martedì 29 settembre 2009

"Ma anche"


Sul Gazzettino di ieri, edizione di Pordenone, un articolo ha dato notizia di una lettera inviata da un gruppo di iscritte al Partito democratico provinciale ai candidati alla segreteria nazionale e regionale. Il tema è la pillola abortiva RU 486, e la richiesta avanzata ai candidati quella di manifestare una posizione chiara a favore del suo utilizzo, peraltro già autorizzato dall'organismo competente, l'Agenzia italiana del farmaco. Che cosa ha allarmato le iscritte al Pd pordenonese? Il fatto che la settimana scorsa, al Senato, la rappresentante del Pd, Dorina Bianchi, abbia votato con il centro-destra per la istituzione di una commissione d'inchiesta sul nuovo farmaco. E l'obiettivo, anche se non palese, di chi ha voluto la commissione è quello di mettere in discussione la possibilità di ricorrere alla Ru 486. Oggi, sul medesimo quotidiano, la risposta della candidata alla segreteria regionale Debora Serracchiani. Da una parte la Serracchiani ha riconfermato la validità della legge 194 e della pillola abortiva, affermando poi l'esigenza che il Pd al Senato avrebbe dovuto manifestare una posizione chiara e unanime; dall'altro (in pieno stile 'ma anche'), ha richiamato l'assenza di "vincoli di mandato" per i parlamentari, legittimando così la posizione della Bianchi. Che cosa dire? Che in questo modo il Pd rimane ancora qualcosa di indefinito e senza una linea riconoscibile. Che non si possono 'coprire' tutte le posizioni, anche opposte, nel nome di un nobile principio costituzionale, appunto quello dell'assenza del "vincolo di mandato" per i parlamentari.

"De canone"


Due giornali di area berlusconiana, Il Giornale e Libero, stanno conducendo una campagna contro il pagamento del canone Rai, ribattezzato "tassa Santoro". Il problema è che, allo stato della normativa vigente, chi non voglia più pagare il canone Rai deve decidere di non guardare più la televisione (privandosi, di conseguenza, anche del Porta a Porta di Vespa e del Tg1 di Minzolini), facendo sigillare il televisore oppure cedendolo ad un'altra persona: tertium non datur.

giovedì 24 settembre 2009

Tafazzismo


"C'è un anti-berlusconismo che sconfina in una sorta di sentimento anti-italiano". Una frase pronunciata da un esponente della destra al governo? No, si tratta di parole uscite dalla bocca di Massimo D'Alema, riportate dal Corriere della Sera di ieri, 23 settembre 2009.

lunedì 14 settembre 2009

Come un cespuglio qualsiasi...


Dal Tg1 delle 20 di questa sera, l'ennesima dimostrazione di come si confeziona un prodotto di regime: la notizia della reprimenda dell'Onu sulla politica del governo italiano in materia di immigrazione, logica avrebbe voluto che fosse seguita dalle parole pronunciate dal presidente della Camera, Fini - oggi in Abruzzo in compagnia della speaker della Camera dei Rappresentanti degli Usa, Nancy Pelosi - sul medesimo tema. Parole che anche oggi, e al di là del giudizio sul Fini di questi ultimi mesi e sul suo rapporto con lo stesso politico che firmò insieme con Bossi l'attuale legge in materia di immigrazione, hanno messo in risalto la crepa che su questo come su altri temi esiste all'interno del partito di maggioranza relativa. Il tg di Minzolini, invece, ha parlato d'altro, per poi collocare Fini ormai fuori contesto, dedicandogli soltanto pochi secondi di immagini senza nemmeno il sonoro, insomma trattandolo al pari di un "cespuglio" qualsiasi. Sul "Minzolini-pensiero" consiglio alcune riflessioni di Luca Sofri riprese dal blog Schegge di vetro.

martedì 8 settembre 2009

Legittimo non eseguire un ordine illegittimo


Una direttiva del presidente del Tribunale per i minorenni di Genova, Adriano Sansa, ha richiamato le Forze di polizia al rispetto delle norme di diritto internazionale che prevedono l'obbligo di accogliere in ogni caso gli immigrati minori di diciotto anni. "Sono intervenuto perché c'è molta confusione - ha riferito il magistrato al quotidiano La Stampa - e la confusione ha ucciso dei bambini. Ho voluto fare chiarezza, ricordare che c'è un diritto legittimo di non eseguire un ordine illegittimo, sia su nave che su terra".

lunedì 7 settembre 2009

Novellara, il nome della speranza


Una bella pagina di televisione, quella che ieri sera è andata in onda su Raitre, con la prima puntata di Presadiretta dedicata ai cosiddetti "respingimenti". Come è noto, il governo Berlusconi ha introdotto nella politica verso i migranti la linea del respingere, verso le coste della Libia, i barconi di immigrati diretti verso le nostre coste meridionali. Una linea di condotta che impedisce di valutare se tra le persone che si stanno dirigendo verso il nostro Paese, vi siano richiedenti il diritto di asilo, sancito dall'art. 10 della Costituzione. Nel programma, curato da Riccardo_Iacona, le interviste ad un giornalista testimone oculare del primo atto di respingimento, ad un cittadino della Costa d'Avorio che racconta del viaggio verso la Libia alla ricerca di un imbarco e così sfuggire alla persecuzione politica di cui era oggetto nel suo Paese. Si è potuto ascoltare che, spesso, hanno la divisa del poliziotto libico gli intermediari per gli espatri di questi sfortunati, i quali, dopo pochi chilometri vengono sovente arrestati da altri poliziotti. Se riescono a partire, queste persone si sottopongono all'alea di una traversata sul cui esito nessuno può scommettere, e tutti ricordiamo la vicenda dei settantatré morti nel Canale di Sicilia e dei soli cinque sopravvissuti. Se vengono rispediti in Libia come un pacco postale, questi migranti troveranno per loro aperte le porte non di una qualche agenzia dell'Onu, ma quelle delle carceri libiche, dove la violenza è all'ordine del giorno e da dove si esce solo corrompendo qualcuno, in barba alle assicurazioni di Berlusconi sul fatto che il Paese di Gheddafi permetterebbe la valutazione degli organismi internazionali sul riconoscimento del diritto di asilo... E poi le interviste nella "rossa" (forse ancora per poco) Reggio nell'Emilia, dove La Lega è al 16% e il motivo di tanti voti è l'appoggio alla linea anti-immigrati del ministro Maroni, mentre a pochi chilometri di distanza, a Novellara (nella foto), c'è un sindaco che non rincorre gli stereotipi della paura e pensa che dall'incontro delle differenze una comunità può trarre solo giovamento. Un racconto, quello di Iacona, che contrappone due Paesi, e dove la notizia, forse, è che non la pensiamo ancora tutti nello stesso modo, e che esempi come quello di Novellara possono farci sperare...

sabato 5 settembre 2009

L'intoccabile

Dal sito di un quotidiano italiano dai noti contenuti sovversivi, segnalo qui un manifesto fotografato a New York. Certe cose si colgono meglio dall'estero...

venerdì 4 settembre 2009

"Sopire e troncare"

Dino Boffo si è dimesso dalla direzione di Avvenire. La sua colpa? Aver, seppur timidamente, dato voce alle critiche che dal mondo cattolico emergono sul conto della vita privata del presidente del consiglio. Chi semplicemente osa porre domande al premier (la Repubblica) o pubblica articoli e commenti sull'intreccio tra sesso e potere che il capo del governo incarna (l'Unità), subisce una richiesta di risarcimento danni. Il modello d'informazione per Palazzo Chigi? Il Tg1 di Augusto Minzolini, maestro nell'arte del "sopire e del troncare". Avanzare il dubbio sul fatto di vivere ancora in una democrazia (dato che la libertà di stampa ne è componente fondamentale), è esagerato? Segnalo l'appello che tre giuristi, Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, hanno lanciato sul sito de la Repubblica: ad oggi le firme hanno superato il numero di duecentomila.