
Domani, primo marzo 2010, anche in Italia ci sarà la "Giornata europea senza migranti". Anche chi non volesse considerare l'importanza dell'apporto dei migranti nella vita di tutti i giorni, dovrebbe rendersi conto che si tratta di un fenomeno ineluttabile, con il quale fare i conti e senza far finta di nascondere la testa sotto la sabbia. Chi arriva a valutare positivamente il contributo dei cittadini stranieri alla produzione della ricchezza nazionale, dovrebbe meditare sul fatto che quelle stesse persone non posso essere valutate positivamente per otto ore al giorno e come un pericolo per le rimanenti. E che il riconoscere pari diritti è la strada maestra per costruire l'integrazione e per chiedere anche il rispetto dei doveri di cittadinanza. Chi governa l'Italia e il Friuli Venezia Giulia dimostra di pensarla diversamente. A ricordarcelo sono le associazioni che in provincia di Pordenone hanno aderito alla giornata di mobilitazione:
- l’ingresso (o la permanenza) irregolare è diventato reato, punito con un'ammenda da 5.000 a 10.000 € e l’espulsione;
- per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno è previsto un contributo (80-200 €);
- è stato introdotto il permesso di soggiorno a punti: se si violano certe regole (ancora da definire), si perdono punti fino alla possibilità di revoca;
- sono stati introdotti limiti al ricongiungimento familiare;
- detenzione fino a 6 mesi nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) per gli irregolari.
La regione Friuli Venezia Giulia incassa dai migranti circa 60 milioni di euro, restituendone meno di quattro. La legge regionale n. 39 approvata di recente, modifica i requisiti per avere accesso ai contributi previsti per l’abbattimento delle rette dei nidi d’infanzia, per gli assegni per il contributo alle spese di trasporto, di acquisto dei libri degli studenti delle scuole superiori, per l’assistenza delle persone non autosufficienti, prevedendo un’anzianità di residenza sul territorio regionale di almeno cinque anni per i cittadini italiani e degli altri paesi membri dell’Unione Europea e di almeno dieci anni per i cittadini di paesi extra-europei.
Per arrivare alla situazione di Pordenone, le associazioni ricordano che i tempi di rilascio dei permessi di soggiorno si aggirano intorno ai 12 mesi, e che è in atto un’operazione di controllo sulla recente regolarizzazione di colf e badanti, ma solo rispetto agli stranieri, creando "una condizione di assoggettamento e di discriminazione per i migranti".
Quali le proposte del Comitato di Pordenone?
"Costruire la massima unità tra i migranti e tra migranti e italiani contro la legge Bossi-Fini e il Pacchetto sicurezza, un welfare regionale che discrimina minori, studenti e famiglie in base alla loro provenienza, per il diritto di cittadinanza per tutti, per i permessi di soggiorno subito, un welfare che promuova l’integrazione e la coesione sociale, i diritti alla protezione dell’infanzia, il diritto allo studio e al sostegno alle famiglie per tutti, il rispetto del diritto d’asilo".
L'appuntamento a Pordenone è in piazza XX Settembre, dalle ore 15 alle 20:
giochi e animazioni per i bambini, musica, mostra sulla cooperazione internazionale, interventi dei migranti, cibi da tutto il mondo. In caso di maltempo la manifestazione si terrà presso l’Associazione Immigrati in Via Piave, 40/A , con lo stesso orario.
Comitato 1° marzo Pordenone:
CGIL-CISL-UIL; COBAS; RdB; Associazione Immigrati di Pordenone; Cameroon Connection; Sacile Partecipata e Sostenibile; Ghana Nationals Association; Associazione Burkinabé Friuli Venezia Giulia; Rinnovamento della sinistra; Centro Culturale Islamico; Comunità congolese; Associazione Congo Brazza; Comitato “Noi non segnaliamo”; Rete dei Diritti Civili Friuli Venezia Giulia Con la collaborazione del Comune di Pordenone







