domenica 7 settembre 2008

"E l'aura fai son vir" (Il vento fa il suo giro)



In settimana ho visto al cinema “Il vento fa il suo giro", un film di Giorgio Diritti (2005). E’ una storia ambientata in un paesino della Val Maira, Piemonte occitano, e parla di un allevatore francese, in precedenza insegnante, che decide di trasferirsi con la famiglia in Italia a causa della imminente costruzione di una centrale nucleare. E’ un film che parla dell’integrazione tra persone provenienti da contesti diversi, della doppia natura dialogante ed escludente che alberga in noi e ben evidenziata nell’atteggiamento prima diffidente, poi di apertura ed infine di rifiuto che la maggior parte degli abitanti sviluppa in tempi diversi verso il “nuovo venuto”. E’ una storia che mi ha fatto riflettere su come, al di là delle idee che si “pensa” di avere e di manifestare (anche attraverso un blog), si sia attraversati da umori anche opposti, e di capire da dove possano derivare chiusure e integralismi. Derivano, secondo me, dalla umana paura verso chi non conosciamo, e che solo la “conoscenza” può far superare. Conoscere significa prima di tutto ascoltare, un’attività che costa umiltà e fatica, ma è la sola che può permettere di scacciare i fantasmi della paura.
Il film è stato girato con pochi mezzi ed al di fuori dei maggiori circuiti di distribuzione, vi recitano solo due attori professionisti, per il resto sono stati chiamati gli abitanti. Uscito nel 2005, sta godendo ora un successo inatteso, da diverse settimane viene proiettato senza interruzione in una sala di Milano.

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