
Il Berlusconi che abbiamo visto a L'Aquila, nel giorno dei funerali delle vittime del terremoto, mi è sembrato, forse per la prima volta, sincero: la sua commozione, l'abbandono della prima fila per prendere posto tra la gente comune. Non vi ho colto accenti di populismo. Ma, appena ha aperto bocca con i giornalisti, è tornato l'uomo di sempre, quello, per intenderci, che già qualche giorno fa aveva invitato gli sfollati che si apprestavano ad andare ad alloggiare in un qualche albergo sulla costa, di non dimenticarsi la crema solare. Il Nostro, parlando delle offerte di case pervenute da molti italiani, ha aggiunto che anche lui stesso avrebbe messo a disposizione le sue. Qui ritorna il populismo, l'esibizione della ricchezza, la confusione tra la sua persona privata (con il suo patrimonio) e l'incarico di uomo di Stato.