
La Guardia di Finanza potrà essere comandata in futuro anche da un generale proveniente dalle sue file. Mercoledì scorso il Senato ha approvato in via definitiva e all'unanimità il disegno di legge che più trasversale non poteva essere, tanto che la legge passerà agli annali come la "Bocchino-D'Alema". Gli effetti potranno vedersi già a breve, visto che il mandato dell'attuale Comandante, il generale D'Arrigo, è agli sgoccioli.
Mi sembra interessante riportare il commento del capogruppo in Commissione Difesa del Senato per il Pd, Giampiero Scanu (26 maggio) (dichiarazione all'Ansa tratta dal sito dell'associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà, www.ficiesse.it):
''In un momento come questo, in cui la lotta all'evasione fiscale assume un'importanza essenziale, è un bene che la Guardia di Finanza possa agire nel migliore dei modi e la decisione presa oggi in commissione Difesa senz'altro rafforza l'azione del principale Corpo di polizia impegnato in questa lotta''. [...] ''Il fatto che la GdF - conclude il parlamentare Pd - sia oggi ancora più in grado di dispiegare la propria efficienza rispetto al passato, anche grazie all'intervento legislativo, è un aspetto rinfrancante, in vista della dura battaglia che va condotta alla piaga dell'evasione che ha raggiunto lo scorso anno l'incredibile ammontare di 120 miliardi di euro''.
Rimane inspiegabile come una legge così centrale - secondo il parere dell'esponente del Pd - nella lotta all'evasione fiscale, contenga all'art. 1- 2° comma - la seguente disposizione:
"Al comma 1 dell’articolo 7 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell’espletamento delle attività di concorso alle operazioni militari in caso di guerra e alle missioni militari all’estero, il Corpo dipende funzionalmente dal Ministro della difesa»".





