Pubblico i post del periodo che va dal 19 febbraio 2008 (data di interruzione del blog) al 3 ottobre 2007 (data di apertura). Non è un'operazione di autocitazione (sempre antipatica), ma solamente un modo per mantenere "in rete" ciò che ho scritto, condivisibile o meno, in precedenza.
martedì 19 febbraio 2008
E' stata una bella esperienzaCommenti ed accessi prossimi allo zero. Non mi va di scrivere solo per me stesso, anche se chi scrive lo fa prima di tutto per soddisfare un bisogno personale. Quando ho avvertito la sensazione di abitare uno spazio pubblico, come è la "rete", per parlarmi addosso, mi è venuta meno la voglia di aggiornare il blog. Può darsi che una mia più continua frequentazione di altri blog, forum e simili avrebbe potuto generare qualche contatto aggiuntivo. Può darsi, ma non è detto. Molto probabilmente ciò che ho pubblicato non ha incontrato l'interesse dei navigatori, o forse il mio stile da "giudizio definitivo" mal si concilia con uno scambio di opinioni: o si è d'accordo, e allora non c'è molto da aggiungere, oppure il disaccordo è tale da causare una chiusura "indignata" del collegamento (parlo per esperienza personale di visitatore di blog). Tutto questo non sposta il mio giudizio più che positivo sulla validità della "rete" in termini di maggiore conoscenza e di partecipazione nei processi decisionali. Termina, quindi, qui, questa mia esperienza, non senza aver ringraziato coloro che mi hanno letto.
giovedì 14 febbraio 2008
Programma di mantenimentoUn partito ed un programma per gli operai e per gli imprenditori, che ritiene che non siano materia di campagna elettorale i temi eticamenti sensibili, che prende le distanze sia dagli ultras cattolici sia dagli anti-clericali, che sostiene le intercettazioni telefoniche come strumento d'indagine giudiziaria, ma che è contrario alla pubblicazione del loro contenuto se non prima di una sentenza. Un partito, quello di Veltroni, che abbraccia tutto e il contrario di tutto, fedele alla visione della conquista del potere come gestione "al meglio" dell'esistente, più che di una sua trasformazione.
venerdì 1 febbraio 2008
Aviano ItaliaCon il titolo “Aviano Italia”, Radiotre ha svolto un’inchiesta sulla vita degli italiani attorno alle basi NATO ed USA nel nostro Paese. La firma è di Carla Fioravanti. Il titolo si riferisce alla base più nota tra quelle esistenti. Il viaggio è partito dal sud, dalla Puglia: San Vito dei Normanni, Taranto e poi Napoli, per poi risalire la penisola. Sono testimonianze di chi ha abitato o abita vicino alle basi, via ha lavorato, ha conosciuto un mondo, quello americano o meglio dei militari americani, mitizzato da alcuni, ma anche osservato nelle sue sfaccettature di “rambismo” e di umana solitudine di persone lontane dai propri affetti e dalla propria terra. Le puntate sono scaricabili in formato MP3 dal sito internet di
Radiotre. mercoledì 30 gennaio 2008
SconcezzeC'è un signore, in Italia, nei confronti del quale la
Corte d'Appello di Milano ha dichiarato il "non doversi procedere" perché i fatti esaminati "non sono più previsti dalla legge come reato", e ciò in virtù (si fa per dire) di una legge che l'imputato, quando di mestiere faceva il capo del governo, ha presentato e fatto approvare dal Parlamento nel 2002. Ora, quel "signore" sarà di nuovo candidato alla presidenza del consiglio nelle imminenti elezioni politiche. In un Paese "normale" - come piaceva dire a Massimo D'Alema - la notizia dovrebbe campeggiare nei notiziari, invece annega tra un Fini che parla a Parigi e l'ennesima pagina di cronaca giudiziaria. Questo, nel nome della separazione tra la politica ed i fatti giudiziari dei singoli leader politici. Chissà se qualche giornalista farà il suo mestiere nel ricordare all'uomo di Arcore l'assoluzione di oggi nei dibattiti elettorali, o se invece si preferirà tacere per ingraziarsi il vecchio-nuovo padrone?
martedì 29 gennaio 2008
Grandi strateghiLe cose hanno preso una piega negativa per Prodi, quando Veltroni ha detto che il Pd si presenterà da solo alle elezioni. Le sue parole hanno determinato, probabilmente, la fine del centro-sinistra. Dunque, il Pd non sarà alleato della sinistra variamente definita: radicale, massimalista, antagonista, comunista, la vera palla al piede, secondo questa vulgata, della cosiddetta politica "riformista". Pensare di poter vincere le elezioni da solo, vorrebbe dire far torto all'intelligenza di Veltroni. Il suo disegno potrebbe essere quello di presentare la scelta per i Democratici come quella più utile per battere Berlusconi, dare inizio ad un processo di medio-lungo termine che metta in conto anche la sconfitta (certa) alle prossime elezioni politiche, in attesa di tempi migliori. Della serie, "grandi strateghi"!
venerdì 25 gennaio 2008
Pensare, prima di candidareE' vero che la maggioranza al Senato era risicata, che la coalizione di centro-sinistra era ampia ed eterogenea, che non tutte le promesse si sono tradotte in realtà (ad ogni modo, il programma riguardava i cinque anni di legislatura), che il governo Prodi era il più pletorico della storia della Repubblica, che alcuni ministri non hanno brillato ed alcuni erano già in partenza improponibili, ma è altresì vero che in questi venti mesi i conti pubblici erano stati rimessi a posto, che gli italiani - escluse qualsiasi ipotesi di condono fiscale - avevano inziato ad essere "fiscalmente" virtuosi, e che grazie a tutto questo sarebbe stato plausibile parlare di restituzione fiscale per le fasce medio-basse. Mastella, Dini, Fisichella e Turigliatto, hanno deciso di interrompere il lavoro iniziato nell'aprile 2006. Notiamo che tre di loro hanno appoggiato nel passato il centro-destra, ricoprendo anche incarichi di governo. Tralasciando Mastella e il suo partito personale che meriterebbero un capitolo a sé, ma era proprio necessario candidare Dini e Fisichella al Senato con L'Unione?
domenica 20 gennaio 2008
Chi semina vento...Una buona notizia, oggi, la firma del contratto nazionale dei metalmeccanici dopo più di sei mesi di trattative. Si è calcolato che agli operai sia costato, in termini di ore di sciopero, una somma intorno ai quattrocento euro a testa. Tra le forme di protesta ricordiamo anche i blocchi di strade e ferrovie, episodi che hanno influito negativamente su altri lavoratori, è vero, ma anche comprensibili per chi, con uno stipendio di milleduecento euro al mese, attendeva da mesi lo sblocco del confronto con gli industriali. Non è stata di questo parere la giunta regionale di centro-sinistra del Friuli-Venezia Giulia, presieduta dall’industriale del caffè, Riccardo Illy. Nella riunione del 18 gennaio, come riferisce l’agenzia
Ansa riportata sul sito internet della Regione, la giunta Illy ha deciso, dopo il riconoscimento formale delle ragioni dei metalmeccanici, di chiedere alla società “Autovie Venete” di denunciare i manifestanti che nei giorni scorsi avevano bloccato il traffico all’altezza del casello di Trieste-Lisert. Unico voto contrario in giunta, quello dell’assessore Antonaz del Prc.A giugno, i cittadini del Friuli-Venezia Giulia eleggeranno il nuovo governo regionale. Non si può dire che la campagna elettorale di Illy sia partita con il piede giusto, almeno nei confronti della parte meno abbiente della popolazione. Non vorremmo che si avverasse il detto che "chi semina vento…".
sabato 19 gennaio 2008
Patria del dirittoUn presidente di Regione che esulta dopo essere stato condannato in primo grado per il reato di favoreggiamento. Esulta perché è stata esclusa l'imputazione di aver favorito un'organizzazione mafiosa, anche se i "favoriti" sono stati ritenuti tecnicamente "mafiosi". L'essere considerati "patria del diritto" ha abituato tutti a distinguere, a passare sotto il microscopio il linguaggio impervio di una sentenza. Tutto questo, però, non fino al punto di permettere al predetto presidente di potersi nascondere dietro la verità, che, come si sa, è una sola.
giovedì 17 gennaio 2008
Addio, Clemente!L'applauso che la Camera dei Deputati ha tributato ad un dimissionario Clemente Mastella scatenato contro la Magistratura, non è stata una bella cosa. Il suo è stato il discorso di un uomo politico che non accetta il controllo di legalità dei giudici, che dietro qualsiasi azione di questi scorge un attacco portato dagli avversari politici. Sembrano parole uscite dalla bocca dell'uomo di Arcore o, prima ancora, di Bettino Craxi. L'unico atto positivo che poteva fare, presentare le sue dimissioni, Mastella lo ha compiuto. Che il presidente Prodi intenda riaccoglierlo nel governo una volta concluse le indagini che lo riguardano, significherebbe vanificare quell'atto.
mercoledì 16 gennaio 2008
Voci stonateProbabilmente non era quella, l'apertura dell'anno accademico, l'occasione più idonea per far parlare il Papa all'Università di Roma, La Sapienza. Ciò non toglie che il Papa andava fatto parlare. Che il Pontefice e la Chiesa nelle sue gerarchie abbiano modo di far sentire la propria voce in tutte le sedi, è altresì sotto gli occhi di tutti. Suonano quindi stonate quelle voci che hanno detto che nel nostro Paese sarebbe a rischio la libertà di espressione.
martedì 15 gennaio 2008
Sport senz'animaOscar Pistorius, l’atleta sud-africano che corre grazie all’uso di protesi in carbonio, non sarà alle Olimpiadi di Pechino. Per la Federazione Internazionale di Atletica leggera ostano motivi tecnici: Pistorius avrebbe avuto un vantaggio rispetto ai suoi colleghi normodotati. Lo sport ha una sua funzione educativa di partecipazione e di non discriminazione. L’esclusione di Pistorius va contro tutto questo. Si sarebbe potuto trovare una via d’uscita, suggerita da più parti, come lo stabilire le caratteristiche delle protesi al fine di eliminare il preteso vantaggio. Ciò non è avvenuto, ma forse era pretendere troppo da un mondo che da tempo ha perso l’anima.
venerdì 11 gennaio 2008
Del colore della pelleNon ho trovato migliore risposta alle dichiarazioni che ho definito 'tristi', riportate nel post pubblicato ieri su immigrazione e scuola, delle parole della prof.ssa Martina Ghersetti, presidente del I Circolo Didattico di Pordenone, pubblicate sul quotidiano "Il Gazzettino" di oggi. Ne riporto uno stralcio:
[...] Certo, i bambini stranieri sono tanti, ma non devono fare paura [...] la presenza dei bambini stranieri non va vista come una minaccia, non trova una giustificazione razionale. La quasi ventennale esperienza degli insegnanti nell'accoglienza di questi alunni è ormai collaudata, ci sono strumenti specifici di sostegno all'interno di ogni scuola [...]. La scuola pubblica ha il merito di essere completamente immersa nella storia, portando a compimento un grande compito educativo: quello di insegnare ai bambini a vivere insieme, ad accettarsi, a volte con fatica, ma con risultati che sono ancora più grandi, perché hanno il sapore di una conquista. I bambini non vedono il colore della pelle, se non hanno alle spalle un adulto che lo fa notare. Per questo è importante che imparino, fin dalla scuola dell'infanzia, a convivere con coloro con i quali domani condivideranno le scuole medie e superiori, il mondo del lavoro, la vita di ogni giorno, e sempre di più anche la vita affettiva. A scuola si forma la società di domani, s'imparano i modi e i tempi della tolleranza, vivendo e giocando insieme nel quotidiano. Aver paura del contatto con lo straniero, scegliendo l'iscrizione a una scuola privata per questo, significa anche non preparare i figli al loro futuro, insegnare loro la differenza, senza sottolineare che quest'ultima è anche una risorsa, per ampliare i propri orizzonti e per garantirsi una convivenza non conflittuale in futuro."
giovedì 10 gennaio 2008
Ricco e tristeTre tristi citazioni da un capoluogo di provincia del ricco Nord-est italiano:1. Il sindaco di Pordenone alla guida di una giunta di centro-sinistra, Sergio Bolzonello, ha dichiarato al quotidiano “Il Gazzettino” del 30.12.2007 che la sua città deve dire alt all’immigrazione, poiché ai nuovi arrivati non si può garantire “una qualità di vita decorosa”, e perché si potrebbero aprire “scenari di difficile gestione come una maggior percezione di insicurezza e soprattutto seri problemi di convivenza”;2. l’ex presidente degli industriali pordenonesi, Cinzia Palazzetti, ha dichiarato, sempre allo stesso quotidiano ma nel numero oggi in edicola, il proprio accordo con il sindaco della sua città e questo per salvaguardare la qualità della vita del territorio;3. ancora dal "G
azzettino" di oggi: a Pordenone i genitori dei bambini che inizieranno nel prossimo autunno la scuola materna o quella elementare, si stanno orientando per l’iscrizione alle scuole private. Ciò al fine di evitare, come scrive il quotidiano, “il sovraffollamento di extracomunitari. Le alte percentuali di stranieri in aula creano nelle famiglie il timore che classi multietniche possano subire un rallentamento dell'apprendimento”.A dispetto dell’opinione di qualcuno, il mondo sarà sempre più multietnico.
lunedì 7 gennaio 2008
Polvere di stelletteDal giugno 2007 il caso Speciale, riemerso a più riprese, ha portato all’attenzione della pubblica opinione l’istituzione Guardia di Finanza. Vorrei spendere qualche parola al riguardo, dato che faccio parte del “Movimento dei finanzieri democratici”, un’associazione che ha come obiettivo la smilitarizzazione e la sindacalizzazione del Corpo. L’associazione è erede diretta di quei movimenti sorti negli anni settanta per la democratizzazione delle Forze armate e la smilitarizzazione dei Corpi di Polizia: Polizia di Stato e Polizia penitenziaria l’hanno ottenuta, la Gdf è rimasta al palo. L’Italia è rimasto l’unico Paese all’interno dell’Unione europea ad avere un corpo di polizia finanziaria ad ordinamento militare. Quale logica possa giustificare l’esistenza di una struttura militare nella lotta contro l’evasione fiscale, rimane un arcano sconosciuto ai più. La smilitarizzazione libererebbe il Corpo dalle rigidità tipiche di un’organizzazione militare, attuerebbe il trasferimento di compiti tipicamente militari ad altre Forze Armate - con un ritorno in termini di efficienza e di risparmio dei costi, consentirebbe alle sue donne ed ai suoi uomini il godimento dei diritti sindacali ora negati.Una direttiva del parlamento europeo va nella direzione della smilitarizzazione; per tre volte è stata tentata in Italia la via del referendum abrogativo, e ogni volta la Corte Costituzionale ha cassato la richiesta. Attualmente giacciono in Parlamento due proposte di legge imperniate sulla smilitarizzazione delle Fiamme gialle e la costituzione di un nuovo Corpo di Polizia economica e finanziaria, una presentata da Rifondazione Comunista
(n.2846 del 28.6.2007), l’altra da Radicali Italiani
(n.3309 del 18.12.2007). I “Finanzieri democratici” non si fanno illusioni, dopo, ormai, decenni di battaglie senza esito, di promesse del ceto politico mai mantenute, ma non disperano. Che l’Italia abbia bisogno di un Corpo di polizia economica e finanziaria ad ordinamento civile, snello, efficiente, ad alta specializzazione, non distratto dall’espletamento di funzioni spurie, mai come ora (il caso Speciale insegna) si rivela necessario e urgente.Rimando al sito dell’associazione
finanzieridemocratici.it, ove è consultabile l’ultimo numero del bimestrale
"Il Movimento", uscito nel mese di dicembre 2007, con articoli sul generale Speciale ma non solo.
domenica 6 gennaio 2008
In attesaQuasi quattro mila tonnellate di rifiuti nelle strade di Napoli e dintorni (dato aggiornato a ieri, 5 gennaio). Una cifra che interroga, prima di tutto, la classe politica del centro-sinistra partenopeo e il suo principale rappresentante, Antonio Bassolino: dal 1993 al 2000 sindaco di Napoli, dal 2000 presidente della giunta regionale, dal 2000 al 2004 commissario straordinario del governo per l’emergenza rifiuti in Campania. Questa volta non si può affermare che si governa da poco tempo, attribuendo la colpa delle magagne alle precedenti giunte di centro-destra. Né può passare in secondo piano che il prossimo 14 gennaio - come informa il sito
napoli.repubblica.it, il gip del tribunale di Napoli dovrà decidere se rinviare a giudizio, tra gli altri, proprio Antonio Bassolino per i reati di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, in relazione a fatti avvenuti prorio quando il presidente della regione era commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. La stessa Regione si è costituita parte civile contro il suo presidente! Naturalmente una richiesta di rinvio a giudizio non è una sentenza definitiva di condanna, ma il rispetto per le istituzioni e quello per i cittadini imporrebbero, considerato anche l'insieme dei fatti di questi giorni, un atto che da una persona come Bassolino, in teoria, sarebbe lecito attendersi.
sabato 5 gennaio 2008
Giù le mani!Bagnasco, Bondi, Binetti, Buttiglione, Ruini, Ferrara…, non è l’inizio di una formazione di calcio, ma l’elenco di personalità che hanno aderito all’appello per una moratoria dell’aborto lanciato da Giuliano Ferrara. La proposta apre la strada ad un intervento sulla legge 194 del 1978, che disciplina in Italia l’interruzione volontaria della gravidanza. La volontà di mettere le mani sulla legge 194 fa seguito al capolavoro ruiniano della vittoria nel referendum popolare sulla procreazione assistita, vinto grazie all’appello all’astensione ed alla furbesca attribuzione alla propria parte della ormai cronica tendenza alla non partecipazione al voto referendario. Il disegno di riconquista di spazi pubblici ‘perduti’ a seguito dell’affermazione di un corretto principio di laicità dello Stato, sta avanzando. Altri Paesi, in fatto di diritti civili, ci sopravanzano. Altroché legge sulle unioni civili o sul testamento biologico, da noi si è costretti a difendere una legge di trent’anni fa, che non stabilisce il diritto all’aborto, ma che ne disciplina il ricorso superandone la clandestinità, tenendo sempre presente che interrompere una gravidanza rappresenta per le donne una scelta dolorosa.
venerdì 4 gennaio 2008
Politica lungimiranteIl petrolio che tocca i cento dollari al barile e l’emergenza rifiuti a Napoli, ci suggeriscono alcune considerazioni. Ciò che non hanno fatto la coscienza ambientale ed una politica lungimirante, potrà farlo il caro-petrolio. Ci si accorgerà, allora, che esistono fonti alternative di energia rispettose dell’ambiente e che il risparmio energetico non è sinonimo di ritorno ad una società pre-industriale. Per non essere sommersi dai rifiuti, si dovranno ridurre gli imballaggi delle merci e della raccolta differenziata non si potrà più fare a meno (tra l’altro ce lo chiede la Ue). Più in generale, ci si convincerà, almeno si spera, che il totem della crescita economica continua ed illimitata non potrà che condurci a nuovi disastri ambientali e sociali, non escluse le guerre per l’accaparramento delle risorse (il petrolio) in via d’estinzione e sempre più richieste dai giganti asiatici.
venerdì 21 dicembre 2007
Logiche distorteL'"Espresso" pubblica l' intercettazione di una telefonata Berlusconi-Saccà. Per il centro-destra più Mastella, la notizia è quella dell'uso illegale delle intercettazioni telefoniche. La gran parte dei notiziari televisivi sottolinea l'affermazione di Berlusconi sull'essere di sinistra ed il prostituirsi come canali d'ingresso per lavorare in Rai. Quanta prudenza sui passaggi che testimoniano della campagna acquisti in atto da parte del Cavaliere sul Senato! E' solo per il timore di incorrere in querele, oppure per il fatto che la Rai obbedisce a logiche di partito (sia di governo che d'opposizione)?
mercoledì 19 dicembre 2007
Quelli del New York TimesUna bellissima notizia, quella della moratoria sull’esecuzione della pena di morte nel mondo approvata oggi dall’Onu. Il mio amico Mauro mi ha detto al telefono:”E ora che cosa diranno quelli del New York Times?”.
Buone feste, sinceramenteCarlo ha poco più di trent’anni ed una laurea in materie umanistiche. Oggi è il suo ultimo giorno di lavoro in un ente pubblico, ove era stato assunto, appunto, con un contratto a termine. E’ così da quando ha terminato i suoi studi. Lavori diversi tra loro e spezzettati, in mezzo periodi di disoccupazione. Vive con i suoi genitori, non potrebbe far altro (spiegatelo a Padoa-Schioppa!). Ha una fidanzata con la quale vorrebbe andare a vivere, solo se ci fosse un po’ più di sicurezza riguardo al futuro. E’ una storia di un ragazzo come ce ne sono tanti, oggi. Ne leggi sui giornali, li vedi in televisione, sono oggetto di analisi nei saggi, suggeriscono storie per narratori. Quando, però, cerchi Carlo al telefono in questi giorni di feste imminenti, è un po’ che non lo senti, vuoi sapere come se la sta passando, e lui ti dice che “domani è il mio ultimo giorno di lavoro”, allora ti mancano le parole, non sai come andare avanti, senti che qualunque cosa tu possa dire sarebbe inutile, fuori luogo; tocchi con mano il dramma di una persona, un dramma che passa nel filo e ti entra dentro, ti porta tristezza, ti fa pensare a quell’esistenza, a quelle esistenze “precarie”, senza punti di riferimento, alla forza di volontà ed alla fiducia nel mondo che devono avere per continuare ad inviare un curriculum nella speranza che qualcuno risponda, anche solo per offrire un lavoro a termine. Buone feste davvero, Carlo, ed a tutti quelli come te.
lunedì 17 dicembre 2007
Felici e contentiIeri, il Tg1 delle 20, il notiziario più ascoltato, si è collegato in diretta con due centri commerciali. Giornalisti infervorati hanno intervistato alcune persone reduci dagli acquisti. Da Torino, un signore con il carrello pieno bene in vista, ha dichiarato, con il sorriso sulle labbra, di aver speso trecento euro e di avere in previsione di spenderne almeno altri duecento nei prossimi giorni. Da Roma, una coppia ha detto di averne spesi duecento, di euro, al che la giornalista, un po’ delusa, ha comunicato che Torino ha battuto Roma in fatto di acquisti. Non basta la pubblicità particolarmente martellante del periodo, ora anche il telegiornale, uno spazio dedicato all’informazione – almeno così pareva, corre in soccorso dell’imperativo consumistico. In un botto scomparsi i problemi salariali, il fatto che sette milioni di persone stanno attendendo i rinnovi contrattuali, e che per molti la tredicesima se ne andrà in pagamenti di bollette e mutui immobiliari. Ma per il Tg1 le cose non stanno così.
domenica 16 dicembre 2007
Politica deprimenteItalia società del "malessere", un malessere che riguarda la società, l'economia e che non risparmia la politica. Così la corrispondenza dall'Italia di Ian Fisher per il New York Times del 13 dicembre, che indica nel fenomeno Grillo la spia della crisi politica. Una società, quella italiana, che “diventa ogni giorno una poltiglia di massa; impastata da pulsioni, emozioni, esperienze e, di conseguenza, particolarmente indifferente a fini e obiettivi di futuro, quindi ripiegata su se stessa”, scrive il Censis nel suo 41° “Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese”. Nella diversità delle analisi e dei linguaggi, la stessa fotografia: un Paese depresso, senza progetti per l’avvenire, senza coesione sociale. A noi paiono affermazioni che ben descrivono il momento che stiamo vivendo, ed in particolare lo stato della nostra classe politica, che è parte della società: palesemente al di sotto della decenza, impantanata in discussioni sofistiche sui meccanismi elettorali, mentre si tralasciano problemi come la questione salariale, la precarietà del lavoro non risolta dal protocollo sul welfare, la ricerca scientifica trattata sempre tra le "varie ed eventuali". Una classe politica che non sa guardare al futuro.
giovedì 13 dicembre 2007
Pasoliniana1. La memoria di Pier Paolo Pasolini varca l’oceano. Fino al 18 dicembre New York dedica un intenso calendario di mostre, seminari, proiezioni, spettacoli teatrali, letture e appuntamenti musicali, tra il Museum of Modern Art, il Lincoln Center, la Yale University e l’ "Istituto italiano di cultura". Il prestigioso New York Times lo ha indicato come "l'artista più prodigiosamente talentuoso prodotto dall'Italia". Lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, tra i protagonisti degli incontri newyorkesi, ha definito Pasolini come “lo storico più importante del nostro dopoguerra. Nessun altro meglio di lui ha descritto quello che accadeva a livello antropologico, oltre che politico, dal fascismo al boom economico, fino all'esplodere del terrorismo". Tra le iniziative anche una galleria fotografica raggiungibile sul sito
repubblica.it.2. In Italia c’è un uomo politico che ama spesso citare Pasolini. Nei suoi interventi si respira una carica emotiva, un’attenzione alla vita in carne e ossa che richiama quella espressa dal poeta di Casarsa. Si tratta del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il suo discorso pronunciato a Roma il 9 maggio agli “Stati generali della Sinistra e degli ecologisti”, al di là della contingenza politica, ne è un esempio. Ne riportiamo uno stralcio: “Vedevamo il futuro illuminato da una idea, da un sole, da una volontà corale. Oggi vediamo il presente illuminato da tanti roghi in cui bruciano le cose materiali e le cose simboliche: bruciano i nostri boschi insieme alla idea-chiave dei beni comuni e dell’interesse generale; brucia nella sua roulotte un bimbo rom e insieme a lui s’incenerisce una soglia della nostra civiltà e persino un ancestrale sentimento di pietà; brucia la carne giovane del nuovo proletariato della fabbrica planetaria e insieme brucia tutta una storia della coscienza operaia, tutto un mondo del lavoro che aveva, nel corso dell’intero novecento, guadagnato la sua trama di significato sociale, la sua rete di dignità e di diritto”.3. Apprendiamo dal quotidiano “Il Gazzettino” in edicola oggi, che il "Centro Studi Pier Paolo Pasolini" di Casarsa ha rinnovato le sue cariche amministrative. Entro la primavera del 2008 avranno termine i lavori di restauro di una prima parte della casa natale dell’intellettuale, che inizierà così ad essere un reale punto di riferimento per quanti vorranno accostarsi alla sua figura.4. Segnalo dal blog
ideepercordenons di Mauro Del Pup la ripresa di una interessante serie di interventi filmati di Pasolini, senza mediazioni, dalla sua stessa voce.
"Nella terra dei vespri e degli aranci"Giovanni Impastato, fratello di
Peppino assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978, ha parlato al Teatro "Arrigoni" di San Vito al Tagliamento martedì scorso. Due ore di racconto filate via in un respiro. Un uomo che parla del fratello e della lotta per la legalità che interessa tutti, al Nord e al Sud del Paese. Che dice: “Non possiamo fermarci alla denuncia”, si deve passare alla proposta, all’impegno sociale e politico. Dalla sala diverse domande, da molti traspare la disillusione per la politica, i suoi rappresentanti racchiusi in un giudizio negativo complessivo, un ragazzo che arriva a dire:”Votare è inutile”. Giovanni Impastato, dal profondo Sud, dal suo paese dove i capi mafiosi passeggiano indisturbati, ha risposto al ragazzo del Nord-est “evoluto”: cambiare si può e partecipare alle elezioni è il primo passo.
(Le parole del titolo sono tratte dalla canzone "I cento passi", che i "Modena City Ramblers" hanno composto per l'omonimo film di Marco Tullio Giordana sulla figura di Peppino Impastato).
Senza coraggioNei giorni scorsi si trovava a Udine il
Dalai_Lama, massima autorità buddhista, Premio Nobel per la pace nel 1989, dal 1959 in esilio dal suo
Tibet invaso dalla Cina, profeta della non violenza. Ovunque abbia parlato è stato accolto da uditori sempre numerosi e attenti. Protagonista, insieme con il cardinale Scola, un rabbino ed un imam, di un incontro da lui definito “una piccola Assisi”, a riprova che il dialogo tra religioni, in un’epoca di fondamentalismi, non solo sia possibile, ma anche realizzabile. Oggi il Dalai Lama giunge a Roma. Lo incontreranno i presidenti delle Camere, Marini e Bertinotti, ma non Napolitano, Prodi e D’Alema, e nemmeno il Papa. La volontà di non “infastidire” la Cina - sia da parte italiana che vaticana, alla luce del riavvicinamento di cui è protagonista Papa Ratzinger - ha prevalso sul coraggio e sulla testimonianza.
domenica 9 dicembre 2007
Antonio, Roberto, Angelo, Bruno.Una storia di operai alla dodicesima ora di lavoro, operai che per portare a casa qualche decina di euro in più non lesinano lo straordinario, in una fabbrica dove l’allarme e gli estintori non funzionano, una fabbrica destinata a chiudere tra pochi mesi e per questo sollecitata oltremodo nei ritmi di produzione, una direzione aziendale che mezz’ora dopo l’incidente “pretende” di riprendere il ciclo produttivo: una storia troppe volte ascoltata ed altrettante volte nascosta tra le pieghe dell'informazione. Nessun problema: tra pochi giorni saremo di nuovo inondati da faccioni auguranti e panettoni di tutte le dimensioni e farcitura, almeno fino al prossimo omicidio sul lavoro.
mercoledì 5 dicembre 2007
Una battaglia vintaE’ con vero piacere che segnalo la prossima pubblicazione del primo libro della giornalista Milena Bidinost di Cordenons (Pordenone). L’annuncio è stato fatto oggi nel corso di un’intervista andata in onda sulle frequenze di Radio Rai Regione, e da un articolo della stessa Milena pubblicato sul numero odierno del quotidiano “Il Gazzettino”. Il libro parla della lotta vittoriosa che l’autrice ha condotto contro una malattia che molti, ancora, hanno il timore di pronunciare: il cancro. Il suo intervistatore d’eccezione - lo scrittore
Pino_Roveredo, che firmerà anche la prefazione al libro - ha saputo far emergere le varie fasi vissute da Milena, dalla scoperta della malattia, alla ricerca dell’ospedale più adatto per la cura, alla terapia dolorosa e ghettizzante, alla lotta per non farsi vincere dalla disperazione. Ci ha colpito una frase detta da Milena: lei, con il dolore provocato dalla terapia, ci parlava, quasi, pensiamo, per esorcizzarlo. Un’esperienza che aspettiamo di leggere nella sua interezza con l’anno nuovo, appena il libro uscirà dall’editore "Laboratorio di comunicazione
martedì 4 dicembre 2007
Partiti in fugaDavvero ci vuole non poca pazienza e, aggiungo, non poca passione per continuare ad occuparci di ciò che succede nell’agone politico.Proviamo a fissare alcune cose:1) che i capi dei due maggiori partiti italiani s’incontrino e discutano delle regole del gioco è un fatto positivo;2) che Veltroni e Berlusconi abbiano in mente un sistema elettorale che ruoti intorno a loro stessi è una cosa che si può capire, ma che si comincia a vedere, se permettete, con un certo sospetto;3) il sospetto si tramuta in un’opinione contraria quando capiamo, o almeno ci pare di aver capito, che i due leader vogliano raggiungere un bipartitismo (il loro) con l’aiuto dell’ingegneria elettorale e dei mezzi di comunicazione (anche Veltroni ed il Pd a modo loro non scherzano, basta vedere il Tg1 di Riotta).
lunedì 3 dicembre 2007
MinoranzaAlcune sere fa ho ascoltato a Pordenone il direttore del quotidiano “Avvenire”, Dino Boffo, in un dibattito sul tema dei mass media dal titolo “La macchina della persuasione”. Ne ho tratto una visione rigida del rapporto tra credenti e non credenti nel nostro Paese, figlia di un approccio che vede la cristianità in una sorte di lotta all’arma bianca per riconquistare la posizione centrale del ‘bel tempo che fu’. A mio parere la sindrome da ‘fortino assediato’ non può portare frutti buoni alla missione della Chiesa. La condizione del cristiano è quella di chi testimonia con la propria vita il Vangelo, non di chi intende affermare la propria identità in contrapposizione con le altre. E tutto ciò anche a rischio di trovarsi in minoranza. Anzi, una condizione di minoranza può far riscoprire l’essenzialità del messaggio evangelico, lontano dal contatto sempre tentatore con il potere. E’ nel dialogo e nel confronto che il cristiano assolve alla propria missione, è in questa fatica la sua identità.
giovedì 29 novembre 2007
Cronache dal cortile di casaCasarsa della Delizia è il paese in cui abito da tre anni e mezzo. Si trova in provincia di Pordenone, sul limitare del fiume Tagliamento. Gli abitanti si aggirano intorno agli 8.500, divisi tra il capoluogo e la frazione di San Giovanni. L’attraversa una strada statale che collega Udine a Pordenone, con il suo carico quotidiano di veleni dispersi nell’aria. Casarsa è il luogo in cui si è formato Pier Paolo Pasolini, intellettuale che aveva la qualità di “vedere” i mali della società con trent’anni d’anticipo. Queste poche parole per coloro che non conoscono Casarsa. Ora veniamo al punto: ieri sera il consiglio comunale ha approvato una proposta avanzata dalla lista civica C
ittadini protagonisti, per far eseguire l’inno nazionale in apertura dei lavori dello stesso consiglio. Maggioranza di centro-destra, opposizioni di centro-sinistra e “civica” si sono ritrovati d’accordo.Alcune considerazioni:1) dalla presidenza Ciampi stiamo assistendo ad una rivalutazione dei simboli dell’unità nazionale, dalla bandiera all’inno. Dapprima eseguito solo strumentalmente (cioè con gli strumenti) nel corso di cerimonie civili, militari e sportive, viene ora anche cantato da militari marcianti o schierati, da amministratori pubblici di ogni colore (qualcuno rigorosamente sull’ ”attenti”). Lungi dall’essere un atteggiamento nazionalista, l’idea di Ciampi (convinto europeista) va collocata anche nel contesto di una legislatura (2001-2006) in cui la Lega Nord, con i suoi attacchi all’unità del Paese, era forza di governo. Individuato il pericolo, Ciampi corse ai ripari;2) una parte di quella che neanche tanto tempo fa rappresentava la sinistra in Italia, pensa probabilmente di farsi perdonare l’infanzia “internazionalista”, dimenticando che la guerra di Liberazione fu, anche, guerra patriottica;3) la legge elettorale per gli enti locali, per garantire la governabilità ha sacrificato la funzione dei consigli comunali. L’opposizione, per farsi sentire, deve giocoforza ricorrere a proposte come quella sull’inno nazionale per trovare spazio sui mezzi d’informazione;4) penso che l’attaccamento al proprio paese (in questo caso anche nel senso di nazione), non si dimostri con un inno nazionale eseguito nelle più diverse occasioni (pur non sottovalutando l’importanza di un consiglio comunale), ma nella sostanza di un’amministrazione della cosa pubblica davvero scevra da interessi di bottega e trasparente, vicina ai cittadini.
mercoledì 28 novembre 2007
CommoventeLa Camera ha votato oggi la fiducia al governo sul disegno di legge in materia di welfare. Tra le due spinte contrapposte del senatore Dini e dei partiti della sinistra dell’Unione, Prodi ha scelto di accontentare il primo. Il testo del disegno di legge ricalca infatti il protocollo firmato dalle parti sociali lo scorso 23 luglio e confermato dal referendum tra i lavoratori. La sinistra, che aveva proposto alcune modifiche migliorative nel nome dell’autonomia del parlamento, è rimasta al palo e promette battaglia. Protagonista indiscutibile della vicenda è Lamberto Dini, da più parti indicato come il portavoce degli interessi della grande industria. Sentirlo allora dichiarare che era necessario rimanere fedeli al protocollo del 23 luglio “ perché se no si scredita(va)no i sindacati”, non può non farci commuovere.
venerdì 16 novembre 2007
Uomini di culturaUn errore del senatore triestino di Forza Italia, Roberto Antonione, ha permesso ieri al Senato di introdurre la class action nel testo della legge Finanziaria per il 2008. La class action, in italiano "azione collettiva", permetterà , se non interverranno modifiche da qui all’approvazione definitiva del testo, ai consumatori ed agli utenti di servizi di poter agire collettivamente in giudizio per la tutela dei propri diritti. L’azione collettiva, rispetto a quella individuale, consentirà una maggior incidenza della posizione dei consumatori come parte processuale. Negli Usa è in vigore da diversi decenni. Qui da noi, oltre alla lacrime del senatore forzista seguite all’errore nel voto, c’è stata la dura presa di posizione del pluri-presidente Montezemolo riportata dal Corriere della Sera: «È un atto di grave di ostilità all'impresa…costituirà un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro Paese che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri. È un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi». Un’occasione persa, per l’industria italiana, per dimostrare la tanto sbandierata “cultura d’impresa”.
mercoledì 14 novembre 2007
Paura?L’insicurezza e la paura che pervadono molti, hanno un appiglio reale o sono frutto, in tutto o in parte, della suggestione mediatica? Consiglio la lettura di un
articolo scritto da Giovanna Zucconi sulla “Stampa” di Torino.
lunedì 12 novembre 2007
Giustizia veraQuattro anni fa la strage di Nassiriya. Morirono diciannove persone tra militari e civili. E’ di qualche settimana fa la decisione dei giudici militari sulla richiesta di rinvio a giudizio, formulata dal pm Antonino Intelisano, nei confronti di tre ufficiali italiani. A ricordarcelo un
articolo apparso sul sito
http://www.forzearmate.eu/, che riprende quanto pubblicato dal quotidiano romano Il Messaggero. Per essi l’ipotesi di reato colposo per non aver adottato tutte le misure idonee alla difesa della caserma attaccata. Il giudice dell’udienza preliminare ha stabilito che per il caso in questione non si deve applicare il codice penale militare di guerra, bensì quello di pace. E così gli atti sono tornati alla procura militare. In pratica, deve ricominciare tutto daccapo. Quanto accaduto ci dice fin dove la falsa coscienza del governo Berlusconi, che definì la spedizione italiana in Iraq una missione di pace, ci ha portato: fino al punto di impedire, chissà ancora per quanto, che giustizia sia fatta. Che sia fatta giustizia delle responsabilità di chi poteva impedire la strage, ecco un modo non retorico di rendere onore a quei caduti.
venerdì 9 novembre 2007
Partire in quartaLe nebbie si stanno diradando. Le frasi volutamente generiche pronunciate nelle settimane scorse dal gip di Milano, Clementina Forleo, in relazione a condizionamenti provenienti da cosiddetti “ambienti istituzionali”, hanno trovato, dopo la deposizione resa davanti al Csm, un primo chiarimento. D’altronde non ci voleva molta fantasia per collegare quelle denunce con l’inchiesta che ha portato la stessa Forleo agli onori della cronaca, vale a dire il caso Unipol e le chiamate in correo di personaggi come D’Alema e Fassino, per citare i più noti. Secondo le frasi riportate dal
corriere.it, la Forleo avrebbe fatto riferimento ad un colloquio avuto con il pg di Milano, Blandini, il quale le avrebbe “suggerito”, per essere stato direttamente contattato, di valutare con la necessaria cautela il possibile deposito di intercettazioni riguardanti il vice-presidente del Consiglio, Massimo D’Alema. D’Alema ed il pg Blandini hanno smentito. Il ministro ha dichiarato che sporgerà querela, precisando che quelle intercettazioni sono state depositate. Il processo dirà chi ha ragione. Ciò che fa pensare è la dichiarazione del procuratore generale riportata dal Corriere della Sera: il gip Forleo “ ha grandissimi meriti ma a volte, come dire, parte in quarta. Ed è in quelle occasioni che io mi sono sempre limitato a invitarla a riflettere...”.
martedì 6 novembre 2007
Il partigiano Enzo BiagiCon Enzo Biagi non è scomparso solo un grande giornalista, che dell’adesione ai fatti ed alle libere (dal potente di turno) opinioni sugli stessi ha fatto la sua cifra (e già il doverlo rilevare per uno che faceva il suo mestiere, ci dice tanto sul tipo di comunicazione oggi imperante). E’ scomparso anche un uomo di una generazione che ha contribuito alla costruzione della nostra democrazia. Biagi fu partigiano nelle fila di
Giustizia e Libertà. Entrò a Bologna con le truppe che la liberarono dal nazifascismo. Può sembrare scontato, ma penso che occorra ricordarlo in anni in cui molti, da tante parti, giocano a ridurre il ruolo della
Resistenza, a parificare i “ragazzi di Salò” ai partigiani, a riesumare il passato fascista di combattenti antifascisti. In questo clima il fascista Storace può insultare la senatrice Levi Montalcini, si possono intitolare vie e piazze ad esponenti del passato regime, si crea il clima di un risorgente razzismo che in alcuni casi ha dimostrato di passare dalle parole ai fatti. Anche per contrastare tutto questo, ci dispiace che persone come Enzo Biagi non possano più dire la propria.
domenica 28 ottobre 2007
Veltroni, non ci sono paragoni!In realtà, forse, ha davvero ragione chi dice che il Partito democratico non sia il risultato di una fusione a freddo tra i Ds e la Margherita. Basta aver ascoltato o solo letto, in tutto o in parte, il
discorso tenuto da Veltroni, sabato a Milano. Se si trattasse di una operazione a tavolino, si individuerebbero ancora delle differenze tra ciò che ha detto il neo-segretario e, ad esempio, un Rutelli solo qualche settimana fa sulle future alleanze di governo del Pd. Invece, niente di tutto questo. Sia Rutelli che Veltroni pensano che il nuovo partito possa andare da solo alle prossime elezioni, facendo a meno dell’alleanza con la sinistra, puntando al contrario ad attrarre il centro moderato. Ancora due anni fa, al penultimo congresso dei Ds, Veltroni pareva un uomo che faceva discorsi di sinistra. Annebbiatasi la stella di D’Alema e con un Fassino dalle caratteristiche più di eccellente esecutore che di leader capace di giocare in proprio, si pensava che il sindaco di Roma fosse l’uomo che potesse ancora, tra i Ds, parlare al cuore ed al cervello del popolo progressista (l'immagine del giovane Walter con Pier Paolo Pasolini è evocativa in tal senso) . Alla prova dei fatti del Pd ciò che rimane è il cosiddetto “veltronismo”, un colpo al cerchio ed uno alla botte: farsi carico delle esigenze dei lavoratori ma anche delle imprese, essere per l’accoglienza ma anche per la sicurezza, per la lotta all’evasione fiscale ma anche vicini agli imprenditori del Nord imbufaliti contro il sistema fiscale, affermando in luogo di ” pagare tutti per pagare meno”, “pagare meno per pagare tutti”, che non è proprio la stessa cosa. Un conto è tenere in considerazione gli interessi che si muovono in una società per comporli in vista di una visione di governo dell'insieme, un altro, secondo me, partire dalla preventiva giustapposizione di punti di vista tra loro in contrasto. Il rischio è che nel Pd, in questo modo, prevalga una visione centrata sull'occupazione della posizione di governo "a prescindere". Il rischio è che della politica si perda l'anima.
mercoledì 24 ottobre 2007
Intervista a Cesare SalviCome segnalato in un precedente post, venerdì scorso, 19 ottobre, il senatore Cesare Salvi di Sinistra Democratica è stato protagonista di un incontro pubblico a Pordenone sul tema: "i costi della politica". Al termine dello stesso, l'amico Mauro Del Pup ha posto al senatore alcune domande sul recente disegno di legge governativo in materia di editoria, e sul pericolo che lo stesso possa (anche se diversi esponenti della maggioranza sono intervenuti nei giorni successivi per negarlo) introdurre vincoli alla libera manifestazione del pensiero sulla rete. Per maggiori informazioni sull'argomento rimando al sito
http://www.civile.it/ curato da Valentino Spataro, la persona che ha avuto il merito di aver lanciato l'allarme per primo. Chi scrive ha posto una domanda sulla risoluzione della questione del "conflitto d'interessi". Non mi resta che invitarvi alla visione del video dal blog
ideeperCordenons di Mauro Del Pup, non prima di aver sottolineato che se si cercava una conferma sull'utilità della rete come mezzo di conoscenza per i cittadini, compresi gli stessi parlamentari, la risposta di Salvi alla domanda di Mauro ne è una riprova.
martedì 23 ottobre 2007
Prodi che...Prodi che esprime la sua fiducia a Mastella, ai magistrati tutti ed in particolare alle gerarchie togate, quelle che hanno tolto l’inchiesta al P.M. scomodo. Prodi che in questa maniera dà l’avallo suo e dell’intero governo all’operato del suo ministro, in particolare all’esercizio dell’azione disciplinare volta proprio contro il P.M. troppo ficcanaso. Prodi che, come Mastella indagato a Catanzaro, non è proprio disinteressato alle vicende di chi conduce quelle indagini. Prodi che, se ha salvato (forse) il suo governo, non può dire altrimenti di aver salvato il rapporto di fiducia con i cittadini, quei cittadini che volevano una politica che non interferisse nelle inchieste giudiziarie. Prodi che…
domenica 21 ottobre 2007
Collaterale a chi?Un milione di persone nel centro di Roma contro il lavoro precario. Sul palco, a parte Pietro Ingrao, gente comune con le loro storie di lavoratori a singhiozzo. Della temuta carica dirompente nei confronti del governo, nessuna traccia. E’ più destabilizzante Mastella. Nella stessa città, un convegno con varie presenze a difesa della “legge Biagi”. Parlamentari di destra, qualcuno della cosiddetta "sinistra riformista" a titolo personale, la Confcommercio, ma anche i segretari Bonanni e Angeletti: ognuno ha i suoi collateralismi.
Partiti e mai arrivatiVenerdì scorso era a Pordenone il senatore di Sinistra Democratica, Cesare Salvi. L’incontro aveva per tema i “costi della politica”. Salvi, insieme con un altro senatore, Massimo Villone, ha scritto un saggio, uscito nel 2005, dal titolo ”Il costo della democrazia” (Oscar Mondadori, Milano, 2007); un libro che ha preceduto quello più famoso scritto dai giornalisti Stella e Rizzo, con il quale non ha però condiviso lo stesso successo di pubblico. Non ho letto il libro di Salvi e Villone, faccio perciò riferimento a ciò che ho udito nel dibattito pordenonese. Tra le cose dette dal parlamentare, il richiamo ad una politica fatta da personale non di professione, certo stipendiato per evitare che diventi appannaggio di coloro che se lo possono permettere, ma che non diventi una carriera come un’altra. Deve cioè prevalere il carattere di servizio per la collettività della funzione parlamentare. Altro elemento emerso, l’esigenza di una legge che regoli la vita dei partiti, attuando così ciò che prevede l'art. 49 della Costituzione. Attualmente i partiti hanno il rango giuridico di “associazioni non riconosciute”, con tutte le inevitabili carenze in materia di regolazione della vita democratica interna e di trasparenza finanziaria. Aggiungo io, una legge che introduca il metodo delle primarie per la scelta dei candidati alle elezioni. E questo al di là della legge elettorale vigente (con la speranza, certo, che l’attuale venga presto cambiata). Quando i partiti nascono dal notaio o con elezioni primarie sui generis, ove non c'è necessaria coincidenza tra elettori ed iscritti, è evidente che non si possa più perdere tempo. Perché l’alternativa può essere solo una deriva populista. Per il momento.
martedì 16 ottobre 2007
Il nominatoQuasi tre milioni e mezzo di persone che vanno a votare in una domenica di metà ottobre per eleggere il leader di un partito che si costituisce, è un fatto certamente positivo. Ancora più positivo se consideriamo alcune cose:
1) Veltroni, il segretario eletto, è stato scelto dai dirigenti dei Ds e della Margherita (Fassino, D'Alema e Rutelli) e poi gentilmente "proposto" ai possibili aderenti al Pd;
2) un partito che sceglie prima chi lo dirigerà e poi, solo in un secondo momento, redigerà il proprio statuto e darà l'avvio alla campagna d'iscrizioni (gli elettori e gli iscritti potranno non coincidere).
La voglia di partecipazione alla vita politica è tale che tanti cittadini hanno messo in secondo piano questi ed altri limiti.
domenica 14 ottobre 2007
Una mela Al Gore...Potevo scegliere tra una mela come quella riportata nell'immagine a fianco, od una già addentata. Ho preferito una foto che ne metta in luce la sua "originale rotondità"; mi è parso che possa ben esprimere un'idea di integrità. Per saperne di più leggete il post fino alla fine.
Ieri pomeriggio ho assistito, a Pordenone, alla proiezione del film "Una scomoda verità" (Usa, 2006) del regista Davis Guggenheim, incentrato sul messaggio di Al Gore, neo "Premio Nobel" per la pace. E' un film che parla di come noi umani stiamo mandando a rotoli il nostro pianeta, e dell'invito pressante alla politica perché finalmente se ne accorga (in primo luogo proprio l'America di Bush che non ha ancora ratificato il "Protocollo di Kyoto"). Gore snocciola dati sul clima e ci dice che se non si correrà ai ripari, il riscaldamento della Terra porterà ad un aumento dei popoli che soffriranno per la fame e la siccità. Da qui le possibili tensioni ed i pericoli per la pace. Gore parla anche di se stesso, di come un incidente accaduto al figlio lo abbia fatto riflettere più profondamente sull'esistenza, della presidenza Usa fallita per un soffio (o per un broglio?) nel 2000 con G.W. Bush. In effetti, non tutti, dopo quella batosta, avrebbero continuato ad occuparsi di politica; Gore lo ha fatto e gliene siamo grati. Oltreché a contatto con il pubblico, si vede Gore che parla con alcuni scienziati, che scrive da casa sua o da una stanza d'albergo in giro per il mondo. Scrive sul suo inseparabile computer portatile. Sul coperchio, anche se solo per pochi secondi, in più di un'inquadratura appare il noto marchio della
Apple. Bisogna infatti sapere che Al Gore è dal 2003 membro del consiglio di amministrazione della multinazionale e che la stessa, dalla sua home page, ha tributato al "Premio Nobel" un caloroso saluto. Una caduta di stile, quella della "mela addentata" nel bel film.
sabato 13 ottobre 2007
C'è chi dice noDa pochi giorni si è concluso il referendum sindacale sull'accordo welfare di luglio. Tra le tante interpretazioni che ne sono state date, segnalo quella, letta su "
il manifesto" del 12 ottobre a firma di Loris Campetti, che "nelle piccole aziende hanno vinto i sì, nelle piccolissime non sindacalizzate e dove non si sono tenute assemblee i «sì» hanno addirittura stravinto". Viene da pensare, ma sarò malizioso, che nei casi in cui i lavoratori abbiano potuto conoscere ed approfondire i contenuti del protocollo su pensioni e lavoro, il responso sia stato negativo.
giovedì 11 ottobre 2007
Nella reteRingrazio le persone che hanno salutato l'avvio del blog. In particolare, vorrei confermare a Mauro che la "colpa", se di colpa si può parlare, è sua. E' lui che mi ha "iniziato" in questo mondo, ed è a lui che sono grato per aver ospitato alcuni miei contributi sul suo blog
"Idee per Cordenons e non solo" . Penso che attraverso la rete si possano far circolare idee, qualunque idea, che altrimenti avrebbe bisogno di corposi finanziamenti alle spalle. In un'epoca in cui tutto è mercificato, questa, secondo me, è una buona notizia. E' questa caratteristica che fa del web un luogo di confronto altamente democratico. Ed è nella natura della rete che le singole voci abbiano una loro riconoscibilità, condizione essenziale per poter instaurare un confronto, entrare in rete, appunto. Ringrazio anche
Michele per le parole che ha avuto per me. Nella sezione "Alcuni dei miei preferiti" ho inserito i vostri blog, pronto a fare la stessa cosa per gli altri diari che la navigazione ed il confronto dovessero far emergere. Non mi resta che augurare a tutti i visitatori buone letture e buone scritture.
mercoledì 10 ottobre 2007
Che pena, la morteOggi, 10 ottobre, ricorre la giornata mondiale contro la pena di morte. L'Italia è il Paese protagonista della battaglia in sede Onu per la dichiarazione della moratoria della pena capitale nel mondo. Da tredici anni l'associazione di area radicale
"Nessuno tocchi caino" è attiva su questo tema, e più ancora il vero motore delle iniziative dei nostri governi succedutisi nel tempo. E' di questi giorni la notizia dell'esecuzione, in Afghanistan, dell'uccisore della giornalista italiana del Corriere della Sera, Maria Grazia Cutuli, assassinata nel 2001 insieme con altri suoi tre colleghi stranieri. Il fratello della giornalista, Mario Cutuli, ha dichiarato, testualmente, che "se ci avessero avvertiti avremmo fatto di tutto per salvargli la vita". In un'atmosfera generale di ritorno di sentimenti di vendetta a seguito di fatti di cronaca nera, le parole di Mario Cutuli fanno ritornare un po' di ottimismo.
martedì 9 ottobre 2007
Piazze e processiIl ministro Mastella ha citato nei giorni scorsi una frase di Aldo Moro: "non ci faremo processare nelle piazze", pronunciata nel 1977 dallo scomparso leader della Dc nel corso di un
discorso alla Camera in difesa di Luigi Gui - ministro della Difesa - implicato nel caso "Lockheed". Moro difendeva il suo partito dalle accuse di malaffare, ricorrendo ad un'espressione che ben raffigurava il grado di pretesa impunità tipico della classe politica democristiana, al potere, allora, già da un trentennio. L'attuale ministro della Giustizia l'ha ripresa non a caso. Quella citazione spiega più di ogni altra analisi il grado di distanza tra una classe politica e i cittadini.
mercoledì 3 ottobre 2007
Mi presentoUn saluto a tutti e benvenuti su questa porzione di rete. Il mio fine è quello di analizzare la realtà politica e sociale cercando di non perdere la capacità d'indignarsi. Ho un mio punto di vista, credo nel confronto delle idee e non degli insulti. Ringrazio fin d'ora chi vorrà partecipare con questo spirito.