giovedì 30 settembre 2010

Amianto e Gdf: due interrogazioni parlamentari.

Sul problema delle esposizioni all'amianto subite da appartenenti alla Guardia di Finanza e sulle omissioni da parte dei Comandi territoriali delle Fiamme Gialle, nel caso specifico il Comando Regionale del Friuli Venezia Giulia, il presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso, mi segnala le interrogazioni parlamentari del senatore Giulio Camber (Pdl) e del deputato Carlo Monai (Italia dei Valori):

interrogazione Camber;
interrogazione Monai.

Da parte mia sottolineo la circostanza che sullo stesso gravissimo problema, si siano rivolti al ministro dell'Economia Tremonti due parlamentari appartenenti uno alla maggioranza e uno all'opposizione.

domenica 26 settembre 2010

Traccheggiamento

Il fatto è, secondo me, che tutti temono le elezioni, ma proprio per questo il pericolo che la legislatura vada avanti traccheggiando, eludendo i problemi reali, è molto alto.

sabato 25 settembre 2010

Amianto in Gdf: dossier in magistratura


Sul caso dei militari della Guardia di Finanza esposti alla fibra d'amianto, giunge notizia della segnalazione a varie Procure della Repubblica d'Italia del comportamento tenuto da alcuni Comandi territoriali delle Fiamme Gialle in relazione alle richieste del risarcimento previsto dalla legge. Questa e altre notizie nel comunicato stampa del Movimento dei Finanzieri Democratici a firma di Fedele Boffoli e che riporto di seguito:


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Amianto in G. di F: dossier in Magistratura


Dopo la performance di "fuoco amico" col peschereccio siciliano, che vedrebbe coinvolti anche militari della Guardia di Finanza, giunge immediata notizia (dalla Presidenza dell'Ass.ne Movimento dei Finanzieri Democratici) che saranno depositati - nei prossimi giorni - dossier alla Magistratura, in varie Procure d'Italia, in favore di tutte le Fiamme Gialle che si sono viste negare la concessione del curriculum lavorativo per esposizione alla temibile fibra killer dell'amianto, necessario per l'istruzione della prevista pratica di risarcimento previdenziale, ciò con particolare riferimento alla situazione di Trieste, Città che paga un alto tributo, in morti, per la causa dell'amianto. I Comandi della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, infatti, hanno negato l'esposizione del proprio personale o l'hanno ritenuta inferiore ai limiti di Legge, senza addurre misurazioni come prova e dichiarando, nonostante la vertenza in corso da anni, di non aver disponibili le carte, per i periodi in esame, in luogo di evocati ed improbabili scarti d'archivio quinquennali, giustificati da una circolare interna al Corpo; ciò in barba a Leggi e Logiche sulla tenuta degli atti "sensibili" in tema di Sanità e Sicurezza sul Lavoro (L. 257/92, D.Lgs 626/94... e loro modificazioni) ove vige un interesse giuridico-amministrativo permanente (basti pensare al decorso anche trentennale delle, spesso letali, patologie asbesto-correlate ed alle eventuali e/o conseguenti ipotesi e prescrizioni in materia penale). Un finale da commedia all'italiana che non convince neanche un poco e che lascia intravedere rivolgimenti legali molto forti con l'avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma (difensore specialista nazionale delle cause degli esposti) , di cui riportiamo - tratti da un recente comunicato stampa
dell'Osservatorio Nazionale Amianto - gli ultimi esiti processuali:

"""[...] Finalmente anche la Procura della Repubblica di Latina chiede il rinvio a giudizio dei vertici americani della Goodyear, per il reato di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, accogliendo così le richieste della nostra associazione e dei familiari delle vittime, assistiti dall'Avv. Ezio Bonanni. Così il GIP di Pisa accoglie l'opposizione alla richiesta di archiviazione e dispone la prosecuzione delle indagini con l'iscrizione nel registro degli indagati degli amministratori dell'ENEL e delle società che hanno svolto la loro attività nel sito di Larderello, e molti altri procedimenti penali si apprestano a venire alla luce. E' di questa mattina la notificazione della fissazione dell'udienza preliminare da parte del GIP del Tribunale di Trieste, in ordine alla richiesta di rinvio a giudizio formulata a carico del direttore del servizio igiene urbana del Comune di Trieste, anche in questi ultimi due casi per il reato di omicidio colposo, e con l'accoglimento delle richieste dell'Avv. Ezio Bonanni.[...]""".


Per informazioni: Lorenzo Lorusso (Presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici), tel. 040-573881, cel. 347-5471026, e-mail: http://wpop10.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi?Act_V_Compo=1&mailto=ilmovimentofd@yahoo.it&ID=IjEB52pARYMTkmVT_rxjQyrY1CILJgHYhfTK5YJn24dB5g&R_Folder=dHJhc2g=&msgID=20116&Body=0. - Avv. Ezio Bonanni, tel. 06.68309534 - 0773.663593, cel.335-8304686, http://www.eziobonanni.it/ e - mail http://it.mc255.mail.yahoo.com/mc/compose?to=avvbonanni@libero.it.


Amianto? No Thank You! - http://www.youtube.com:80/watch?v=0xnUX29D_eE: Campagna informativa contro l'amianto della webcommunity di arte e poesia Anforah.


Trieste, 22 settembre 2010

Fedele Boffoli ""


martedì 21 settembre 2010


Il Partito Democratico di Casarsa, la lista civica Cittadini per Casarsa e il gruppo consiliare regionale Cittadini - Libertà Civica (che fa riferimento al consigliere Piero Colussi) hanno organizzato per questa sera, presso il Ristorante-Hotel 900 di Casarsa alle ore 20.45, un convegno dal titolo "La nostra identità nei nomi dei luoghi".

Come informa un comunicato del Partito Democratico, si tratta di "una iniziativa per la tutela e la valorizzazione dell'identità storica, culturale e linguistica della comunità casarsese" nata dal fatto che non vengono condivise "alcune scelte in ambito toponomastico, che di fatto non hanno assegnato il giusto riconoscimento alla identità storica, culturale e linguistica del nostro paese, come nel caso dell'intitolazione al politico Adriano Biasutti della strada che percorre l'area dei "Ciasài" (toponimo attestato nei documenti fin dal 1552 e tuttora vivo nell'uso dei casarsesi), e in quello relativo alla grafia di "Cjasarsa" (anzichè "Ciasarsa") nei cartelloni stradali, adottando una forma che non rispecchia la pronuncia della lingua friulana nella sua espressione locale, e che rappresenta una grave difformità rispetto all'uso pasoliniano e a quello dei tanti autori che hanno scritto e scrivono tuttora in variante casarsese".

Prosegue il comunicato del Circolo locale del Pd a firma del segretario Francesco Coulussi: "siamo convinti che l'identità e le tradizioni storiche, culturali e lingustiche delle nostre comunità vadano tutelate davvero, in modo concreto, con scelte coerenti ed atti conseguenti, diversamente da quanto fanno il PdL e la Lega Nord, che amano presentarsi come difensori dell'identità e della cultura locale, ma alla prova dei fatti rivelano tante contraddizioni".

La finalità immediata dell'iniziativa, alla quale parteciperanno anche studiosi della lingua friulana,è quello di "promuovere la correzione della cartellonistica stradale ripristinando la grafia del friulano casarsese (dunque: "Ciasarsa") e l'adozione del toponimo storico in friulano (via "Ciasài") per l'intitolazione della strada casarsese, come peraltro prescrive una delibera del Consiglio Comunale di Casarsa della Delizia in tema di toponomastica approvata all'unanimità nel 2005".

Alcune brevi osservazioni:

- è una buona iniziativa politica quella che tende a mettere in evidenza gli scivoloni di un'amministrazione di centro-destra tanto attenta, secondo quando propalato dalla retorica leghista, alla tutela della cultura locale, quando alla prima occasione si commettono errori come quelli segnalati;

- penso anche che un'opposizione debba iniziare a mettere in campo un insieme di proposte capaci di incontrare il consenso della parte maggioritaria della cittadinanza alle prossime elezioni. Si può partire benissimo dai temi di questa sera, ma altri, secondo me, dovranno seguire. Per fare un solo esempio:

come si pensa di dare risposta al bisogno, per Casarsa, di un parco pubblico: qualche tempo fa una proposta del genere era stata avanzata da un Comitato civico; il Partito Democratico aveva risposto respingendo, nella sostanza, la proposta di utilizzo dell'area prospiciente alle case popolari, avanzando altre ipotesi. Qual è lo stato dell'arte?

lunedì 20 settembre 2010

"Pordenonelegge.it" 2010


Nell'ultimo fine settimana a Pordenone, la manifestazione Pordenonelegge.it. Nel mio personale taccuino, tre incontri:

- quello con l'astrofisica Margherita Hack: ha parlato dell'esigenza della speranza anche quando, nella situazione che vive il nostro paese, nulla indurrebbe a farlo. Ha descritto con poche parole lo stato di cose esistenti: l'uomo più ricco del paese, proprietario o controllore della quasi totalità dei mezzi di comunicazione, è anche il detentore del potere politico, in una parola un caso di scuola di "conflitto di interessi", di cui nessuno parla più;

- quello con il filosofo della scienza, Giulio Giorello, autore del libro "Senza Dio. Del Buon uso dell'ateismo (Longanesi, 2010): ha parlato del suo atesimo metodologico e non militante, un approccio esistenziale basato sulla convinzione che Dio, anche se ci fosse, non sia necessario; della necessità che il valore della laicità debba permeare il nostro vivere civile, al di là della posizione personale sull'esistenza o meno di Dio; infine, Giorello ha ripreso una frase del cardinale Carlo Maria Martini, sulla coesistenza nell'animo di ciasuno di noi, di una parte credente e di una atea: questa constatazione porta, secondo Martini e anche secondo Giorello, alla naturalezza del dialogo tra credenti e non credenti nella costruzione del bene comune;

- quello con lo scrittore messicano Paco Ignacio Taibo II, che ha parlato del suo libro "Un hombre guapo. Vita e morte di Tony Guiteras, padre della rivoluzione cubana del 1933 " (Tropea, 2010): un uomo che sprizza una simpatia istintiva, ha parlato, nella cornice di piazza San Marco, del suo rapporto con il protagonista della sua storia, Tony Guiteras, padre della rivoluzione cubana del 1933, di questo socialdemocratico di sinistra inviso per motivi opposti ai suoi compagni di partito ed ai comunisti. Facile l'aggancio con l'attualità: per Taibo II la socialdemocrazia deve rimanere a sinistra, il contario di ciò che i partiti in senso lato "progressisiti" stanno facendo, quello di spostarsi verso il "centro", un "non luogo", per lo scrittore messicano, e, più modestamente, anche per me.

sabato 18 settembre 2010

La sinistra che ha rinunciato


Veltroni si è risvegliato e ha prodotto un suo documento. Il problema del Pd è quello che, pur considerando tutte le posizioni presenti al suo interno, non ne esiste una che possa consentirgli quel salto di qualità tale da poter rappresentare, agli occhi della parte maggioritaria dell'elettorato, una alternativa credibile al (penoso) stato di cose presenti. Un partito diviso tra la veltroniana "vocazione maggioritaria" - che lo spingerebbe ancora di più verso il centro dello schieramento politico accentuando il suo moderatismo - e la dalemiana ricerca di alleanze da Casini a Vendola - che risolverebbe la questione del governo nella ricerca di improbabili se non impossibili compromessi giorno per giorno. Il male del Pd sta nella sua origine, cioè nella rinuncia del gruppo dirigente dei Democratici di Sinistra di continuare a voler rappresentare un punto di vista di sinistra nella società italiana.

giovedì 16 settembre 2010

Gdf Trieste: un caso di presunta concussione


Nuovo caso di presunta concussione con protagonista un sottufficiale della Guardia di Finanza. Il fatto è avvenuto a Trieste e ne dà notizia il sito Triestelive.it che richiama un articolo apparso sul sito del quotidiano Il Piccolo. Sull'accaduto segnalo un commento del presidente del Presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso, tratto dal sito www.avvocatisenzafrontiere.it/, e una riflessione, che riporto di seguito, di Vincenzo Cerceo, colonnello in congedo della Guardia di Finanza:

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Finanzieri e manette

E’ di questi giorni l’arresto dell’ennesima “Fiamma Gialla”, questa volta a Trieste, per i soliti e ricorrenti fatti di corruzione. Soffocando la malinconia di ex appartenenti al Corpo che mai hanno infangato la divisa proviamo un po’ ad analizzare questo fenomeno, perché il considerarlo non serio e non grave equivarrebbe a volere sfuggire da una realtà spiacevole.


Per risalire all’epoca relativamente recente, fu nel 1980 che venne arrestato il Comandante Generale del Copro, Giudice, il quale, col suo capo di Stato Maggiore, Loprete, e con una schiera di altri appartenenti al Corpo, aveva creato, al Comando Generale, una vera e propria associazione per delinquere finalizzata al contrabbando. Il capo delle guardie che era anche il capo dei ladri: roba da repubblica delle banane. Ma il potere politico sorvolò sul fatto che tanti altri generali sapevano ed avevano taciuto, e tutto finì in gloria. Intanto, all’interno del Corpo si dava una caccia feroce ai finanzieri che, disgustati da tutto ciò, parlavano di riforma seria del Corpo. Tralasciamo la vicenda della Loggia P2 e delle altre logge coperte ed illegali, tutte con folta ed autorevole presenza degli altri gradi del Corpo (tranne ovviamente alcuni) e veniamo allo scandalo di Tangentopoli, a Milano ed altrove.


Almeno cinque anni prima che ciò fosse reso noto alla giustizia, all’interno del Corpo si sapeva, e se ne discuteva nelle caserme, del sistema milanese, istituzionalizzato e verticalizzato, per cui il comandante di sezione, nell’affidare la pratica di servizio alle pattuglie, indicava anche la somma minima di tangente che quella pratica avrebbe dovuto fruttare; la somma poi andava all’Ufficio Operazioni, il quale ripartiva a secondo un vero e proprio manuale Cencelli delle manette, a Milano ed anche fuori di Milano. Non dimentichiamo queste cose.


Venne poi il caso Veneto del colonnello Petrassi, lasciato fino al giorno dell’arresto in importanti comandi; prima vi era stato il caso dell’ufficiale di Novara, e così via. Qualche anno fa un Magistrato, quello di Pinerolo, parlò, in sentenza, di “tendenza genetica degli appartenenti alla Guardia di Finanza alla corruzione”. A noi, che corrotti non eravamo, la cosa dispiacque, ma dopo sono continuati alla spicciola così come quello di Trieste.


E’ possibile che quel modo di fare che abbiamo letto sui giornali sia un caso anomalo, un atto di follia? Vogliamo sperarlo, di cuore, ma nessuno ci prenda per ingenui. A quando una seria inchiesta politica sul Corpo?


Vincenzo Cerceo


Colonnello in congedo della Guardia di Finanza ""

martedì 14 settembre 2010

Dignità, merce rara

Quello che per qualcuno era un trattato di amicizia italo-libica, è definitivamente naufragato ieri sotto i colpi sparati ad altezza d'uomo da una motovedetta libica contro un peschereccio italiano. La gravità della circostanza che su quella motovedetta c'erano sei militari della Guardia di Finanza, due ufficiali e quattro sottufficiali in missione di supporto all'attività di contrasto all'immigrazione clandestina (cosa diversa dalla ipotetica violazione delle norme sulla pesca), sembra non scuotere più di tanto il governo italiano. Un governo con un minimo di dignità si sarebbe già dimesso, ma la "dignità" non abita dalle parti di Berlusconi e soci.

lunedì 13 settembre 2010

I Finanzieri Democratici sul tema "esposizione all'amianto"


Riprendo l'attività del blog, interrotta a causa di motivi tecnici, con la segnalazione di un'intervista rilasciata a Fedele Boffoli dal presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso. Il tema è quello dell'esposizione all'amianto che ha interessato anche militari della Guardia di Finanza e delle omissioni dei vertici del Corpo per un riconoscimento dei benefici di legge previsti per questa tipologia di lavoratori. L'intervista è tratta dal sito osservatorio amianto.

giovedì 2 settembre 2010

Lavori in corso

Di spunti ce ne sarebbero molti per trarne argomento per dei post, purtroppo si sta protraendo, oltre le previsioni, lo stato di "rottura" (in tutti i sensi...) del mio computer di casa. Appena termineranno i lavori in corso mi farò vivo. Grazie per l'attenzione.