Tre anni fa moriva a Udine, dopo aver vissuto per diciassette anni in stato vegetativo a causa di un incidente stradale, Eluana Englaro. Intorno al tema del "fine vita" e del "testamento biologico", da allora in avanti si sono moltiplicati incontri e riflessioni in tutto il Paese con l'apporto di credenti e non credenti. E' stata l'occasione di un confronto su argomenti intorno ai quali nessuno - almeno questa è la mia opinione - può affermare verità assolute. Nella direzione del confronto, va anche l'idea del regista Marco Bellocchio di parlarne in un film - "La bella addormentata", il suo titolo - che dalla vicenda di Eluana prende spunto. Già aveva fatto rumore un "ordine del giorno" votato dal Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia il 29 dicembre scorso, con il quale si negava qualsiasi tipo di finanziamento regionale al film, per non "strumentalizzare una drammatica vicenda umana, il cui epilogo ha profondamente scosso e diviso l'opinione pubblica regionale e nazionale". Ora, che le riprese sono iniziate da qualche giorno, il produttore del film, Riccardo Tozzi, ha dichiarato in un'intervista radiofonica al Tgr Fvg rilasciata a Marinella Chirico, che è in atto una sorta di ostracismo da parte di chi dovrebbe dare le necessarie autorizzazioni per l'uso dei luoghi ove girare le scene. Personalmente ritengo che si potrà essere o meno d'accordo sull'opera di Bellocchio (che per ora nessuno ha ancora visto...), ma è importante consentire che un regista possa esprimere il proprio punto di vista e poi poterne dibattere in libertà.
giovedì 9 febbraio 2012
mercoledì 8 febbraio 2012
Smilitarizzazione della Guardia di Finanza, Maurizio Turco (radicali) al Pd: "Quando arriverà il momento di discuterne?"
La Camera dei Deputati ha concluso ieri l'esame di alcune mozioni in tema di lotta all'evasione e all'elusione fiscale. Tra queste, come avevo già segnalato, c'era la mozione n. 1-00826 presentata dall'Italia dei Valori che, nella sua formulazione originaria, impegnava il governo a procedere alla smilitarizzazione della Guardia di Finanza e ad un suo maggior coordinamento con l'Agenzia delle Entrate. A causa del dissenso formulato da uno dei firmatari della mozione - il deputato Francesco Barbato - il testo è stato presentato in una nuova versione che si limitava a prevedere al punto h) "un maggior coordinamento della Guardia di finanza e di tutti gli enti che operano ai fini della verifica e dell'accertamento delle posizioni tributarie con l'Agenzia delle entrate". Il rappresentante del governo ha chiesto ed ottenuto che venisse introdotta una nuova versione del punto h) in discussione, nel senso di "prevedere un maggior coordinamento tra tutti gli enti che operano ai fini della verifica e dell'accertamento delle posizioni tributarie". Ma la questione della smilitarizzazione è stata riproposta da un emendamento a prima firma Maurizio Turco (deputato radicale eletto nel Pd), ove si chiedeva di istituire il "Corpo della polizia tributaria [...] e la conseguente soppressione del Corpo della guardia di finanza" prevedendo che il suo vertice fosse scelto "fra i dirigenti generali della pubblica amministrazione in servizio presso il Ministero dell'economia e delle finanze [...] posto alle dirette dipendenze del Ministro dell'economia e delle finanze". L'emendamento è stato respinto dall'assemblea che, successivamente, ha approvato il testo della mozione dell'Italia dei Valori con la modifica chiesta dal governo. Nel motivare il voto contrario all'emendamento dei radicali, la deputata del Pd Villecco Calipari ha dichiarato che il tema della smilitarizzazione della GdF non poteva porsi in via incidentale nell'ambito di una mozione, affermando che si tratti di "un argomento complesso, che ovviamente è all'attenzione della nostra parte politica rispetto al merito, ma che richiede non solo un approfondimento, ma soprattutto una legge ordinaria". Il deputato Turco replicava con le parole che voglio riprodurre integralmente:
""Signor Presidente, abbiamo presentato questo emendamento non per proporre all'attenzione del Parlamento e del Governo il tema della smilitarizzazione della guardia di finanza, ma per riproporre e cercare di avere una adeguata attenzione rispetto ad un problema che si discute da decenni. Non è né un fatto nuovo, né che si vuole improvvisamente portare all'attenzione del Parlamento.
Visto che abbiamo poco tempo, potrei ricordare incidentalmente che la smilitarizzazione della guardia di finanza è stata oggetto di una richiesta referendaria promossa insieme ai finanzieri democratici, cioè a coloro che sono attenti alla specializzazione, alla professionalizzazione, alla peculiarità e alla particolarità della guardia di finanza, che riteniamo debba prevalere sul dato militare della militarizzazione.
Visto che abbiamo poco tempo, potrei ricordare incidentalmente che la smilitarizzazione della guardia di finanza è stata oggetto di una richiesta referendaria promossa insieme ai finanzieri democratici, cioè a coloro che sono attenti alla specializzazione, alla professionalizzazione, alla peculiarità e alla particolarità della guardia di finanza, che riteniamo debba prevalere sul dato militare della militarizzazione.
Purtroppo, non fu possibile portare quel referendum all'attenzione dei cittadini, perché - come è stato innumerevoli volte ricordato - ci fu una pressione rispetto alla Corte costituzionale, documentata da parte dei vertici della guardia di finanza. Nulla di nuovo. Tuttavia, noi vorremmo che ci fosse l'attenzione perché non si arrivi alla prossima volta in cui porremo il problema e ci si venga a dire che non è il momento o è un problema che forzatamente si vuole discutere"".
domenica 5 febbraio 2012
"Pasolini e la politica", un convegno a Casarsa
"Pasolini e la politica": ne hanno discusso ieri a Casarsa alcuni studiosi in un convegno organizzato da: Centro Studi Pasolini, Comune di Casarsa, LiMes Club Pordenone, Historia – Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone. Adalberto Baldoni e Gianni Borgna hanno parlato di Pasolini dal loro punto di vista di destra e di sinistra (i due sono coautori di un libro sull'argomento: "Una lunga incomprensione. Pasolini fra Destra e Sinistra, Vallecchi, 2010), Davide Rondoni ha scandagliato il rapporto tra Pasolini e il sacro, Luigi Gaudino - giurista dell'Università di Udine - ha esposto alcune vicende giudiziarie che interessarono il Pasolini regista, Guglielmo Cevolin - altro giurista docente nell'ateneo udinese - si è occupato del Pasolini che s'interessò ai temi dell'autonomia friulana. Diversi gli spunti emersi dalle relazioni e tra questi, con il rischio di semplificare: la riscoperta, fatta dalla destra, di un autore che, seppur ebbe con il Pci un rapporto tutt'altro che idilliaco, fino all'ultimo si definì "un marxista che votava comunista" (intervento postumo al congresso del Partito radicale, novembre 1975); Davide_Rondoni, poeta ed editorialista di Avvenire, ha parlato della "passione per la realtà, carnalità irragiungibile" di Pasolini, quale emerge soprattutto nella sua poesia, una definizione che richiama tutta la sua persona, il rapporto con il proprio corpo e i corpi e il senso del sacro in un autore che si definiva ateo. Ma l'intervento che ha chiuso l'incontro, quello della direttrice del Centro Studi Pasolini di Casarsa, Angela Felice, è quello che ha reso meglio, secondo me e senza togliere nulla agli altri relatori, il senso della mattinata al Teatro Pasolini: al di là delle visioni di destra o di sinistra sull'opera e la figura di Pasolini, Angela Felice ha detto che rimane centrale, nella valutazione dell'intellettuale casarsese, la visione che ebbe del "Potere", risultante in particolare dagli articoli pubblicati sul Corriere della Sera: in quegli interventi, Pasolini parlava dell'"arbitrarietà del potere", dell'arroccarsi del "Potere" all'interno del "Palazzo", della richiesta di processo per i dirigenti del potere democristiano. In Salò, Pasolini giunse all'estrema descrizione del Potere che si espande fino a diventare potere sui corpi e a trasformare le vittime in carnefici, in un meccanismo che non vede vie di salvezza. E ancora: le sue analisi del potere invasivo del nuovo media, la televisione, capace di assorbire ogni residua capacità critica delle persone, e quindi essa stessa, strumento del "Potere". Con questa lucida analisi Angela Felice ha voluto anche tracciare gli ulteriori approfondimenti che il Centro Studi Pasolini intenderà dedicare all'opera dell'intellettuale.
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giovedì 2 febbraio 2012
A destra sui Monti
Le dichiarazioni di Monti sul posto fisso e la supposta noia di chi può disporne, il più che probabile intaccamento dell'art. 18 dello "Statuto dei lavoratori", rientrano nella linea di un governo i cui ministri, se non fanno tardi la sera se non per una riunione a Palazzo Chigi, certo non possono essere definiti vicini ai progressisti. La scoperta non è di oggi, certo, però le dichiarazioni di Monti e la vertenza sull'art. 18 connotano il governo su di un versante di centro-destra, mentre il suo agire dovrebbe tenere conto del fatto che a sostenerlo c'è una maggioranza che va dal Pdl al Pd, a meno che la lotta all'evasione fiscale non venga considerata un'azione che piaccia al Pd e dispiaccia al Pdl determinando, in questo modo, un equilibrio tra Alfano e Bersani. Se la dinamica fosse questa si dimentica, però, che la lotta all'evasione fiscale e per la difesa della legalità "dovrebbe" ritrovarsi nel programma di tutti i partiti. E così, giorno dopo giorno, la pillola che il Partito Democratico ha deciso di trangugiare rilascia un gusto sempre più amaro.
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mercoledì 1 febbraio 2012
Guardia di Finanza: dibattito sulla smilitarizzazione all'interno di "Italia dei Valori"
La Camera dei Deputati ha iniziato ieri la discussione generale di alcune mozioni in materia di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale. Tra queste, la mozione n. 1-00826 a firma Donadi (Italia dei Valori) e altri, ha portato alla luce una diversità di vedute all'interno del gruppo di Di Pietro. L'oggetto del contendere è stata la proposta di smilitarizzazione della Guardia di Finanza contenuta al punto h) del testo e che qui riporto:
«prevedere la smilitarizzazione della Guardia di finanza, la sua riorganizzazione in settori funzionali e prevedere, in quest'ambito, maggior coordinamento dei settori della Guardia di finanza che operano ai fini della verifica e dell'accertamento delle posizioni tributarie con l'Agenzia delle entrate».
Nei giorni scorsi (e la posizione è stata ribadita nell'intervento in Aula) il deputato Barbato aveva espresso il suo parere contrario alla smilitarizzazione delle Fiamme Gialle con un articolo sul suo blog personale. Dopo aver passato in rassegna i risultati lusinghieri colti dalla Guardia di Finanza nel 2011 nella lotta all'evasione fiscale e ad altre forme di illegalità, Barbato è arrivato alla seguente conclusione:
«La militarità è un moltiplicatore di efficacia che garantisce duttilità, flessibilità e rapidità di manovra nell’impiego di uomini e mezzi. La GdF, conformata ad un capillare presidio del territorio, espone lo scorso anno ben 45mila controlli su strada di veicoli sospetti e di grossa cilindrata, utilissimi per iniziare accertamenti e stanare evasori. In questo momento storico, in cui battere l’evasione fiscale in Italia diventa possibile, occorre una GdF sicuramente più brillante e libera da “incrostazioni” ma assolutamente non smilitarizzata. Chiedo pertanto a Di Pietro di intervenire facendo ritirare il punto “g” della mozione. – conclude il parlamentare Idv - Semmai occorre una polizia economico-finanziaria con più “militarità”, contro evasori, mafiosi e prepotenti”».
Secondo il mio modesto parere, i motivi che il deputato Barbato porta a sostegno della necessità che la GdF sia e rimanga un Corpo militare ("duttilità, flessibilità e rapidità di manovra nell'impiego di uomini e mezzi") sono proprio quelli che suggerirebbero la nascita di una polizia economico-finanziaria ad ordinamento civile, che superi le incrostazioni e gli appesantimenti di una struttura militare, quali, per citare i più evidenti: a) la separatezza tra lo Stato nella veste di "controllore tributario militare" e il cittadino-contribuente; la persistenza di privilegi personali in capo ad una gerarchia di tipo militare che influisce negativamente nel rapporto tra vertice e base della struttura. Per non parlare del fatto che una polizia finanziaria di tipo militare rappresenta un unicum a livello europeo. Una delle soluzioni, già avanzate da alcuni studiosi come il l'economista Alessandro Penati, sarebbe quella di disboscare la selva degli organismi chiamati ad effettuare i controlli fiscali, per unificarli in un unico ente, ad ordinamento civile.
martedì 31 gennaio 2012
L'esame di economia
E' la foto dell'incontro Merkel-Monti-Sarkozy che ha preceduto il vertice europeo di ieri a Bruxelles: non sembra l'immagine di un incontro tra tre leader, ma quello di un sereno professore in attesa di interrogare due suoi studenti, più preoccupati (il francese più della tedesca) che speranzosi di superare un esame di economia. Le immagini televisive accentuano questa impressione, con Monti seduto sul lato più lungo del tavolo, Merkel e Sarkozy quasi stipati e a corto di respiro.
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lunedì 30 gennaio 2012
Scalfaro e la difesa della repubblica parlamentare
Ci sono stati tanti Oscar_Luigi_Scalfaro nella storia e nella cronaca della nostra Repubblica: il giovane magistrato chiamato ad applicare, con sofferenza, la legge penale che prevedeva ancora la pena capitale, il non ancora trentenne membro dell'assemblea costituente, il cattolico integrale censore dei costumi, il democristiano di destra vicino a Mario Scelba, il ministro dell'Interno nei governi Craxi, il presidente della Repubblica eletto all'indomani della strage Falcone, il capo dello Stato che con il suo "non ci sto!" allontana da sé l'accusa di aver intascato tangenti, e ancora il presidente del traghettamento tra la prima e la seconda Repubblica e della nomina in quel delicato frangente - e per la prima volta - di un presidente del Consiglio non parlamentare (Ciampi) in un governo senza maggioranza precostituita (il cosiddetto "governo del presidente"), ma, soprattutto, secondo me, il presidente che, agli albori del berlusconismo, tiene dritta la barra della repubblica parlamentare, non cedendo alle richieste di elezioni anticipate e nominando il governo Dini nel 1995. Se non ci fosse stata quella scelta, difficilmente, o con più difficoltà, si sarebbero potuti muovere i suoi successori nel fronteggiare Berlusconi presidente del consiglio, fino all'accorta regia di Napolitano degli eventi culminati lo scorso novembre con le dimissioni del Cavaliere.
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domenica 29 gennaio 2012
Giustizia: cambio di marcia, ma non c'è da illudersi troppo
Ad ascoltare gli interventi degli alti magistrati, del ministro della Giustizia e del vicepresidente del Csm in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, sembra che non siano trascorsi due mesi, ma due secoli, dalla caduta del governo Berlusconi. L'agenda della politica in materia di giustizia riguarda ora temi quali lo scandaloso arretrato dei procedimenti, la prescrizione dei reati che si traduce in una vera e propria impunità a servizio di chi può permettersi ottimi legali, l'affollamento delle carceri ben al di sopra della capienza prevista. Essendo il partito di Berlusconi parte della maggioranza che sostiene Monti, sarà difficile che su tutti questi temi si possa arrivare - dopo il cambio di agenda - anche a qualche modifica normativa, ma, per il momento, è giusto prendere atto del cambiamento di clima. In particolare, sul tema della prescrizione, dove si stanno concentrando gli attacchi del Pdl, mi sembra corretto dire che il nostro ordinamento costituisce un'eccezione se confrontato con quello di altri Paesi: infatti, come ha fatto notare Peter Gomez su Il Fatto Quotidiano, in Germania la prescrizione s'interrompe con l'emanazione di una prima sentenza, negli Stati Uniti con il rinvio a giudizio, mentre in Italia molti processi si estinguono strada facendo, qualcuno addirittura in Cassazione, ad un passo dalla sentenza definitiva. E' chiaro che con una prescrizione del tipo tedesco o americano, per dare un senso alla previsione costituzionale della "ragionevole durata" del processo, si dovrebbe intervenire sia rendendo il processo più agile, sia prevedendo più magistrati, più cancellieri e, in generale, più mezzi da destinare al servizio giustizia.
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mercoledì 25 gennaio 2012
Mobbing in uniforme
Il fenomeno del mobbing trova in quegli ambiti di lavoro a forte connotazione gerarchica, come ad esempio quelli militari, un terreno particolarmente fertile. Intorno all'argomento "Mobbing in uniforme", il "Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari e delle Forze di Polizia" (Pdm) ha organizzato lunedì scorso a Roma un convegno di studio, al quale hanno partecipato esperti in campo medico e legale. Qui si può ascoltare l'audio completo del convegno (dal sito di Radio Radicale).
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domenica 22 gennaio 2012
Vendola: estendere l'art. 18 a tutti i lavoratori
Domani prenderà il via il negoziato sul mercato del lavoro, e oggi il presidente Monti ha ribadito (In mezz'ora, Raitre, Lucia Annunziata) che l'articolo 18 dello "Statuto dei diritti dei lavoratori" non è un tabù, confermando quanto aveva già detto alcune settimane fa il ministro Fornero, vale a dire che la sua applicazione potrà essere ridotta. Dal palco di una manifestazione di Sinistra ecologia e libertà, sempre oggi, il presidente della Puglia, Nichi Vendola, ha sparigliato le carte dicendo: "Parlare dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori senza tabù? Bene: estendiamolo a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici". Perché è ipocrita affermare che l'occupazione aumenterà se le imprese avranno più libertà di licenziare e lo è altrettanto definire "garantiti" coloro che, in forza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, possono godere della tutela prevista dall'articolo 18. Semmai, come ha detto Vendola, il problema consiste nell'estenderle, le garanzie, non restringerle.
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