martedì 29 giugno 2010

Ospedale di Pordenone: struttura per i malati di ictus mai entrata in funzione



A.L.IC.E. Friuli Venezia Giulia Onlus - Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, è l'emanazione regionale dell'omonima associazione nazionale costituita da persone colpite da ictus e loro familiari, medici, operatori socio-sanitari e da coloro che a vario titolo si sentono coinvolti nell'assistenza rivolta alle persone colpite da questo evento. Per avere un'idea della rilevanza sociale del problema, basti pensare, come informano i siti sopra citati, che ogni anno, in Italia, si verificano 194 mila casi di ictus cerebrale. A livello regionale viene pubblicato un periodico, curato da Lorenzo Lorusso e Maria Tolone, che dà conto delle attività dell'associazione ma non solo, riportando anche contributi scientifici, interviste a operatori sanitari e testimonianze. Come mi segnala Lorenzo Lorusso, sul numero del periodico che uscirà a luglio, troverà spazio una notizia proveniente dalla sezione pordenonese di Alice. Riguarda una struttura dell'ospedale di Pordenone dedicata alle persone colpite da ictus, inaugurata (si fa per dire) nel dicembre del 2009 dal presidente regionale Tondo, e mai entrata in funzione. Di seguito il testo integrale dell'articolo:

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Alla base di tutto ci sarebbe un’asserita carenza di personale, ma la Regione non ne sapeva nulla quando ha organizzato l’inaugurazione del reparto?
Tondo inaugura un reparto che non è mai entrato in funzione

Un deciso comunicato stampa di A.L.I.Ce. Pordenone è stato recentemente inviato agli organi di informazione regionali e nazionali affinché venga informata l’opinione pubblica di una disfunzione che ha riguardato direttamente non solo la nostra associazione ma anche tutte le persone affette da problematiche neurologiche nonché le loro famiglie residenti nella provincia di Pordenone.
Ecco cosa scrive, nello specifico, l’amico e Presidente di Alice Pordenone Franco Luchini:

«Lunedì 21 dicembre 2009 con una solenne cerimonia il presidente della Regione Renzo Tondo ha inaugurato nel Reparto di Neurologia dell'Ospedale Civile di Pordenone la Stroke Unit, centro specializzato per la cura dell'ictus, importante sia per salvare vite umane che per diminuire la percentuale di persone che perdono l'autonomia dopo un evento così traumatico.
A distanza di sei mesi il reparto non è ancora entrato in funzione “per mancanza di personale”.
Come possa venire inaugurato un servizio così importante in mancanza delle condizioni indispensabili per avviarlo concretamente la dice lunga sulla correttezza dei responsabili delle nostre istituzioni.
L'Associazione ICTUS, che opera in provincia di Pordenone dal 1998, si è battuta per anni affinché venisse istituito il Centro, in attuazione, tra l'altro, del piano socio sanitario regionale.
Nel corso del 2008 furono finalmente avviati i lavori per l'attivazione del servizio, con la promessa che il nuovo reparto sarebbe stato avviato entro la fine del 2009. Entro tale termine, in effetti, il reparto è stato “inaugurato”, ma non è ancora entrato in funzione e non ci sono segnali che possa partire a breve scadenza.
I dati illustrati anche recentemente dal Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera Luciano Zanelli evidenziano un deficit di bilancio di quasi 4 milioni di euro: è evidente che tali dati rendono improbabile un rapido avvio della Stroke Unit. Il sottofinanziamento della sanità provinciale rischia di rappresentare un handicap insuperabile e questo dato, se non rimosso da parte della Regione, renderà molto difficile l'attivazione di nuovi servizi nei nostri ospedali.
E così i cittadini della nostra provincia, in caso di necessità, continueranno ad essere avviati agli ospedali di Udine e Trieste, dove la Stroke Unit è attiva da anni».
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lunedì 21 giugno 2010

Marchionne


Sul caso Pomigliano d'Arco, sul disegno della Fiat di proporre il baratto "lavoro in cambio di diminuzione dei diritti" e sulle frasi infelici dell'amministratore delegato, Marchionne, viene da dire: l'abito (in questo caso il maglione), non fa il monaco.

domenica 20 giugno 2010

I "Finanzieri Democratici" sull'anniversario di fondazione della Guardia di Finanza


Nei giorni in cui la Guardia di Finanza celebra l'anniversario della sua fondazione, un comunicato stampa del Movimento dei Finanzieri Democratici a firma del suo presidente, Lorenzo Lorusso, mette in rilievo ciò che non emergerà dai discorsi ufficiali. Di seguito il testo integrale:
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COMUNICATO STAMPA

In questi giorni, come consuetudine, in tutte le regioni italiane, i vertici della Guardia di Finanza stanno celebrando l’anniversario della nascita del Corpo. Spesso un vuoto e monotono sciorinare di dati e di risultati conseguiti, senza per questo volere ricordare agli italiani, e non solo a loro, quanto di ancora insoluto è rimasto.
Il Movimento dei Finanzieri Democratici, che rappresenta la voce libera e critica all’interno e all’esterno del Corpo, non vincolata dalla solita piaggeria di chi riceve contributi economici diretti o indiretti, statali e non, dissente fortemente dalla linea di condotta fin qui posta in essere dalle gerarchie delle Fiamme Gialle.
Nel ricordare alla stampa ed a tutti coloro che in questi giorni enfatizzeranno le gesta dell’unica polizia economico-finanziaria ancora militarizzata d’Europa, come l’evasione e l’elusione fiscale rappresenti ancora uno dei principali motivi della crisi che sta vivendo il nostro Paese e che se i grandi evasori fossero stati scoperti a quest’ora non servirebbe neppure la manovra finanziaria di 24 miliardi di euro posta in essere dal ministro Tremonti, segnala l’incremento dei privilegi di casta concessi agli alti ufficiali del Corpo, ultimo tra questi la nomina a comandante generale delle Fiamme Gialle di un ufficiale proveniente dalle stesse fila della Guardia di Finanza. Privilegio che allontana il processo di sindacalizzazione e di smilitarizzazione avviato anni fa da alcuni parlamentari e fortemente auspicato sia dalla base del Corpo sia da tutti quei cittadini che si battono per una maggiore equità fiscale, per dei controlli che non colpiscano quasi esclusivamente pensionati e pubblici o privati dipendenti a reddito fisso tassato alla fonte ma anche coloro che si sono arricchiti con forme di speculazione più o meno evidenti portando i loro capitali all’estero. Se è vero che le scelte di questo governo non hanno certamente favorito una simile forma di lotta all’evasione è altrettanto vero che con un apparato militare ed elefantiaco come quello della Guardia di Finanza ci collochiamo fuori da quei parametri europei che vorrebbero invece delle polizie tributarie senza stellette e modernamente organizzate.
Altra pecca che contestiamo ai vertici del Corpo è il non avere ritenuto necessario e prioritario risarcire le centinaia di finanzieri esposti all’amianto e che, purtroppo, in alcuni casi, hanno contratto il terribile mesotelioma pleurico. E’così che il comando generale del Corpo tutela i proprio dipendenti, negando loro persino il curriculum lavorativo?Atto dovuto e documento necessario per istruire la pratica relativa all’esposizione alla terribile fibra. I finanzieri si sono sentiti per questo lasciati soli, abbandonati al proprio destino, e non ci meravigliamo se in questi ultimi anni sono aumentati – come non molto tempo fa uno degli ex comandanti del Corpo ricordava in una nota – i suicidi tra i dipendenti. Ma non solo. Sono sempre frequenti gli stati di ansia e di depressione tra il personale dovuti probabilmente non solo allo stress accumulato in servizio (per trasferimenti o sanzioni disciplinari non sempre adeguate) ma anche ad una carenza di motivazione e alla sensazione di non essere adeguatamente tutelati.
Il Movimento dei Finanzieri Democratici nell’augurare un buon anniversario a tutti i dipendenti del Corpo auspica sostanziali cambiamenti e si pone criticamente, ma sempre nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi vigenti, nei confronti di quei vertici che vorrebbero conservare una militarità che non ha ragione di esistere in un contesto europeo e mondiale.

Trieste, 20 giugno 2010
Lorenzo Lorusso
(presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici)


Lorenzo Lorusso

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lunedì 14 giugno 2010

Tremonti pensiero



Il Tremonti-pensiero: la contrapposizione tra capitale e lavoro non c'è più, il modello dei rapporti sindacali è quello elaborato dalla Fiat per Pomigliano d'Arco (ulteriore depotenziamento del contratto collettivo di lavoro, sostanziale attacco al diritto di sciopero), in cantiere la modifica dell'art. 41 della Costituzione. Quali parole dobbiamo ancora ascoltare per capire che, giorno dopo giorno, non ci rimarrà più niente nelle mani?

domenica 6 giugno 2010

Pordenone: è scomparsa Teresina Degan, memoria dell'antifascismo locale.



E' giunta la notizia della scomparsa di Teresina Degan, storica dell'antifascismo pordenonese. Sul sito della Casa del popolo di Torre di Pordenone una sua intervista.

sabato 5 giugno 2010

Soffiare sul fuoco


Un caso di violenza in una scuola elementare del pordenonese, protagonista un bambino di otto anni, vittima la maestra, con successivo tentativo del piccolo di usare violenza contro se stesso. Il bambino è originario del Ghana, e il quotidiano Il Gazzettino non ha trovato di meglio che affiancare alla cronaca dell'avvenimento, un articolo che parla della percentuale (sempe più alta) di bambini stranieri nelle scuole della provincia. Quando si dice "soffiare sul fuoco".

mercoledì 2 giugno 2010

Guerra e interessi economici: dimissioni in Germania


Era relegata nelle pagine interne dei giornali di ieri la notizia delle dimissioni del presidente della Repubblica in Germania. Horst Koehler ha lasciato l'incarico travolto dalle polemiche seguite alle sue dichiarazioni sulla missione militare tedesca in Afghanistan. Queste le parole incriminate, tratte dal quotidiano la Repubblica del 1° giugno:

«Tenuto conto di come la nostra economia è orientata verso il commercio estero, e da esso dipendente, dobbiamo capire che in casi estremi anche l'uso della forza militare è necessario per difendere i nostri interessi».

Koehler ha affermato una cosa a tutti evidente (non solo in Germania), ma che nessuno può affermare pubblicamente. L'ipocrisia del mondo politico tedesco (tutto il mondo è paese) - isolandolo - ne ha sancito la sua fine politica.