martedì 22 dicembre 2009

Lettera di Natale


Un gruppo di preti del Friuli Venezia Giulia (tra i quali Pierluigi Di Piazza del 'Centro Balducci' di Zugliano di Pozzuolo del Friuli (Udine) e Mario Vatta della comunità di 'San Martino al campo' di Trieste), cosiddetti 'di frontiera', ha pubblicato, come da qualche anno a questa parte, la 'Lettera di Natale'. Il titolo dato quest'anno è 'Il Dio in cui crediamo'. Al di là della propria posizione personale di fronte alla fede in un Dio, mi sembra che questa lettera rappresenti una perla nel deserto etico che respiriamo ogni giorno.

venerdì 18 dicembre 2009

Amore mercenario


Le dichiarazioni rese da B. ieri sul "dolore non inutile", richiamano (ritengo volutamente, perché nulla, da quelle parti, è lasciato al caso), quelle sulla redenzione cristiana passata attraverso la morte in croce (il Natale incombe e prima o poi arriverà anche Pasqua...). Il tutto dopo tre giorni o poco più di ricovero ospedaliero (il tempo tecnico per una resurrezione, come tutti sappiamo...). E l'identificazione con "qualcuno" di molto importante non è di oggi: chi non ricorda la sua autodefinizione di rappresentare l' "unto del Signore"? Concludono il quadro il discorso sul partito dell' "amore" contrapposto, naturalmente, a quello dell' "odio". Anche se, visto il tipo di "traffico" di Palazzo Grazioli e delle sue ville sarde, viene da parlare, più correttamente, di "amore mercenario".

mercoledì 16 dicembre 2009

Quadro desolante

E' da quindici anni, dalla fondazione di Forza Italia, che la politica è diventata un ring più che un civile confronto tra opinioni diverse, in cui i media direttamente o indirettamente controllati da B. fanno da altoparlante. Di più: lo scontro quotidiano tra le opposte tifoserie costituisce la condizione necessaria per il successo di questa destra populista. Alzare i toni è l'esercizio quotidiano di B. e dei suoi corifei. Il discorso (si fa per dire) pronunciato ieri alla Camera dal gerarca del pdl, Cicchitto, è l'ultimo esempio in ordine di tempo. La politica ha così perso la sua funzione, luogo in cui ci si confronta per 'governare' un Paese. Il centro-sinistra attuale sembra un pugile all'angolo, riuscendo nell'opera di farsi del male da solo, come ad esempio nel non aver aderito al 'No B Day' dello scorso 5 dicembre. Bastava assistere alle battute iniziali della puntata di Ballarò di ieri sera su Raitre: al tiro a palle incatenate della maestrina Gelmini e del leghista Castelli, il giovane Letta e un Vendola che si incartava nella sua retorica, hanno opposto un inconsistente discorso alla 'volemose bene'. C'è voluta una giornalista, la direttrice de l'Unità, Concita De Gregorio, per richiamare la destra alle sue responsabilità. Un quadro desolante. Meno male che ogni tanto c'è Rosy Bindi che dice qualcosa di sensato.

sabato 12 dicembre 2009

Piazza Fontana



Quarantesimo anniversario della strage di piazza Fontana, a Milano: tra dieci anni, quando ricorderemo il cinquantesimo, ne sapremo qualcosa di più? Francamente, penso di no.

venerdì 11 dicembre 2009

Vittoria di Pirro


Il mafioso Filippo Graviano, che ha deposto oggi alla Corte d'Appello di Palermo nel corso del processo che vede imputato Marcello Dell'Utri, ha detto di non conoscere il braccio destro di Berlusconi ed il presunto patto tra mafia e gruppo Fininvest. Tutti hanno detto che in questo modo viene smontata la deposizione del mafioso pentito Spatuzza, che una settimana fa a Torino aveva parlato dei contatti dei fratelli Graviano con lo stesso Dell'Utri. Prima riflessione: Filippo Graviano non è un 'collaboratore di giustizia'. Secondo: ascoltando la sua deposizione su Radio Radicale, si è avuta la netta sensazione di una persona che, al di là dei discorsi sulla legalità, è saldamente interno a 'Cosa nostra', e una spia di questo è il suo essere punto di riferimento per i suoi compagni detenuti, prodigo di consigli e di aiuti, nonché nell'affermazione di non aver mai pensato a 'scorciatoie' per alleggerire la propria posizione giudiziaria. Pensare che un boss mafioso potesse confermare il racconto di un pentito, era pretendere, francamente, troppo.

mercoledì 9 dicembre 2009

Vera antimafia


Gian_Carlo_Caselli, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, a cavallo tra gli anni settanta e ottanta giudice istruttore nella stessa città nelle inchieste contro il terrorismo rosso, dopo le stragi Falcone e Borsellino procuratore a Palermo per sua precisa scelta, tra i candidati alla nomina a procuratore nazionale antimafia nel 2005, bloccato da una legge contra personam del governo Berlusconi. Un uomo che da trentacinque anni vive con la scorta, uno che la mafia l'ha combattuta davvero.

domenica 6 dicembre 2009

Pordenone: esposto contro il ministro Brunetta


Alcuni giorni fa, il consigliere comunale di Cordenons (Pordenone), Natale Sorrentino, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pordenone, riguardo ad alcune dichiarazioni rese alla stampa dal ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, sulla recente legge che porta il suo nome. Il ministro aveva dichiarato, tra l'altro, quanto segue:

«E' la più grande riforma della legislatura, è il bastone in mano al cittadino. Lo standard diventa esigibile e se il cittadino non riceve quel bene o quel servizio secondo lo standard, può dire al funzionario “io ti faccio un mazzo così” ».

Nell'esposto si afferma che l'espressione "ti faccio un mazzo così", "integra il delitto di minaccia previsto dall'art. 612 c.p. e il comportamento del Ministro è diretto inequivocabilmente ad esortare il cittadino a commettere un reato. Per tali ragioni, si domanda se tale condotta costituisce "Istigazione a delinquere" reato descritto all'art. 414, primo comma n°1) c.p. nel quale è prevista una pena da uno a cinque anni, trattandosi la minaccia di un delitto".

Ieri, sabato 5 dicembre, una ventina di cittadini, come informa il Gazzettino, hanno aggiunto la loro firma all'esposto. Nei prossimi giorni sarà possibile firmare presso gli uffici del Palazzo di Giustizia di Pordenone.

sabato 5 dicembre 2009

Muovetevi, muoviamoci!


Il miglior commento, secondo me, alla manifestazione del 'No B Day' di oggi a Roma, l'ha fatto il presidente della Regione Puglia, Vendola, intervistato dal Tg3:


"I partiti della sinistra non hanno un popolo, qui c'è un popolo senza partiti. Tocca a noi riempire questo vuoto".


Quanto tempo avete (abbiamo) perso e state (stiamo) perdendo a sinistra, tra assemblee spesso inconcludenti, costruzioni di "piattaforme politiche in venticinque punti", richiami al "ritorno nei territori", apertura di processi costituenti che coinvolgano "movimenti, società civile, singoli", difesa di posizioni di (piccolo) potere, per non muovere praticamente niente e rimanere al punto di partenza?

Questa volta la "ggente", mobilitata dalla rete, ha battuto un colpo, vediamo che cosa succederà nella sinistra partitica.

martedì 1 dicembre 2009

Sulla corriera per Spilimbergo

Questa mattina, sulla corriera che mi portava a Spilimbergo, la radio era sintonizzata su Radio Padania. E' stato un viaggio istruttivo: ho potuto ascoltare un filo diretto con gli ascoltatori condotto da due leghisti, uno dei quali era il deputato europeo Matteo Salvini. Giudizi sommari sugli stranieri in generale:"hanno tutti i diritti e nessun dovere", "tolgono il posto agli italiani nelle graduatorie pubbliche"; sui rom in particolare: "la stragrande maggioranza delinque"; sui musulmani: "se dovessi sentire, un domani, il canto di un muezzin nella mia città, cercherei di impedirlo in tutti i modi". Espressioni tipiche per chi segue il verbo leghista, ma che è giusto ricordare e definire con il loro nome: si tratta di espressioni razziste. Il tutto comunicato con una violenza nelle parole da far rimanere attoniti. Una violenza che si fa intolleranza anche per i pochi ascoltatori dissenzienti, interrotti nel loro discorso da un "che palle" dei conduttori, fino a chiudergli letteralmente il telefono in faccia. Questi "signori" rappresentano tanta parte della società del nord, governano il Paese, esprimono ministri di rilievo, come quello dell'Interno. Berlusconi non li tollera, come pensano tanti. Con loro ha stretto un'alleanza di ferro, Tremonti (non l'ultimo iscritto al Pdl) ha con la Lega Nord un legame particolare, fino ad essere considerato un ministro in quota alla stessa Lega. La Lega Nord non è "folclore".