«...la vita è un brivido che vola via/è tutt'un equilibrio sopra la follia...» (Sally, Vasco Rossi)

mercoledì 23 aprile 2014

A Pordenone, il 25 aprile non si potrà cantare "Bella ciao"


Per motivi di "ordine pubblico", il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica  di Pordenone ha vietato che nella manifestazione ufficiale per la celebrazione del 25 aprile, sia cantata "Bella ciao". Il 25 aprile è una data che vede ogni anno Pordenone percorsa da polemiche e da scontri,  circostanze che portano a pensare come purtroppo, a distanza di settant'anni, c'è ancora qualcuno che non ritiene patrimonio del nostro vivere comune i valori di libertà portati avanti, a prezzo della loro vita, dai partigiani. La soluzione adottata dal Comitato è stata appunto quella di vietare il canto di "Bella ciao", per non dare la stura, secondo questa interpretazione, ad eventuali disordini. Si tratta di una scelta che, a mio parere, nel nome della tutela dell' "ordine pubblico", arriva a porre sullo stesso piano antifascisti e contestatori del 25 aprile, nel solco di un revisionismo sempre più diffuso. Sul divieto di "Bella ciao" si registra una nota di protesta dell'Anpi di Pordenone e un comunicato di Sel Pordenone: entrambe assicurano che le note di "Bella ciao" risuoneranno nel capoluogo del Friuli occidentale.

sabato 19 aprile 2014

A buon fine la sottoscrizione per l'uscita del film: "Un paese di primule e caserme"

(Nella foto, l'interno della ex caserma "Pasubio" di Cervignano del Friuli (Udine), dal sito  "Un paese di primule e caserme")

L'obiettivo dei 5000 euro da raccogliere per finanziare l'uscita del docu-film: "Un paese di primule e caserme", di Diego Clericuzio e Riccardo Costantini (leggere qui), è stato raggiunto e superato, per l'esattezza si è arrivati alla cifra di 5330 euro. Secondo gli autori, la pellicola farà emergere "i risvolti umani di una militarizzazione (quella del territorio del Friuli Venezia Giulia, ndr). Una ricostruzione della nostra memoria collettiva attraverso un mosaico di storie".

Amianto nelle strutture della Guardia di Finanza: il senatore Battista interroga il governo


Lo scorso 5 aprile, una delegazione del Movimento dei Finanzieri Democratici ha incontrato a Trieste il senatore del Gruppo Misto, Lorenzo Battista (nella foto). L'incontro ha permesso ai Finanzieri Democratici di esporre le proprie idee di riforma della Guardia di Finanza - la sua smilitarizzazione e il conseguente riconoscimento dei diritti sindacali per i suoi appartenenti, così da arrivare ad una struttura più snella anche nell'ottica dell'azione di revisione della spesa portata avanti dal commissario Cottarelli per conto del governo (vedi qui, il post di Lorenzo Lorusso, presidente dei Finanzieri Democratici, dal blog del Movimento). Sono state esposte al parlamentare anche alcune problematiche scottanti, come quella della presenza della fibra di amianto nelle caserme e della tutela sanitaria e previdenziale del personale in servizio e in congedo.

A seguito di quell'incontro, proprio sul tema amianto-Guardia di Finanza, il senatore Lorenzo Battista ha presentato, con la senatrice Laura Bignami, un'interrogazione rivolta ai ministri Padoan (Econonia) e Lorenzin (Salute), (notizia segnalata da Lorenzo Lorusso).

Per leggere il testo integrale dell'interrogazione (n. 4-02086 del 16 aprile 2014), cliccare qui

mercoledì 16 aprile 2014

Berlusconi come prima


Molti si domandavano che cosa si intendesse per l' "agibilità politica" richiesta da Berlusconi dopo aver subito la condanna definitiva per frode fiscale lo scorso anno, e la risposta è arrivata con la decisione della magistratura di sorveglianza, che ha affidato il condannato ai "servizi sociali". Non è peregrino immaginare una regìa più estesa, partita dal Colle più alto per scendere sulle pianure della contesa politica più spicciola. Così, il "costituente" Berlusconi potrà dare il suo contributo alle riforme costituzionale ed elettorale, partecipare di fatto alla campagna elettorale per le elezioni europee, parlare con la stampa e la televisione. Gli stanno praticando la respirazione artificiale, il colpo definitivo potrebbe arrivare dall'esito delle europee, anche se molti, dalle parti del Pd, sperano che Forza Italia arrivi seconda...

I Finanzieri democratici: "Andremo nelle scuole a spiegare la nostra idea di Guardia di Finanza e di equità fiscale"



Ho ricevuto e pubblico di seguito un contributo di Lorenzo Lorusso, presidente nazionale del Movimento dei Finanzieri Democratici, che propone di parlare nelle scuole della storia e delle finalità del Movimento, a partire dal libro di Maria Tolone “Procreava senza l’autorizzazione dei suoi superiori - La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici”, di recente pubblicazione: 



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Andremo nelle scuole a spiegare la nostra idea di Guardia di Finanza e di equità fiscale

Quando è stato presentato a Trieste il libro “Procreava senza l’autorizzazione dei suoi superiori - La Guardia di Finanza vista dai Finanzieri Democratici” – alla presenza di centinaia di persone – la professoressa Ester Brusadelli si è presentata con la sua classe dell’Istituto Tecnico “Grazia Deledda” del capoluogo giuliano, perché, disse: «questa è una lezione di storia vera, dal vivo».

Oggi siamo venuti a conoscenza del fatto che anche la professoressa Elsa Zibai, in un altro istituto triestino, ha addirittura tenuto una lezione di storia sui contenuti del libro, che sono stati molto apprezzati dagli studenti.

Queste iniziative non solo ci inorgogliscono e ci fanno capire che stiamo sulla strada giusta per raggiungere i nostri obiettivi di equità fiscale e di massima trasparenza nelle istituzioni, ma ci suggerisce la possibilità di proseguire con iniziative analoghe. Infatti, ci siamo detti: «se, come accade spesso, nelle scuole ci vanno capitani e colonnelli della Guardia di Finanza per spiegare le loro idee di fisco e gli strumenti che adoperano per contrastare l’evasione fiscale, perché mai non dovremmo andarci anche a noi per parlare degli stessi argomenti ma con angolazioni diverse?»

La Guardia di Finanza esiste da 240 anni e, nonostante i suoi sforzi, l’evasione fiscale galoppa a ritmi da guinness dei primati, allo stato attuale è stata stimata una evasione di circa 130 miliardi di euro, mentre il recupero, posto in essere dall’azione combinata dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, si attesta intorno al solo 10% circa. Orbene, forse c’è qualcosa che va rivisto nelle strategie adottate per la lotta all’evasione fiscale, questo è il nostro parere. Si potrebbe cambiare partendo proprio dalla struttura organizzativa della Guardia di Finanza, rendendola più snella, riducendo considerevolmente il numero elevato dei suoi generali, che costano tantissimo allo Stato – tra stipendi e benefit – e che hanno solo compiti di comando ma non operativi nel senso stretto del termine. Avete mai visto un generale di divisione partecipare sul campo ad una verifica fiscale?

Lorenzo Lorusso – presidente nazionale del "Movimento dei Finanzieri Democratici"

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venerdì 11 aprile 2014

Sabato 12 aprile, a Pordenone, si parlerà di testamento biologico


Sabato 12 aprile, a Pordenone, all'auditorium della Regione (via Roma), Sinistra ecologia e libertà  di Pordenone e l'associazione "Per Eluana", hanno organizzato un incontro-dibattito sul tema del testamento biologico (dichiarazione anticipata di trattamento sanitario), dal titolo: "Il testamento biologico: una scelta di libertà".

Parleranno Amato De Monte, direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Udine e vice presidente dell’associazione “Per Eluana”, il consigliere regionale di Sel, Stefano Pustetto, e la consigliere comunale di Pordenone, Sonia D'Aniello. Modererà il dibattito il giornalista del "Gazzettino", Loris Del Frate.

giovedì 10 aprile 2014

La possibilità della fecondazione eterologa, una vittoria della ragionevolezza


Ieri, una sentenza della Corte Costituzionale, ha fatto cadere il divieto di fecondazione eterologa, sancito dalla nota "legge 40" del 2004. Un divieto che obbligava le coppie non fertili a rivolgersi a centri esteri - una scelta che comportava l'esborso di diverse migliaia di euro e quindi non accessibile a tutti, al ricorso davanti ad un tribunale (anch'esso oneroso), oppure alla rassegnazione. Ora non è più così, il diritto all'autodeterminazione delle persone ha trovato un altro riconoscimento, le coppie che desiderano diventare genitori non dovranno più stressarsi tra viaggi all'estero e tribunali, è una vittoria, prima di scomodare altre categorie più complesse, della ragionevolezza. Una vittoria ottenuta grazie al lavoro dell'associazione Luca Coscioni.

venerdì 4 aprile 2014

Friuli Venezia Giulia, "Un paese di primule e caserme", un film alla ricerca di un sostegno concreto


(interno della caserma Sbaiz di Visco (Udine), foto tratta dal sito "Un paese di primule e caserme")


428 siti dismessi - uno ogni 15 km di territorio - , 100 kmq di estensione complessiva - pari all'1,3% del territorio regionale, sono i numeri delle caserme e di altri siti militari che hanno caratterizzato il territorio di una Regione, il Friuli Venezia Giulia, che fino alla caduta del Muro di Berlino ha rappresentato la frontiera con l'Europa dell'Est, una realtà interessante sotto diversi punti di vista: una presenza militare che ha inciso anche sul paesaggio; qui, molti ragazzi, provenienti da ogni parte d'Italia, hanno svolto il servizio militare; un'economia di servizi, tuttora rimpianta dagli operatori interessati, fiorì attorno alle caserme.

I cambiamenti nei rapporti internazionali hanno fatto sorgere il problema del riutilizzo delle caserme ora abbandonate al loro destino, corrose dal tempo e dalle complicazioni della burocrazia. 

Tre anni fa è nato un progetto, dal titolo: Un paese di primule e caserme, per documentare "i risvolti umani di una militarizzazione. Una ricostruzione della nostra memoria collettiva attraverso un mosaico di storie". L'iniziativa è partita da una collaborazione tra Cinemazero, Tucker Film e LaRea - Arpa Fvg L'associazione Agata Edroc, con la ricerca Addio alle armi, ha portato avanti la mappatura dei siti dismessi proponendo anche ipotesi di riconversione.

Autori del documentario sono Diego Clericuzio, regista, e Riccardo Costantini, sceneggiatore e produttore

Per l'uscita del film mancano le operazioni di montaggio e di post-produzione. Il documentario ha goduto di fondi pubblici e privati, ma, come si legge sul sito, "in minima parte, perché il tema è davvero scottante: le caserme abbandonate sono senza ombra di dubbio un problema enorme (nel vero senso della parola, sia per dimensioni che per i costi di riqualificazione relativi) e spesso si preferisce non parlarne, piuttosto che ipotizzare delle soluzioni."  

Affinché il film possa uscire, i promotori hanno lanciato una sottoscrizione online per la raccolta dei 5000 euro necessari per la conclusione dell'opera. C'è tempo fino al 15 aprile
Per maggiori informazioni, cliccare qui.

giovedì 3 aprile 2014

Friuli Venezia Giulia: è partito l'esame della proposta popolare sul "testamento biologico"


Una commissione del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, ha iniziato l'esame della petizione popolare (firmata da 5000 cittadini) che ha per oggetto l'inserimento della dichiarazione anticipata di trattamento - meglio conosciuta come "testamento biologico" - sulla tessera sanitaria. Il 1° aprile sono stati ascoltati i rappresentanti dell'associazione Per Eluana, - promotrice dell'iniziativa - tra i quali il medico Amato De Monte (qui, l'articolo pubblicato sul Messaggero Veneto del 2 aprile).

San Tommaso per Berlusconi


Ancora una volta Berlusconi ha spiazzato tutti (o forse era tutto prevedibile). Chiedendo (ed ottenendo) udienza dal Capo dello Stato, nell'imminenza della decisione della magistratura di sorveglianza sulle modalità di esecuzione della condanna per frode fiscale. É evidente che al di là di quello che si sono detti ieri Napolitano e Berlusconi, e anche se Napolitano si è limitato ad ascoltare, il solo incontro ha voluto, ancora una volta, far emergere il profilo "istituzionale" del leader di Forza Italia, il peso del suo appoggio alle riforme costituzionale ed elettorale, e il cosiddetto vulnus (sempre secondo la vulgata berlusconiana) che graverebbe sulla democrazia italiana per il fatto che un leader politico, dovendo scontare una condanna, sarebbe limitato nel suo "agire" politico. L'uscita definitiva dalla scena politica di Berlusconi non è ancora completata, prima di darla per certa, secondo me, occorre un sano spirito secondo l'esempio dell'apostolo Tommaso.