giovedì 29 gennaio 2009

Militante di un tempo che fu


La vita di Giorgio Canciani, esponente comunista triestino scomparso nel 1998, è l’oggetto del libro che Maria Tolone, docente di materie letterarie presso le scuole medie superiori a Trieste e giornalista, ha dato alle stampe con il titolo “Un comunista, un uomo libero”. Il testo è una molto ben documentata ricostruzione dell’attività di Giorgio "Jure" Canciani, operata attraverso una ricerca presso pubbliche istituzioni (quelle dove operò il protagonista, Comune di Trieste ed “Ente porto”), pubblicazioni ed anche testimonianze orali di chi lo conobbe, prima tra tutti la sua compagna di vita, Megi Pepeu. Corredano il libro la prefazione di Fausto Bertinotti, una serie di fotografie ed un’appendice documentaria.

Qual è l’immagine che il libro restituisce di Giorgio Canciani? E’ quella di un militante che ha sempre anteposto l’interesse delle persone che incontrava a quelli personali, uno che credeva nei lavoratori che rappresentava e che nel loro nome, proprio perché “disinteressato”, non ha mai fatto sconti all’avversario di turno. Un militante che anche all’interno del partito in cui ha vissuto per la maggior parte dei suoi anni, il Pci, ha sempre obbedito alla sua coscienza, anche se questo lo ha portato in minoranza. Canciani ha fatto del suo appartenere alla minoranza slovena di Trieste, non una rivendicazione in termini nazionalistici, ma un motivo per affermare il proprio internazionalismo, oggi diremmo “dialogo tra nazioni ed etnie diverse”. Nella Trieste del lungo dopoguerra, Canciani è in prima fila – anche fisicamente - nella difesa dei valori dell’antifascismo, in Consiglio comunale e poi all’”Ente porto” in difesa delle possibilità di lavoro per i triestini. Nel Pci è con Cossutta quando Berlinguer dichiara “l’esaurimento della spinta propulsiva della rivoluzione d’ottobre”, contro Occhetto e la nascita del Pds, quindi per Rifondazione Comunista (ne è stato anche segretario provinciale). Nel Prc rimarrà fino alla fine, assistendo a poche settimane dalla sua scomparsa alla scissione di Cossutta e Diliberto. E’ stato infaticabile fino all’ultimo, anche quando la malattia che se lo porterà via avanzava implacabile. Ma l’immagine che resta è quella del militante che si “sporca le mani” montando il palco di una festa dell’Unità, palco dal quale qualche ora dopo avrebbe preso la parola.

lunedì 26 gennaio 2009

"Qui comando (ancora) io"


L'ing. Carlo De Benedetti ha annunciato oggi che lascerà nelle assemblee di aprile tutte le cariche di vertice ricoperte nelle società della sua galassia. Raggiungimento del 75° anno d'età e cinquant'anni di attività professionale, queste le motivazioni. Del "Gruppo Espresso" manterrà la presidenza onoraria e - fate attenzione - il potere di nomina dei direttori delle testate giornalistiche. Che cosa c'è di più connaturato ad un editore se non il potere di nomina dei direttori dei giornali e dei periodici che controlla? Penso nulla. E allora si può parlare davvero di un ritiro dalla scena?

domenica 25 gennaio 2009

Segni dei tempi



Segni dei tempi: il 25 gennaio di cinquant'anni fa, Giovanni XXIII annunciava la convocazione del Concilio Vaticano II, l'evento che rappresentò l'apertura della Chiesa al mondo contemporaneo; cinquant'anni dopo, Benedetto XVI revoca la scomunica comminata da Giovanni Paolo II a quattro vescovi seguaci di mons. Marcel_Lefebvre , anti-conciliari e per di più - uno di essi - negatore della Shoah. Ed il 27 gennaio sarà il "Giorno della memoria".

sabato 24 gennaio 2009

Del perseverare


Il cosiddetto "caso Villari" sembra non avere fine. Dopo le dimissioni dei membri della "Commissione di Vigilanza" sulla Rai e lo scioglimento da parte dei presidenti delle Camere, Villari ha riunito i commissari a lui fedeli (due!) per formalizzare il ricorso alla Corte Costituzionale per "conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato", in pratica per far accertare se Fini e Schifani potevano sciogliere la commissione. Molto modestamente penso che al di là della questione giuridica ora rimessa alla Consulta, era sotto gli occhi di tutti e non poteva trovare altro esito che quello del "tutti a casa" la questione politica di un presidente che non godeva più dell'appoggio degli stessi deputati e senatori che lo avevano eletto.

Amianto: ufficiali della Marina Militare rinviati a giudizio

Amianto e indagini giudiziarie: dal sito del Movimento dei finanzieri democratici, la notizia che 13 alti ufficiali della Marina Militare sono stati rinviati a giudizio dalla Autorità Giudiziaria militare di Padova; reato contestato: omicidio colposo plurimo.

giovedì 22 gennaio 2009

Obama e la pena di morte


Dal discorso di insediamento del nuovo presidente Usa, Obama:

"Respingiamo la falsa scelta tra la nostra sicurezza ed i nostri ideali", un ritorno degli Stati Uniti tra i Paesi che rispettano i diritti umani dopo Guantanamo, Abu Ghraib, le "guerre preventive" (nella speranza che alle parole seguano i fatti). Ma, in mezzo a tanti commenti positivi ed alla "pagina voltata" dagli Usa rispetto all'era di Bush, non si può non ricordare il fatto che in diversi Stati e per alcuni reati federali e militari è prevista ancora la pena di morte. Qui si incrociano competenze dei singoli Stati, della Corte Suprema, ma anche di quel governo federale di cui ora è a capo Barack Obama. Ricordo che gli Usa di Bush non hanno aderito alla risoluzione dell'Onu per la moratoria della pena di morte.


lunedì 19 gennaio 2009

Ancora sull'amianto

Qualche giorno fa avevo parlato di amianto e dell'attività dell'avv. Ezio Bonanni di Latina a difesa delle vittime e dei loro familiari. La settimana scorsa il legale è intervenuto a Trieste all'assemblea dei soci dell' "Associazione esposti amianto Friuli Venezia Giulia". Segnalo dal sito del Movimento dei finanzieri democratici, la cronaca dell'avvenimento a cura di Lorenzo Lorusso.

domenica 18 gennaio 2009

Steccati a nord-est


Ieri pomeriggio a Pordenone due manifestazioni sul tema della guerra a Gaza. Una organizzata da associazioni della sinistra con l'appoggio di Rifondazione Comunista - alla quale ho assistito, un'altra messa su dal sempreverde Michelangelo Agrusti (nella foto tratta dal sito della Camera dei deputati), con la partecipazione della destra e di alcuni esponenti di spicco del Pd, i parlamentari Maran e Pertoldi, il consigliere regionale Moretton. Dalla cronaca del quotidiano Il Gazzettino si apprende che la parte del leone l'hanno fatta, oltre al sopracitato Agrusti, il direttore di Tele Pordenone Di Meo ed il sindaco leghista di Azzano Decimo Enzo Bortolotti. Slogan della manifestazione, nelle parole di Bortolotti: "Pordenone cristiana, mai musulmana". All'ascolto di queste parole, gli esponenti del Partito Democratico - un partito si spera ancora laico e rispettoso di tutte le religioni - sono rimasti al loro posto o hanno abbandonato la sala?

venerdì 16 gennaio 2009

"Come Dio comanda"



E' notizia di oggi che non comparirà sugli autobus di Genova la prevista pubblicità dell'associazione che riunisce gli atei italiani, più precisamente l'Uaar, l' "Unione atei agnostici e razionalisti". Giorni fa l'evento aveva trovato eco sui mezzi d'informazione e non erano mancate le prese di posizione polemiche da parte ecclesiastica. La motivazione ufficiale, resa nota dall'agenzia concessionaria della pubblicità, è quella che lo spot sarebbe stato "lesivo delle convinzioni religiose delle persone". Viene da domandarsi se viviamo in un paese dove tutte le opinioni abbiano uguale dignità. La campagna pubblicitaria avrebbe inoltre avuto la positiva conseguenza di determinare una libera discussione tra credenti e non credenti. Peccato.

domenica 11 gennaio 2009

Amianto e Guardia di Finanza


Una segnalazione dell'amico Lorenzo Lorusso di Trieste, presidente del Movimento dei finanzieri democratici, mi permette di parlare della questione amianto.

L'esposizione all'amianto è causa di malattie come l'asbestosi ed il mesotelioma, che hanno determinato la morte solo nel nostro paese di più di 2000 persone. Tra tutti si ricordano i casi delle morti alla Eternit di Casale Monferrato ed alla Fincantieri di Monfalcone. In quest'ultimo caso è solo del mese scorso (dopo l'accertata inerzia della magistratura di Gorizia) la chiusura delle indagini preliminari da parte della Procura generale presso la Corte d'Appello di Trieste intorno a 42 casi di lavoratori deceduti tra il 1965 ed il 1985.

Tra gli esposti all'amianto anche una categoria di lavoratori poco ricordata, quella dei finanzieri che hanno prestato servizio in luoghi particolari come i porti. Per costoro oltre al danno anche la beffa costituita da ripetuti ed inspiegabili dinieghi da parte di alcuni Comandi della Guardia di Finanza di produrre quei documenti, del tipo "curriculum lavorativi", necessari per richiedere all'Inail il riconoscimento della malattia professionale. Altre volte, come nel caso segnalato dall'avvocato Ezio Bonanni di Latina (il documento segnalato da Lorenzo Lorusso), l'azione giudiziaria non è nemmeno partita perché il finanziere nel frattempo e deceduto.

L'integrale della lettera dell'avv. Bonanni è pubblicata sul sito del Movimento dei finanzieri democratici. Sullo stesso sito, nella sezione relativa al periodico "Il Movimento", sono reperibili altre notizie sull'argomento. Segnalo inoltre il sito dell'AEA FVG, l'Associazione Esposti Amianto Friuli Venezia Giulia.

Deserto


C'è un partito, quello "Democratico", con diversi organi regionali e comunali commissariati a seguito delle ultime vicende giudiziarie e di vita interna, e intorno al quale si moltiplicano le voci di ritorno alla casa madre dei due partiti fondatori (Ds e Margherita) o, quantomeno, di uscite importanti (Rutelli, Enrico Letta, corrente teodem) verso lidi centristi (cioé Casini). C'è un altro partito, Italia dei Valori di Di Pietro, nel quale emerge una questione morale, quella "questione" che ne costituisce il Dna fondante. C'è Rifondazione Comunista sull'orlo della scissione della corrente di Vendola, a sua volta divisa sull'opportunità o meno di lasciare la casa madre, con l'obiettivo di dare vita all'ennesimo partito a sinistra. Il panorama dell'opposizione politica è a dir poco desolante, si ha l'impressione che la sua "traversata del deserto" non sarà breve né facile. Di fronte a tutto ciò penso che "l'uomo di Arcore" sia il primo a provare stupore, a stropicciarsi gli occhi tanto da non credere allo spettacolo che gli viene offerto. Anche perché in questo modo risulteranno più evidenti i "distinguo" all'interno della sua maggioranza su molti temi, a partire da quelli cari a Bossi.

sabato 10 gennaio 2009

"Ascolta la sua voce che canta nel vento..."

L'11 gennaio di dieci anni fa moriva il poeta Fabrizio de André. Ho scritto poeta perché come tale lui stesso avrebbe voluto essere ricordato, come testimoniato recentemente da Paolo Villaggio. E della poesia i suoi testi hanno la caratteristica di una continua ricerca della essenzialità, della sintesi. In questa ricerca de André rivela, a mio parere, la sua voglia di parlare della realtà (da quella dei sentimenti a quella sociale) come essa si manifesta, rifuggendo da ogni atteggiamento perbenista o censorio.
Genova, la sua città, lo ricorda con una mostra che rimarrà aperta fino al 3 maggio 2009. Il catalogo dell'evento sarà in vendita in abbinamento con il settimanale L'Espresso e con il quotidiano la Repubblica il giorno 14 gennaio.
Domani, anniversario della scomparsa, di de André parleranno Fabio Fazio e Dori Ghezzi su Raitre a Chetempochefa a partire dalle ore 20,10 fino alle 23.30. E poi Radiotre con un programma dalle 9.45 alle 10.45. Questi sono solo alcuni degli appuntamenti, altri si possono consultare qui, dal sito di Chetempochefa. Ma come non immaginare che molti saranno gli incontri non formali tra amici e conoscenti che domani avranno luogo nel ricordo di Faber.
Per ricordarlo ho scelto la canzone "Inverno" (F. de André, 1968, Edizioni Musicali BMG Ricordi Spa), in questo filmato del 1969 preceduto da una breve intervista di Enza Sampò (fonte: http://it.youtube.com/watch?v=JJveupLBUXw):

video

venerdì 9 gennaio 2009

E l'opposizione sta a guardare


Nella ricerca del partner straniero della nuova Alitalia, l'insistenza della Lega Nord di Bossi per un accordo con i tedeschi è riuscita, forse, a riaprire i giochi che sembravano già chiusi a favore dei francesi. I prossimi giorni ci diranno se davvero Lufthansa scenderà in campo con una sua proposta. Ciò che resta sarà il grido che la Lega Nord ha alzato in difesa della centralità dell'aeroporto di Milano e del Nord nel suo complesso. Siamo, cioè, in presenza di una maggioranza di governo che riesce anche a giocare il ruolo dell'opposizione. Parafrasando Cronin, la vera opposizione, come le stelle, "sta a guardare".