
Nelle polemiche di questi giorni interne alla maggioranza di governo tra "rigoristi" e "fautori della riduzione dell'Irap", tra Tremonti e gli altri ministri economici, l'aspetto più curioso è la raffigurazione del ministro dell'Economia come del supremo guardiano dei conti pubblici, di colui che ha a cuore l'equilibrio del bilancio fino a respingere le richieste di riduzione o di eliminazione dell'odiata "Imposta rapina" (definizione rilanciata da Berlusconi). E' curioso, perché Tremonti è l'autore della finanziaria basata unicamente sulla (speranza) di incassare cinque miliardi di euro dal rientro dei capitali emigrati illecitamente, un vero regalo per chi ha evaso il fisco e non solo. Una finanziaria, se si pensa alla gravità del momento economico e sociale, a dir poco minimalista; se la si valuta dal punto di vista dell'equità sociale, classista. Siamo di fronte al Tremonti di sempre, quello delle entrate una tantum e non strutturali, dei condoni, del galleggiamento anno per anno. Intanto tutti gli indicatori economici sono in costante regresso, ed a poco serve dire che tutta la colpa risieda nella frenata del Pil. Se questo vuol dire essere "rigoristi"...

0 commenti:
Posta un commento