lunedì 16 novembre 2009

Da un sindacalista in divisa: un neo in un ottimo intervento

Un sindacalista che parla di integrazione degli stranieri che vengono nel nostro Paese (perché se non si riconoscono i diritti non si può pretendere l'osservanza dei doveri), che non è d'accordo sul trattare l'immigrazione come un problema di sicurezza pubblica, che denuncia il fatto che la metà dei detenuti è di origine straniera e questo non per l'errata equazione immigrato=delinquente propalata dai media. Che parla del pericolo di un uso repressivo delle forze di polizia in un contesto in cui si rincorrono voci di una ripresa del terrorismo. Che denuncia il fatto che le forze di polizia stanno vivendo un processo di militarizzazione, perché, ad esempio, chi vuole entrare nella Polizia di Stato, deve aver prestato servizio nell'Esercito per qualche anno. Un sindacalista che afferma l'inutilità delle ronde militari e volontarie, che si dice contro la proposta del ministro La Russa sull'uso dell'Esercito per effettuare i controlli sui treni...questo sindacalista è Felice Romano, il segretario nazionale del Siulp, Sindacato Unitario Lavoratori Polizia, intervenuto nello scorso fine settimana al congresso di Radicali italiani. Un solo appunto da parte mia: nei giorni del caso Cucchi poteva essere spesa qualche parola - pur rispettando lo svolgimento delle indagini in corso -, una condanna della violenza praticata da uomini in divisa. Peccato, perché il livello dell'intervento del segretario del Siulp non sembrava da "sottoscala di Questura".
(l'audio integrale dell'intervento di Felice Romano è rintracciabile sul sito di Radio radicale).

domenica 15 novembre 2009

Il rischio e gli effetti (collaterali)

1. Il disegno di legge che introdurrebbe il cosiddetto 'processo breve' è l'ultimo esempio di un diritto piegato alle esigenze del presidente del consiglio in carica. Non mi sembra di aver detto una cosa tanto originale. Il problema che voglio porre è il seguente: quanto tempo dovremmo attendere perché il disprezzo dello Stato di diritto da parte della destra governante cominci a diventare 'senso comune'? Se guardiamo alle settanta mila firme raccolte fino ad ora dal sito di Repubblica sull'appello di Roberto Saviano, dovremmo dire che qualcosa si stia muovendo. Se pensiamo, però, che i firmatari degli appelli online non rappresentino la 'pancia' del paese, ma, come spesso accade, una sua élite, non si può essere tanto ottimisti. Il controllo della comunicazione pubblica e privata da parte della destra costituisce un forte baluardo al formarsi di una libera opinione pubblica. Il rischio è che a denunciare lo stato di cose esistenti rimangano sempre gli stessi. Il rischio è che prima o poi anche una parte di costoro si rifugino nel silenzio, vista l'inutilità delle denunce. Il rischio è quello della stanchezza di fronte ad uno stato di cose che non cambia.
2. In merito, poi, agli 'effetti collaterali' della riforma del 'processo breve', riporto alcune considerazioni dell'avvocato Ezio Bonanni di Latina - più volte citato da questo blog - grazie alla segnalazione di Fedele Boffoli:
«Il disegno di Legge non è condivisibile, poiché, nell'accorciare i tempi di prescrizione a due anni, per ciascun grado di giudizio, determinerebbe la impossibilità di condanna per i responsabili di gravi reati; tra i quali gli imputati nei processi per le morti da amianto, che richiedono, anche per il gran numero di cittadini deceduti, complessi accertamenti (nella impossibilità di utilizzare il materiale delle indagini preliminari). Lo Stato abdicherebbe [...] alla sua funzione di tutore della legalità e garante della giustizia, che presuppone il carattere retributivo ma soprattutto dissuasivo della pena [...]. Questi tempi di prescrizione renderebbero impossibile poter portare alla celebrazione del processo Eternit, di quello Fibronit, e di tutti gli altri: impunità per coloro che si sono resi responsabili di migliaia di morti, e niente giustizia per migliaia di vittime, molte delle quali vedove ed orfani. Per questi motivi, ci sarebbe la possibilità di un immediato ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo. [...]»

giovedì 12 novembre 2009

La parola restituita

L'intervento di Roberto Saviano, ieri sera su Raitre, ha riconciliato con il mezzo televisivo proprio con un programma che meno 'televisivo' di così non si poteva realizzare. Un uomo, per più di tre ore, ha rapito il pubblico (più di 2.800.000 spettatori) con il solo potere della parola. Quella parola che, con il descrivere semplicemente la realtà, diventa scomoda. Uno strumento, la parola, restituito alla sua forza in un mare di parole, spesso inutili e il più delle volte slegate dal loro vero significato. Qualche esempio? Garantismo, riformismo, libertà...

martedì 10 novembre 2009

Per un pugno di marchi


Tra le tante cose ascoltate ieri sul ventennale della caduta del Muro di Berlino, vorrei ricordarne una. L'indomani dell'atteso evento, le autorità della Germania orientale consentirono ai propri cittadini il libero accesso alla parte ovest di Berlino, accompagnando l'apposizione del 'visto' con la consegna di cento marchi. La riconquista della libertà aveva perso, in una sola notte, il suo carattere ideale, o gran parte di esso. Quei cento marchi da spendere nel 'supermercato dell'occidente' simboleggiavano la resa del comunismo realizzato, sconfitto per via pacifica, al sistema capitalista. Da lì in poi abbiamo assistito all'accelerazione della globalizzazione economica, alla liberazione degli 'spiriti animali' del capitalismo che il 'democratico' Clinton non arginò affatto (anzi!), all'uso della guerra come leva economica e quindi non solo 'giusta', ma necessaria e per questo anche 'preventiva'. Una escalation giunta fino all'attuale crisi economica mondiale e che il regista Michael Moore ha ben descritto nel suo film Capitalism: a love story. Sconfitto il modello comunista, la stessa idea di sinistra ha subito in questi anni dei duri colpi: inseguendo la destra sul suo terreno, quello del 'pensiero unico', ha visto allontanarsi i suoi sostenitori, sospinti verso l'astensione o l'appoggio a partiti populisti. Non ho alcuna nostalgia del 'socialismo reale' e di Leonid Breznev. Aggiungo, però, che il film al quale stiamo assistendo da vent'anni a questa parte poteva avere un'altra trama, più attenta alla parte debole della società, alla difesa dei beni pubblici, al rispetto per le minoranze. Per il futuro, visto il panorama attuale (mi riferisco in particolare all'Italia), non vedo molte luci all'orizzonte.

giovedì 5 novembre 2009

Un insetto ci tormenta


Non se ne può più! Da diversi giorni siamo di nuovo bombardati dalle anticipazioni del prossimo libro di Bruno Vespa. Come già notavo il 1° ottobre dell'anno scorso (anche se è poco simpatico autocitarsi), e quest'anno si replica. Un modo strano per promuovere un libro, ma, visto che non siamo certo di fronte a dei dilettanti, il sistema ideato sortirà sicuramente il suo effetto, cioè moltiplicare il numero delle copie vendute. Ma, almeno su di me, posto che avessi l'intenzione di acquistare il libro di Vespa (ipotesi molto lontana dalla realtà...), il fuoco di fila di citazioni potrebbe al contrario farmi desistere, nel senso che potrei già ritenermi soddisfatto delle dichiarazioni fin qui pubblicate, dichiarazioni, tra l'altro, prevedibilissime. Comunque, un po' di pazienza, verrà il giorno che il libro verrà pubblicato e tutti saremo più tranquilli (fino all'anno prossimo).

martedì 3 novembre 2009

Amianto: l'Italia dovrà rendere conto all'Europa


Dal sito del Movimento dei Finanzieri Democratici, rilancio il comunicato stampa di Fedele Boffoli con il quale si dà notizia della denuncia della Repubblica italiana alla Commissione dell'Unione Europea per "violazione grave e persistente del Diritto Comunitario", in merito alle inadempienze in tema di prevenzione sanitaria per l'esposizione alla fibra d'amianto. La denuncia è stata inoltrata a cura dell'avvocato Ezio Bonanni di Latina.

Un buco nell'acqua?


Sarà oggi all'esame del Senato, il decreto legge n. 135/2009, un provvedimento che, se convertito in legge, consegnerà un bene pubblico come l'ACQUA alla gestione privata. La notizia dal sito Acqua bene comune.org. Assisteremo ad un ravvedimento intorno all'ennesima prova che, giorno dopo giorno, tutto ciò che ci circonda si stia trasformando in merce?