Un sindacalista che parla di integrazione degli stranieri che vengono nel nostro Paese (perché se non si riconoscono i diritti non si può pretendere l'osservanza dei doveri), che non è d'accordo sul trattare l'immigrazione come un problema di sicurezza pubblica, che denuncia il fatto che la metà dei detenuti è di origine straniera e questo non per l'errata equazione immigrato=delinquente propalata dai media. Che parla del pericolo di un uso repressivo delle forze di polizia in un contesto in cui si rincorrono voci di una ripresa del terrorismo. Che denuncia il fatto che le forze di polizia stanno vivendo un processo di militarizzazione, perché, ad esempio, chi vuole entrare nella Polizia di Stato, deve aver prestato servizio nell'Esercito per qualche anno. Un sindacalista che afferma l'inutilità delle ronde militari e volontarie, che si dice contro la proposta del ministro La Russa sull'uso dell'Esercito per effettuare i controlli sui treni...questo sindacalista è Felice Romano, il segretario nazionale del Siulp, Sindacato Unitario Lavoratori Polizia, intervenuto nello scorso fine settimana al congresso di Radicali italiani. Un solo appunto da parte mia: nei giorni del caso Cucchi poteva essere spesa qualche parola - pur rispettando lo svolgimento delle indagini in corso -, una condanna della violenza praticata da uomini in divisa. Peccato, perché il livello dell'intervento del segretario del Siulp non sembrava da "sottoscala di Questura".
(l'audio integrale dell'intervento di Felice Romano è rintracciabile sul sito di Radio radicale).




