giovedì 29 luglio 2010

Friuli Venezia Giulia:inammissibili i referendum anti-casta


Il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha votato a larga maggioranza l'inammissibilità di quattro quesiti referendari sui vitalizi agli ex consiglieri e assessori regionali. I particolari dal blog Bora.la. Maggioranza e opposizione compatte, con poche e lodevoli eccezioni.

lunedì 26 luglio 2010

Dove va Vendola?


Le rivelazioni odierne del sito Wikileaks sulla guerra in Afghanistan, pubblicate su tre quotidiani internazionali tra i quali il britannico The Guardian, non svelano nulla di nuovo sulla realtà della guerra, almeno per chi non vuole fermarsi alla superficie delle notizie fornite dalla maggior parte dei media.
Per venire all'Italia, viene da domandarsi quale sia la posizione di un personaggio in ascesa, che risponde al nome di Nichi Vendola, sulla presenza italiana in Afghanistan, e su quali basi intenda costruire un'alleanza di governo con il Partito Democratico in politica estera. Perché vanno bene le suggestioni, l'evocazione del "sogno" anche da sinistra, le nuove "narrazioni", poi, però, tutto questo deve tradursi in cose da fare (a meno di non voler costruire un populismo di sinistra...).
Sulla politica estera e non solo, il sito de Il megafono quotidiano ha posto dieci domande a Nichi Vendola.

venerdì 23 luglio 2010

Ipocrisie


Qualcuno (Emma Marcegaglia), aveva detto che le relazioni sindacali sperimentate a Pomigliano d'Arco non avrebbero avuto seguito. Lo spostamento della produzione in Serbia di autovetture previste in origine nello stabilimento di Torino-Mirafiori, suona come una smentita o, meglio, come la caduta di quel velo di ipocrisia che aveva avvolto tutta l'operazione Fiat-Pomigliano. Ancora una volta illuminante il parere del sociologo Luciano Gallino, da la Repubblica di oggi.

martedì 20 luglio 2010

Assenza per decenza



A Palermo, per commemorare la figura del giudice Borsellino, solo Fini, "finiani" e un Pisanu sulla strada dell'eresia, Berlusconi ha mandato una lettera, il ministro Alfano ha fatto celebrare una Messa (sic!). Al funerale della vedova Moro, nessun rappresentante di "Prima" e "Seconda" Repubblica. Della serie: quando una o più persone, in omaggio alla decenza, preferiscono (giustamente) non farsi vedere!

martedì 13 luglio 2010

Quando una sentenza non bussa alla coscienza


Alla notizia della sua condanna in primo grado a 14 anni per reati connessi ad operazioni antidroga illegali, il generale dei Carabinieri Giampaolo Ganzer ha dichiarato in successione che «le sentenze si rispettano» e che «il mio futuro è questione che riguarda esclusivamente i miei superiori» (da la Repubblica del 13 luglio 2010). Quest'ultima affermazione esprime, sotto il manto del rispetto di un militare verso i suoi superiori, il pensiero di un uomo in divisa che ritiene come una sentenza della magistratura, seppur di primo grado e quindi non definitiva, non faccia nascere nella sua coscienza il problema dell'opportunità di continuare a ricoprire il delicato ruolo di comandante del Ros

lunedì 12 luglio 2010

Visita dei tre Capi di Stato a Trieste: un contributo per la verità storica



Domani, 13 luglio, i Capi di Stato di Italia, Slovenia e Croazia si incontreranno per la prima volta insieme a Trieste, città che richiama le tragedie del nazi-fascismo e delle foibe. Le ferite ancora aperte non avevano permesso un tale vertice, e fino all'ultimo si è rischiato che tutto saltasse. Penso che la comune appartenenza all'Unione Europea di Italia e Slovenia e la prossima adesione della Croazia, la consapevolezza cioè di abitare uno "spazio" comune, sia stata la molla decisiva per sciogliere le ultime resistenze. Nel contempo, la volontà dei tre Paesi di non fare sconti alla storia, dovrebbe mettere le basi per una giornata non di routine, ma signficativa.

Il percorso cittadino che faranno Napolitano, Turk e Josipovic e la stessa data scelta per la visita, il 13 luglio, suggeriscono, infatti, un approccio attento e non reticente nei confronti degli eventi succedutisi tra gli anni del primo e quelli del secondo dopoguerra del '900. Il 13 luglio, infatti, ricorre il novantesimo anniversario della distruzione ad opera dei fascisti del Narodni dom (nella foto), la casa della cultura degli sloveni di Trieste. Parallelamente i tre presidenti renderanno omaggio al "Monumento all'esodo" degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Il fatto che l'importante visita ricordi il tragico avvenimento del Narodni dom, è di buon auspicio perché certe verità storiche non vengano appannate da una vulgata revisionista che non rende merito all'intelligenza di chi la propaga. Sul significato storico della distruzione del Narodni dom, riporto le parole del prof. Gian Carlo Bertuzzi, presidente dell' Istituto Regionale per la storia del movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia:

""

«Quella del 13 luglio 1920 è una data chiave per la storia giuliana del secolo scorso.
Infatti, nell'assalto fascista contro il Narodni dom di Trieste, seguito il giorno dopo da analoga impresa contro il Narodni dom di Pola, si manifestano alcuni degli elementi caratterizzanti il '900 al confine orientale d'Italia: il salto di qualità introdotto nei conflitti nazionali dalla Prima guerra mondiale, che insegna l'uso della violenza come strumento corrente della lotta politica; la connivenza delle istituzioni dello Stato liberale morente con lo squadrismo montante, che a Trieste compie una delle sue prime prove cogliendo spregiudicatamente l'occasione offerta dai tragici fatti di Spalato del giorno precedente; l'avvio da parte del fascismo, prima movimento e poi regime, di un tentativo esplicito e sistematico di distruzione delle identità nazionali slovena e croata nella Venezia Giulia.
In tal modo, il fascismo compiva fino in fondo il tradimento delle aspirazioni risorgimentali alla fratellanza tra i popoli e poneva le premesse per una politica tanto aggressiva quanto velleitaria, che alla fine avrebbe portato, con la perdita dell’Istria, di Fiume e di Zara, al dissolvimento dei risultati della Grande guerra ed alla crisi dell'italianità adriatica.
Ricordare tutto ciò non significa stabilire collegamenti meccanici fra le tragedie giuliane del primo e del secondo dopoguerra, perché la realtà è più complessa, ma richiamare con lucidità le responsabilità storiche del fascismo di confine nell'aver devastato la convivenza civile nelle terre adriatiche».
IL PRESIDENTE
Prof. Gian Carlo Bertuzzi
Trieste, 10 luglio 2010 ""

giovedì 8 luglio 2010

9 luglio 2010: sciopero dei giornalisti in difesa della libertà di informazione


(dal sito de l'Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924).

Amianto: un finanziere ricorre alla Corte dei Conti


Sulla conferenza stampa del Movimento dei Finanzieri Democratici tenutasi a Trieste il 6 luglio, in relazione al ricorso alla Corte dei Conti di un finanziere in quanto esposto alla fibra d'amianto, rimando all'articolo apparso sul sito Osservatorio della legalità a firma di Tamara Gallera.

martedì 6 luglio 2010

C'è benessere e benessere

Qualche settimana fa, era il 17 giugno, l'economista francese Jean-Paul_Fitoussi è stato ascoltato dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Fitoussi, insieme con altri due economisti entrambi Premio Nobel per l'economia, Joseph_Stiglitz e Amartya_Sen, ha fatto parte della Commissione istituita dal presidente francese Sarkozy (un pericoloso giacobino...) sui criteri di misurazione della ricchezza, in pratica sulla capacità del Pil di fotografare il benessere di un paese. Sui temi toccati da Fitoussi - crescita, sostenibilità, capitalismo e democrazia - segnalo il servizio di Michele Governatori andato in onda oggi su Radio Radicale.

giovedì 1 luglio 2010

Pelo sullo stomaco duro da estirpare!

Parlando della manifestazione di oggi contro la cosiddetta "legge-bavaglio", che imporrebbe pericolose restrizioni alla possibilità per i magistrati di indagare e ai giornalisti di informare, il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, ha affermato che, di fronte ad una netta contrarietà dell'opinione pubblica alle disposizioni che la destra vorrebbe introdurre, il governo stesso, vale a dire Berlusconi in persona, non porterebbe a compimento il suo disegno. Secondo me una pia illusione, visto il pelo sullo stomaco più volte esibito da chi sta governando l'Italia.