
Anche a Pordenone, dalla settimana prossima, saranno impiegati i militari (nel numero di quaranta) per il controllo delle strade cittadine. Il ministro La Russa ha accolto la richiesta del neo eletto presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, che lo
annuncia dalle pagine del suo
blog. Il sindaco del capoluogo, Bolzonello, ha cercato di limitarne l'impiego (o il danno), ottenendo che le pattuglie non transiteranno per il centro cittadino nelle ore diurne. Come si può
leggere dal quotidiano
Il Gazzettino, il capo gruppo della
Lega Nord in consiglio regionale, Danilo Narduzzi, dice di non essere d'accordo, "mica siamo a Napoli". In un altro
intervento (tratto dal medesimo quotidiano), il vice presidente leghista della provincia di Pordenone, Eligio Grizzo, precisa e spezza una lancia per l'impiego delle ronde volontarie introdotte dal recente "pacchetto sicurezza".
Ora, a parte il discorso sul disegno generale della destra che governa a vari livelli questo Paese, e sulla sua operazione culturale di sfruttamento del sentimento di insicurezza - che prima di tutto è dato da ragioni economiche - trasferendolo, per meglio sfruttarlo a fini di consenso, su di un piano di ordine e sicurezza pubblica. A parte tutto questo. E' interessante notare come ancora una volta la Lega Nord dimostri, al di là delle apparenze, una conoscenza non indifferente dei meccanismi di consenso. La Lega, per bocca dei suoi rappresentanti, mantiene come ovvio l' "allarme sicurezza", ma per affrontarlo ritiene che sia più utile lo strumento "ronde". Le ronde saranno costituite da volontari, vale a dire da cittadini, in quanto tali anche elettori. Uno strumento, le ronde, utile per mobilitare il consenso in maniera diretta, non mediato attraverso l'uso di un "pezzo" di Stato, come l'Esercito.