«...la vita è un brivido che vola via/è tutt'un equilibrio sopra la follia...» (Sally, Vasco Rossi)

[Pinerolo] ...Vista dall’alto, posta com’è all’imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti a una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte [...].
(Edmondo De Amicis,"Alle porte d'Italia", Roma 1884)

domenica 19 ottobre 2014

Il linguaggio autentico di Papa Francesco

 

Si è parlato molto in questi giorni del dibattito che ha attraversato il Sinodo dei vescovi su argomenti come i sacramenti per i divorziati risposati e le coppie omosessuali, temi fino a poco tempo fa considerati tabù dalle gerarchie cattoliche. Prima dell'elezione di Bergoglio, per parlare di questi temi si sarebbe convocato, forse, un Concilio, mentre il papa venuto dalla "fine del mondo" ha deciso di discuterne nell'ambito del Sinodo dei vescovi, istituzione di tipo ordinario chiamata a consigliare il papa nel governo della Chiesa, affermando, con questa scelta, la non straordinarietà del metodo collegiale per l'assunzione delle decisioni. Ma, al di là delle ripercussioni "interne" che il dibattito sinodale potrà avere, mi sembra importante sottolineare, ancora una volta, come le parole che usa Papa Francesco (e non solo nelle ultime settimane), possano far riflettere tutti, anche all'esterno della Chiesa, sotto vari punti di vista: dall'esercizio del potere da parte del vertice di un'istituzione, al rapporto con il potere che tutti noi possiamo avere, all'importanza dell'ascolto reciproco, alla necessità di "parlare chiaro", come ha fatto, ad esempio, nel discorso tenuto ieri alla chiusura dei lavori, quando ha parlato di ciò che di negativo ha visto emergere nel dibattito tra i vescovi: «la tentazione di trascurare la realtà utilizzando una lingua minuziosa e un linguaggio di levigatura per dire tante cose e non dire niente! Li chiamavano "bizantinismi"»

Ma è il discorso nella sua interezza che colpisce, ripeto, al di là del valore e delle implicazioni che ha per il mondo cattolico su alcune materie spinose: è un linguaggio che esprime umanità, autenticità  e semplicità, che non lascia indifferenti (qui, il testo integrale).

Paolo Fresu e "I Virtuosi" incantano Pordenone


Paolo Fresu I Virtuosi Italiani hanno incantato il pubblico di Pordenone accorso al Teatro Verdi, ieri sera, nel loro concerto (offerto dal Messaggero Veneto) intitolato "Back to Bach", un progetto che affianca il barocco classico a quello "contemporaneo", lettura classica e linguaggio jazz. 

Di Paolo Fresu, propongo un brano intitolato "Fellini", composto in occasione della morte del regista:


L'analisi dei diari del triestino Diego de Henriquez in "Scriptor rerum", di Cerceo, Cernigoi, Tolone

 Scriptor rerum. Diego de Henriquez cronista della Trieste 1941-1974

Sulla figura dello studioso appassionato di storia e collezionista triestino Diego de Henriquez, è uscito in settembre un libro dal titolo "Scriptor rerum. Diego de Henriquez cronista della Trieste 1941-1974", autori: Vincenzo Cerceo, Claudia Cernigoi e Maria Tolone. Il testo, presentato venerdì scorso al Circolo della stampa di Trieste, si basa sull'analisi dei diari che de Enriquez compilò tra il 1941 e il 1974, dai quali è stato possibile trarre una quantità non indifferente di informazioni sulle vicende che interessarono il capoluogo giuliano in un lungo e intenso arco di tempo. Dalle parole degli autori è emersa una figura, quella di de Enriquez, dai sentimenti di pace tra i popoli e che per contribuire a raggiungere questo obiettivo pensò di raccogliere testimonianze vive della guerra, delle guerre, prove evidenti della sua assurdità. de Enriquez morì nel 1974 nell'incendio di uno dei suoi depositi, in circostanze ancora mai del tutto chiarite e sulle quali il testo avanza alcune ipotesi. Il materiale bellico che de Enriquez collezionò nell'arco della sua vita (o meglio ciò che ne è rimasto) è ora visibile a Trieste nel Civico Museo della Guerra per la Pace "Diego de Henriquez" (via Cumano, 22).

martedì 14 ottobre 2014

Amianto-Guardia di Finanza: 22 caserme in attesa di bonifica

 
La risposta di un rappresentante del ministero dell'Economia ad una interrogazione del deputato del Movimento 5 Stelle, Alessio Villarosa, sulla presenza di amianto nelle caserme della Guardia di Finanza, ha permesso di appurare che il problema riguarda 111 siti, 89 dei quali già interessati da interventi di bonifica, 22 ancora in attesa (cliccare qui, per consultare il testo dell'interrogazione parlamentare e la relativa risposta, e qui per leggere un articolo di Luca Teolato pubblicato il 10 ottobre sul sito de Il Fatto Quotidiano).

In merito alla vicenda amianto-Guardia di Finanza, pubblico di seguito un comunicato stampa a firma di Lorenzo Lorusso, presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici: 

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Il Movimento dei Finanzieri Democratici nel ringraziare pubblicamente l’On.le Alessio Villarosa, del Movimento 5 Stelle, per la puntuale e dettagliata interrogazione parlamentare presentata per fare chiarezza sulla massiccia presenza di amianto nelle caserme della Guardia di Finanza, stigmatizza il comportamento tenuto fino ad oggi dai vertici della Guardia di Finanza, i quali si sono sottratti a tutte le richieste provenienti dalla nostra associazione. Per molti anni abbiamo denunciato, mediante articoli di stampa, comunicati e lettere, nonché interviste concesse persino al TG2, una situazione insostenibile, senza per questo essere mai ascoltati da chi dirige il Corpo, che ha frapposto alle nostre invocazioni di aiuto per il personale della Guardia di Finanza solo sterili silenzi. 

Quali Finanzieri Democratici, ma anche quali comuni cittadini, siamo sconcertati, indignati e scandalizzati per quanto è avvenuto recentemente a Fasano (Br), ma soprattutto per il numero elevato di personale del Corpo finito nei Registri Regionali degli Esposti all’amianto e per quelli ancora più sfortunati finiti nei Registri dei Mesoteliomi.

Se di fronte a certificate esposizioni (da parte delle Aziende Sanitarie) all’amianto i Comandi del Corpo hanno reagito non rilasciando neppure il curriculum lavorativo ed evitando la nostra offerta di collaborazione, oggi non possiamo che biasimare quanti hanno minimizzato il problema, relegandolo al mediocre intento di ottenere solo dei benefici economico-pensionistici. 

I Finanzieri Democratici non hanno mai chiesto denaro ma che venga fatta piena luce sulle bonifiche che sono state effettuate con enormi ritardi rispetto alla legge nr. 257/1992, ritardi che, forse, hanno compromesso la vita di chi ha prolungato la sua esposizione professionale nelle caserme, sugli elicotteri o in taluni luoghi di servizio. Questo aspetto, però, lo lasciamo ai medici legali che hanno studiato e stanno studiando il caso, noi non entriamo nel merito, ma diciamo solo che l’insigne anatomopatologo, il Prof. Claudio Bianchi di Monfalcone (Go), ha previsto un picco massimo per le malattie asbesto correlate tra il 2018 ed il 2020. Questo vuol dire una cosa sola: che ora è necessario fare in fretta e fare anche bene, ma soprattutto sanzionare chi fino ad oggi ha commesso l’errore gravissimo di minimizzare e di sottovalutare il problema. Questo compito, a nostro avviso, non compete più ai militari ma alla politica ed in particolare al Ministro delle Finanze, il quale deve trovare il coraggio di fare chiarezza anche quando in una vicenda è coinvolta una piccola parte di una istituzione. 

Noi Finanzieri Democratici eravamo al corrente della drammatica situazione creatasi negli ambienti militari, ma ora, con la risposta data dal Ministro all’On.le Villarosa, abbiamo anche la conferma che quanto abbiamo sempre affermato non solo corrisponde a pura verità, ma che i tempi per rimediare al problema sono davvero ristretti. 

Lorenzo Lorussopresidente nazionale dei Finanzieri Democratici

Per info: 347-5471026
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lunedì 6 ottobre 2014

La Corte di Strasburgo riconosce i diritti sindacali dei militari

 


È una notizia che ha del clamoroso, quella rilanciata dal sito di informazione Gr.Net.it, che rende noto il contenuto di due sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo: in sintesi, il divieto posto da un ordinamento giuridico nazionale (nei casi in esame quello francese) alla costituzione di una associazione  sindacale da parte di militari, viola l'articolo 11 della Convenzione europea, mentre sono leciti unicamente quelle norme volte a regolarne l'esercizio. Mentre rimando alla lettura dell'articolo pubblicato sul sito Gr.Net.it (qui, ove si trova un link al testo delle due sentenze), si attendono ora le prese di posizione delle istituzioni che contano, per dar corso ad un riconoscimento, quello dei diritti sindacali dei militari, non più rinviabile anche nel nostro paese.

Penso che giovi, in conclusione, riportare il testo dell'art.11 della Convenzione euroea dei diritti dell'uomo, alla base delle due importanti sentenze:

Articolo 11 – Libertà di riunione e di associazione
1 Ogni persona ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà d’i associazione, ivi compreso il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati e di aderire ad essi per la difesa dei propri interessi.
 
2 ’L'esercizio di questi diritti non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’'ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale e alla protezione dei diritti e delle libertà altrui. Il presente articolo non osta a che restrizioni legittime siano imposte all’esercizio di tali diritti da parte dei membri delle forze armate, della polizia o dell'’amministrazione dello Stato.

(Segnalazione di Lorenzo Lorusso)

giovedì 2 ottobre 2014

Aria pura da Hong Kong

 

Nella protesta dei cittadini di Hong Kong per la democrazia, una sorta di battaglia di Davide contro Golia, e quindi dall'esito più che incerto, la politica torna secondo me ai suoi fondamentali, una rivendicazione concreta della libertà.  

sabato 27 settembre 2014

Il sindaco de Magistris e l'autoconservazione

 

Le dichiarazioni del sindaco di Napoli, de Magistris, a seguito della condanna penale di primo grado per abuso d'ufficio: «Mi chiedono di dimettermi per questa condanna, ma guardandosi allo specchio e provando vergogna devono dimettersi quei giudici (della sentenza ndr)» (dal sito corriere.it, qui), prima che una caduta di stile, sono la comprova della presenza del principio di autoconservazione (qui, secondo Baruch Spinoza). 
 

martedì 23 settembre 2014

I Finanzieri Democratici con le Forze di polizia

 

Sull'attuale stato di agitazione delle Forze di polizia, pubblico di seguito un comunicato stampa del Movimento dei Finanzieri Democratici a firma del loro presidente, Lorenzo Lorusso


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Il Movimento dei Finanzieri Democratici, nato per sindacalizzare, regionalizzare e smilitarizzare la Guardia di Finanza, solidarizza con lo stato di agitazione proclamato dai sindacati di tutte le Forze di Polizia. In un’ottica di piena democrazia, e di interpretazione ampia e non restrittiva delle norme costituzionali, qualunque categoria di lavoratori può proclamare uno stato di agitazione, di protesta, e manifestare liberamente le proprie idee. Tutto ciò, almeno fino ad oggi, è stato impedito da giurassici regolamenti militari nonché da vetuste norme create ad hoc dal potere politico per aggirare le libertà sindacali e lo stesso spirito della Carta Costituzionale di cui parlavamo prima. 

Questa ipocrisia politica vorrebbe le Forze di Polizia e le Forze Armate non asettiche ed imparziali, come è giusto che sia, ma ottusamente sottomesse e prive di ogni elementare e consolidato diritto umano. Ecco perché, i Finanzieri Democratici, operando in un’ottica di piena legalità nella difesa delle proprie idee, ritengono offensivo e limitante relegare le decisioni sui diritti dei Finanzieri ai vertici militari od ai soli rappresentanti del Co.Ce.R., un organismo pseudo sindacale con nessun potere decisionale, che nella realtà è molto vicino allo specchietto per le allodole, considerato che al vertice della rappresentanza militare viene posto d’ufficio – sempre – un rappresentante della categoria degli ufficiali, ovvero quella dei dirigenti. Pertanto, per raccontarla con una metafora, sarebbe la stessa cosa se il manager Marchionne rappresentasse gli operai della Fiat.

Il Movimento dei Finanzieri Democratici, che per statuto e per sua stessa natura si è occupato da sempre solo di diritti e non di migliorie economiche, in questa circostanza non può non prendere atto di una situazione economica divenuta insostenibile per il personale delle Forze di Polizia ed in particolare per quello non direttivo e non dirigente. Oggi come oggi, se il blocco stipendiale dovesse proseguire, oppure se gli aumenti dovessero corrispondere alle solite elemosine alle quali ci hanno abituato i cosiddetti Governi del rigore, c’è il serio rischio di future defezioni persino dagli arruolamenti, così come accadde nella seconda metà degli anni Settanta, allorquando, l’allora Governo, fu costretto ad inserire dei premi economici incentivanti d’arruolamento per potere coprire i previsti organici. 

Lorenzo Lorusso – presidente nazionale del Movimento dei Finanzieri Democratici

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lunedì 22 settembre 2014

Se il mondo del calcio è riuscito ad emarginare anche uno come Dino Zoff

 

Ancora un'eco da Pordenonelegge, il festival della letteratura tenutosi nell'ultimo fine settimana, l'incontro, ieri mattina, con Dino Zoff, intervistato da Francesco Piccolo, per l'uscita della sua autobiografia: Dura solo un attimo, la gloria (Mondadori) (qui). Zoff è un personaggio che tutti conosciamo, conosciamo la sua serietà di uomo e di sportivo, un uomo che misura le parole che pronuncia, parole che assumono, proprio per questo, un valore particolare, ma ieri è emersa anche un'opinione dell'ex portiere della Juventus e della nazionale rimasta ancora sotto traccia: l'ipocrisia del mondo del calcio che emargina chi afferma la propria dignità di persona, e nel caso specifico anche uno come lui, portiere campione del mondo osannato da tutti. Il riferimento è alle sue dimissioni da ct della nazionale nel 2000 per l'attacco personale che gli sferrò Silvio Berlusconi dopo la sconfitta nella finale del campionato europeo. Dopo quell'addio, Zoff è stato sostanzialmente escluso dal grande giro del calcio. Nel suo incontro di ieri con il pubblico, Zoff ha ricordato quell'episodio con la signorilità di sempre, senza acrimonia, ribadendo ancora una volta e anche nei toni della polemica, la sua unicità di sportivo e di uomo.

domenica 21 settembre 2014

XXI Giornata mondiale dell'Alzheimer: un flash mob a Pordenone

 


Per la XXI giornata mondiale dell'Alzheimer, a Pordenone è andato oggi in scena un flash mob. Questa mattina, alcune persone vestite completamente di bianco - colore che voleva evocare la mancanza d'identità della persona affetta da demenza - con una maschera a coprire gli occhi e recando un cartellone, sono entrate una alla volta nella centrale piazza della Motta. Il gruppo, muovendosi successivamente, ha dato forma alle lettere che compongono la parola "Alzheimer"

Contemporaneamente, altre persone, vestite normalmente, hanno fermato le persone che passeggiavano, invitandole, dopo aver spiegato l'iniziativa, a dare un proprio ricordo da riportare in un post it da incollare poi sui cartelloni portati dai figuranti.

Al termine del flash mob, con i cartelloni riempiti dai fogliettini con i ricordi dei passanti, tutte le maschere sono state tolte e lanciate insieme per aria: i ricordi di chi può averli hanno restituito l'identità di persona ai malati che non li possono più avere.

I ricordi recuperati verranno successivamente raccolti in un libretto e spediti, con una opportuna prefazione, alle autorità di governo nazionali e locali.

L'iniziativa è stata organizzata dalle case di riposo "Umberto I" e "Casa Serena" di Pordenone, e ha visto la collaborazione dell'Associazione familiari Alzheimer Pordenone onlus


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Può sembrare una frase fatta, ma posso dire che il silenzio ha comunicato più di mille convegni e iniziative pubbliche sull'Alzheimer, è stato un silenzio che ha parlato alla ragione e al cuore, e che si spera possa essere un piccolo contributo a far cadere i pregiudizi e le paure che questa malattia ancora incontra.