 35° congresso del Partito radicale (novembre 1975)  (qui). Un'occasione per ripercorrere un discorso che Pasolini scrisse per il congresso radicale, ma che non riuscì a pronunciare, perché venne ucciso nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975.

Gianfranco Pasquino ha anticipato i temi della conversazione in un'intervista rilasciata al Messaggero Veneto (qui).

Sentenza Eternit, il procuratore Guariniello: "noi non demordiamo"

 

Una notizia, come la decisione della Corte di Cassazione che ha annullato la sentenza di condanna per il proprietario dell'Eternit (per prescrizione) per la morte di tremila persone a causa dell'esposizione all'amianto, indigna e addolora, ma la cosa, secondo me, che ha dello straordinario, è stata la reazione composta e civile dei familiari delle vittime, che non si sono dati per vinti e che non hanno perso le speranze che un giorno i responsabili di ciò che è avvenuto possano essere riconosciuti colpevoli delle loro azioni e omissioni. In ciò avranno ancora dalla loro parte il sostituto procuratore di Torino, Raffaele Guariniello: dieci anni tra indagini e tre gradi di giudizio conclusisi con l'annullamento della condanna in appello non lo hanno sfiancato, il suo lavoro proseguirà, ipotizzando, per un'analoga inchiesta in corso, il reato di omicidio volontario, «questo non è il momento della delusione, ma della ripresa. Noi non demordiamo», sono state le sue parole (leggere qui).

lunedì 17 novembre 2014

La non credenza di Umberto Veronesi

 

É in uscita da Einaudi un libro di Umberto Veronesi dal titolo "Il mestiere di un uomo", nel quale, secondo le anticipazioni de L'Huffington Post, il celebre oncologo racconta il suo percorso di passaggio dalla fede alla non credenza (cliccare qui).

Quirinale, per il prof. Pasquino è tempo di elezione diretta

 
(Giovanni Battista Piranesi, "Veduta del Quirinale")

Segnalo un articolo del politologo Gianfranco Pasquino, pubblicato l'11 novembre sul sito del Messaggero Veneto, dal titolo: Quirinale, meglio l'elezione diretta.

Secondo il prof. Pasquino, «probabilmente è venuto il tempo, dopo la straordinaria utilizzazione al limite dei poteri presidenziali ad opera di Napolitano, sicuramente al di sopra delle parti [...] che l’elezione del presidente della Repubblica italiana non sia più nelle mani di una maggioranza, per di più artificialmente creata dal premio in seggi della legge elettorale. [...]  Quello che sappiamo delle non molte democrazie europee che fanno eleggere il Presidente dai loro cittadini, è che l’eletto cerca poi di rappresentare la nazione, non il “partito della nazione”, ma il “partito dei cittadini”, anche di coloro che non lo hanno votato. I cittadini italiani non farebbero certamente peggio dei parlamentari che non hanno potuto eleggere e che non riusciranno a scalzare.» (Qui l'articolo completo)