Un'interessante sentenza della Corte Costituzionale in materia di sanzioni disciplinari comminate da un'amministrazione militare, è stata ripresa dal sito dei "Finanzieri democratici", al quale rinvio.
Dopo l'incidente che ha avuto come protagonista un F16 americano di cui abbiamo parlato solo ieri, oggi, sul sito de Il Piccolo di Trieste, è apparso un articolo che rilancia uno studio di un ufficiale Usa che ipotizza lo spostamento in Polonia degli F16 di stanza ad Aviano e Vicenza. La motivazione starebbe nella presenza, nella nostra penisola, di "elementi ostili" alle basi Usaf (il riferimento è alle dimostrazioni contrarie all'allargamento della base Dal Molin di Vicenza). Risolto in questo modo il problema "italiano", se ne aprirebbe, però, uno con la Russia. Qui, la versione integrale dell'articolo.
Ieri, un aereo militare (F16) della Base Usaf di Aviano in avaria, ha sganciato due serbatoi nella frazione Tamai di Brugnera, in provincia di Pordenone. Uno di essi, rotolando per alcune centinaia di metri, si è fermato vicino ad alcune case, l'altro ha sfondato il tetto di un fienile e danneggiato un auto. Tanta paura, ma nessun ferito. Qui, la notizia completa riportata dal sito del quotidiano Il Gazzettino.
L'incidente di ieri riporta all'ordine del giorno la presenza delle basi americane sul nostro territorio. Sulla base Usaf di Aviano è attivo il comitato "Via le bombe", al cui sito internet faccio rinvio.
L'amico Lorenzo Lorusso di Trieste, mi manda questa notizia che riporto integralmente:
""Lo scorso 16 marzo il Giudice per l'udienza preliminare, dott. Enzo Truncellito, ha rinviato a giudizio Maurizio Fogar, già presidente del Circolo Culturale Ercole Miani di Trieste, recentemente dimessosi a favore di un suo cugino. Il procedimento nasce da un esposto di un funzionario di banca in pensione, Giorgio De Cola, il quale, nel 2006, si era avvicinato alla struttura organizzativa di Fogar per partecipare alle elezioni amministrative, avendo lo stesso Fogar creato una lista civica parallela al Circolo. De Cola si accorse presto che qualcosa non andava nella gestione di quella organizzazione e, oltre ad abbandonarla, denunciò alcune discrepanze alla magistratura triestina. Le indagini furono condotte all'inizio dal P.M. De Marco per poi essere assegnate al suo collega Lombardi quando il titolare del fascicolo ottenne il trasferimento in altra sede. Secondo l'assunto accusatorio Fogar avrebbe prodotto una documentazione, per ottenere dei fondi dalla Regione FVG (circa 50.000 euro all'anno), che non sarebbe sufficiente a dimostrare le spese poi effettuate. Pertanto, Fogar ora risulta imputato dei reati di truffa continuata ai danni della Regione Friuli Venezia Giulia e di falso, per avere falsamente dichiarato di avere un certo quantitativo di soci (lo stesso De Cola sarebbe stato inserito a sua insaputa tra i membri del direttivo del Circolo) al fine di ottenere un finanziamento superiore a quello previsto per le piccole associazioni. La Regione FVG, nonostante ne avesse pieno titolo, non si è ancora costituita parte civile nell'ambito del procedimento, mentre - nonostante l'opposizione del legale dell'imputato - è stata accolta la costituzione di parte civile del sig. Giorgio De Cola. Ora, non è escluso che questo precedente possa aprire un nuovo filone di indagine sui fondi erogati dalla Regione ad altre associazioni nel settore cultura. ""
Di mio aggiungo: sarebbe ora che qualcuno apra l'intero capitolo dei contributi regionali al mondo delle associazioni. Un capitolo di un romanzo sicuramente non a lieto fine.
Il tema dell'evasione fiscale torna periodicamente nel dibattito politico. Recentemente, il segretario del Pd Franceschini ha proposto un'estensione dell'assegno di disocuppazione, indicando, come fonte di finanziamento, quella che deriverebbe dal recupero di almeno il 10% dell'intera evasione. Per una seria lotta agli evasori occorrerebbe, oltre alla volontà politica di perseguirla davvero, anche un pre-requisito: quello di disporre di istituzioni idonee allo scopo. Molto si è già fatto, con la creazione, ad esempio, delle agenzie fiscali, ma rimane il problema dell'organo di polizia, la Guardia di Finanza. Le fiamme gialle sono distratte dallo svoglimento di funzioni che non hanno niente a che spartire con quella di essere una polizia economico-finanziaria. Tra queste, anche la partecipazione ad alcune missioni militari all'estero, come ben argomentato da due articoli (primo) (secondo) pubblicati sul sito dei "Finanzieri democratici", cui faccio rimando.
La posizione del papa sull'uso del preservativo in rapporto alla lotta all'Aids, non è una novità. E' una costante. Come informa il sito del Corriere della Sera, Commisione Ue, Germania e Francia hanno affermato la validità dello strumento nella prevenzione del flagello, che aggredisce in mondo particolare l'Africa. Il ministro degli Esteri italiano, Frattini, richiesto di un parere sull'argomento, si è trincerato dietro un "no comment". Il problema, ancora una volta, sta nel timore reverenziale della nostra classe politica, in questo caso quella di governo, verso le parole che giungono da Oltretevere.
Una fresca ordinanza del Consiglio di Stato ha ribaltato la precedenza decisione del Tar del Lazio sul trasferimento di un maresciallo dei Carabinieri, determinato - secondo il parere del Comando generale dei CC - da un'incompatibilità ambientale causata dal fatto che la "di lui" consorte era stata candidata alle elezioni comunali del paese dove il sottufficiale prestava servizio.
Dal sito dei Finanzieri democratici, la notizia della scomparsa di un ufficiale della Guardia di Finanza, protagonista di una storia di mazzette negli anni novanta a Pinerolo.
Giovanni_Trapattoni compie settant'anni. Un personaggio che ispira una naturale simpatia, appartenente ad una generazione di calciatori e di allenatori ancora, se possiamo dire, autentica. Primo in Italia ed anche all'estero, immagine di tutti noi alle prese con una lingua che non conosciamo, ma testardi nell'andare comunque avanti, tanto prima o poi qualcuno ci capirà. Lo ricordo alla sua prima stagione alla Juventus, quella che batté il record di punti nei campionati a sedici squadre, ben cinquantuno. Una squadra tosta, una difesa incentrata su Zoff e Scirea, un centrocampo formato dal terzetto Furino-Tardelli-Benetti, un attacco con Boninsegna e Bettega e l'apporto di Causio. Quella Juventus si trasferì per i dieci undicesimi nella maglia azzurra della nazionale di Bearzot, che finì quarta ai mondiali di Argentina del 1978, ma che espresse un gioco da campione del mondo. Tutto questo fu merito "anche" - se non, soprattutto - di Trapattoni.
Dopo la presidenza della Repubblica e la magistratura, ora la Banca d'Italia, la cui funzione di controllo viene depotenziata a vantaggio di un organo (la prefettura), alle dirette dipendenze dell'amministrazione dello Stato. Un altro organo di garanzia che il governo Berlusconi mal sopporta. Un altro tassello verso lo scardinamento dello Stato di diritto.
"In Parlamento votino solo i presidenti di gruppo", così ha detto ieri Silvio. Un sistema (come ha ricordato Massimo Bordin, questa mattina, nel corso della rassegna stampa su Radio Radicale) già adottato nelle assemblee di condominio, quando partecipano tre condòmini su trenta con un pacco di deleghe "alto così". Insomma, in questa visione il Parlamento è ridotto ad un orpello della democrazia, un ostacolo alla rapidità delle decisioni, all'efficienza del cosiddetto "sistema Paese". L'antiparlamentarismo è un tratto tipico della destra, bisogna che ce lo ricordiamo. Il lavorio di scardinamento della nostra democrazia, non conosce soste.
"Prostituzione intellettuale", è l'espressione usata ieri dall'allenatore dell'Inter, José Mourinho, nel corso di una conferenza stampa. Qui non voglio entrare nel merito delle questioni affrontate dal tecnico, compresi gli apprezzamenti verso i giornalisti e alcuni suoi colleghi allenatori (tra l'altro sono tifoso juventino, ma, appunto, questo non c'entra). La cosa interessante è l'introduzione di questa nuova categoria, che può essere applicata ai campi più disparati della nostra realtà.
Venerdì 6 marzo a Trieste, appuntamento di informazione e dibattito su amianto e lavoro (via Finanzieri democratici).
L'appuntamento è per le ore 17 alla sala "Tessitori" in piazza Oberdan 2, dove sarà proiettato il documentario di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese: "Anno 2018: VERRA’ LA MORTE. L’amianto in corpo".
Qualche sera fa ho assistito a Pordenone alla proiezione del film documentario, firmato da Alessandra Kersevan e da Stefano Raspa, dal titolo "The Gonars memorial. Gonars 1942-43: il simbolo della memoria italiana perduta" (Italia, 2005). Il film porta alla ribalta una pagina di storia sconosciuta ai più anche nello stesso Friuli Venezia Giulia e nei luoghi (Gonars e in parte Visco, nei pressi di Palmanova, in provincia di Udine), che ospitarono tra il 1942 e il 1943 un campo di concentramento fascista. In essi giunsero ad essere rinchiusi fino a circa 5000 civili di nazionalità slovena e croata, a seguito dell'occupazione della Jugoslavia. Il regime fascista intendeva realizzare così una "pulizia etnica", finalizzata a trasferire popolazioni italiane nei territori invasi di Istria e Dalmazia. A Gonars morirono quasi 500 civili. Il filmato riporta alcune testimonianze dei sopravvissuti e di testimoni del campo, oltre a inserti di ricostruzione storica.
Quella delle gravissime responsabilità del regime fascista e dell'Esercito italiano nella Seconda Guerra mondiale verso le popolazioni civili, è un capitolo che fatica a farsi strada, ed il clima attuale di revisionismo storico e di equiparazione tra partigiani e "repubblichini" fedeli a Mussolini, accentua il pericolo di oblio, anzi lo alimenta scientificamente. Per questa ragione è stato con piacere che ho incrociato diversi volti di ragazzi alla proiezione di Pordenone, i più esposti in questa indegna campagna.
Per maggiori informazioni rinvio al sito creato nell'ambito del progetto "The Gonars memorial", voluto dal Comune di Gonars e finanziato dall'Unione Europea.
E proprio da questo sito riporto lo stralcio di una lettera inviata il 27 dicembre 1942 dal campo di Gonars da una internata di nazionalità croata:
“...Inutile che ti scriva come ci troviamo qui a Gonars, lo puoi comprendere da solo; perché, scrivendoti, non lo crederesti, specialmente ora che ci siamo trasferiti un po’ più vicino. Purtroppo la situazione è peggiorata; non sappiamo come ci potremo sistemare e sostenere più oltre. Qui c’è una forte mortalità di bambini e di vecchi, e presto avverrà che anche i giovani dovranno perire, poiché siamo nelle baracche, senza stufa, con un freddo intenso. Vorrei descriverti meglio, ma preferisco tacere. Non riceviamo nemmeno la posta...”
Il disegno riportato in apertura di post è opera di un internato del campo di Gonars ed è stato tratto dal sito internet del "progetto Gonars".
Da una settimana, o poco più, Veltroni non è più il segretario del Pd ed al suo posto è stato eletto Franceschini. In questo lasso di tempo, il governo ha dato il via libera alle centrali nucleari, ha deciso di ridurre (per non spaventare l'opinione pubblica si parla di "regolamentare") il diritto di sciopero, e sul disegno di legge in materia di testamento biologico le divisioni perduranti tra i "democratici" (d'altronde come pensare che d'incanto si potessero risolvere) non faranno altro che fornire carburante alla linea clericale (convinta o strumentale che sia) del Pdl.
Berlusconi ha capito, ma lo capirebbe chiunque, che nella situazione attuale può letteralmente fare ciò che vuole, permettersi proposte che in altri tempi avrebbero causato una dura risposta dell'opposizione. E la stessa opinione pubblica è come anestesizzata. E la cosa preoccupa sempre di più.
"Stando così le cose", viene da guardare al di là dell'Atlantico, dove Obama non ha avuto timore di dire: tassiamo i redditi alti per costruire un sistema sanitario alla portata di tutti e per finanziare istruzione ed energia pulita. Noi, in Europa, dobbiamo fare i conti con Totò e De Funès, pardon, Berlusconi e Sarkozy: