giovedì 30 settembre 2010
Amianto e Gdf: due interrogazioni parlamentari.
interrogazione Camber;
interrogazione Monai.
Da parte mia sottolineo la circostanza che sullo stesso gravissimo problema, si siano rivolti al ministro dell'Economia Tremonti due parlamentari appartenenti uno alla maggioranza e uno all'opposizione.
domenica 26 settembre 2010
Traccheggiamento
sabato 25 settembre 2010
Amianto in Gdf: dossier in magistratura

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Amianto in G. di F: dossier in Magistratura
Dopo la performance di "fuoco amico" col peschereccio siciliano, che vedrebbe coinvolti anche militari della Guardia di Finanza, giunge immediata notizia (dalla Presidenza dell'Ass.ne Movimento dei Finanzieri Democratici) che saranno depositati - nei prossimi giorni - dossier alla Magistratura, in varie Procure d'Italia, in favore di tutte le Fiamme Gialle che si sono viste negare la concessione del curriculum lavorativo per esposizione alla temibile fibra killer dell'amianto, necessario per l'istruzione della prevista pratica di risarcimento previdenziale, ciò con particolare riferimento alla situazione di Trieste, Città che paga un alto tributo, in morti, per la causa dell'amianto. I Comandi della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, infatti, hanno negato l'esposizione del proprio personale o l'hanno ritenuta inferiore ai limiti di Legge, senza addurre misurazioni come prova e dichiarando, nonostante la vertenza in corso da anni, di non aver disponibili le carte, per i periodi in esame, in luogo di evocati ed improbabili scarti d'archivio quinquennali, giustificati da una circolare interna al Corpo; ciò in barba a Leggi e Logiche sulla tenuta degli atti "sensibili" in tema di Sanità e Sicurezza sul Lavoro (L. 257/92, D.Lgs 626/94... e loro modificazioni) ove vige un interesse giuridico-amministrativo permanente (basti pensare al decorso anche trentennale delle, spesso letali, patologie asbesto-correlate ed alle eventuali e/o conseguenti ipotesi e prescrizioni in materia penale). Un finale da commedia all'italiana che non convince neanche un poco e che lascia intravedere rivolgimenti legali molto forti con l'avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma (difensore specialista nazionale delle cause degli esposti) , di cui riportiamo - tratti da un recente comunicato stampa dell'Osservatorio Nazionale Amianto - gli ultimi esiti processuali:
"""[...] Finalmente anche la Procura della Repubblica di Latina chiede il rinvio a giudizio dei vertici americani della Goodyear, per il reato di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, accogliendo così le richieste della nostra associazione e dei familiari delle vittime, assistiti dall'Avv. Ezio Bonanni. Così il GIP di Pisa accoglie l'opposizione alla richiesta di archiviazione e dispone la prosecuzione delle indagini con l'iscrizione nel registro degli indagati degli amministratori dell'ENEL e delle società che hanno svolto la loro attività nel sito di Larderello, e molti altri procedimenti penali si apprestano a venire alla luce. E' di questa mattina la notificazione della fissazione dell'udienza preliminare da parte del GIP del Tribunale di Trieste, in ordine alla richiesta di rinvio a giudizio formulata a carico del direttore del servizio igiene urbana del Comune di Trieste, anche in questi ultimi due casi per il reato di omicidio colposo, e con l'accoglimento delle richieste dell'Avv. Ezio Bonanni.[...]""".
Per informazioni: Lorenzo Lorusso (Presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici), tel. 040-573881, cel. 347-5471026, e-mail: http://wpop10.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi?Act_V_Compo=1&mailto=ilmovimentofd@yahoo.it&ID=IjEB52pARYMTkmVT_rxjQyrY1CILJgHYhfTK5YJn24dB5g&R_Folder=dHJhc2g=&msgID=20116&Body=0. - Avv. Ezio Bonanni, tel. 06.68309534 - 0773.663593, cel.335-8304686, http://www.eziobonanni.it/ e - mail http://it.mc255.mail.yahoo.com/mc/compose?to=avvbonanni@libero.it.
Amianto? No Thank You! - http://www.youtube.com:80/watch?v=0xnUX29D_eE: Campagna informativa contro l'amianto della webcommunity di arte e poesia Anforah.
Trieste, 22 settembre 2010
Fedele Boffoli ""
martedì 21 settembre 2010

Come informa un comunicato del Partito Democratico, si tratta di "una iniziativa per la tutela e la valorizzazione dell'identità storica, culturale e linguistica della comunità casarsese" nata dal fatto che non vengono condivise "alcune scelte in ambito toponomastico, che di fatto non hanno assegnato il giusto riconoscimento alla identità storica, culturale e linguistica del nostro paese, come nel caso dell'intitolazione al politico Adriano Biasutti della strada che percorre l'area dei "Ciasài" (toponimo attestato nei documenti fin dal 1552 e tuttora vivo nell'uso dei casarsesi), e in quello relativo alla grafia di "Cjasarsa" (anzichè "Ciasarsa") nei cartelloni stradali, adottando una forma che non rispecchia la pronuncia della lingua friulana nella sua espressione locale, e che rappresenta una grave difformità rispetto all'uso pasoliniano e a quello dei tanti autori che hanno scritto e scrivono tuttora in variante casarsese".
Alcune brevi osservazioni:
- è una buona iniziativa politica quella che tende a mettere in evidenza gli scivoloni di un'amministrazione di centro-destra tanto attenta, secondo quando propalato dalla retorica leghista, alla tutela della cultura locale, quando alla prima occasione si commettono errori come quelli segnalati;
- penso anche che un'opposizione debba iniziare a mettere in campo un insieme di proposte capaci di incontrare il consenso della parte maggioritaria della cittadinanza alle prossime elezioni. Si può partire benissimo dai temi di questa sera, ma altri, secondo me, dovranno seguire. Per fare un solo esempio:
come si pensa di dare risposta al bisogno, per Casarsa, di un parco pubblico: qualche tempo fa una proposta del genere era stata avanzata da un Comitato civico; il Partito Democratico aveva risposto respingendo, nella sostanza, la proposta di utilizzo dell'area prospiciente alle case popolari, avanzando altre ipotesi. Qual è lo stato dell'arte?
lunedì 20 settembre 2010
"Pordenonelegge.it" 2010

- quello con l'astrofisica Margherita Hack: ha parlato dell'esigenza della speranza anche quando, nella situazione che vive il nostro paese, nulla indurrebbe a farlo. Ha descritto con poche parole lo stato di cose esistenti: l'uomo più ricco del paese, proprietario o controllore della quasi totalità dei mezzi di comunicazione, è anche il detentore del potere politico, in una parola un caso di scuola di "conflitto di interessi", di cui nessuno parla più;
- quello con il filosofo della scienza, Giulio Giorello, autore del libro "Senza Dio. Del Buon uso dell'ateismo (Longanesi, 2010): ha parlato del suo atesimo metodologico e non militante, un approccio esistenziale basato sulla convinzione che Dio, anche se ci fosse, non sia necessario; della necessità che il valore della laicità debba permeare il nostro vivere civile, al di là della posizione personale sull'esistenza o meno di Dio; infine, Giorello ha ripreso una frase del cardinale Carlo Maria Martini, sulla coesistenza nell'animo di ciasuno di noi, di una parte credente e di una atea: questa constatazione porta, secondo Martini e anche secondo Giorello, alla naturalezza del dialogo tra credenti e non credenti nella costruzione del bene comune;
- quello con lo scrittore messicano Paco Ignacio Taibo II, che ha parlato del suo libro "Un hombre guapo. Vita e morte di Tony Guiteras, padre della rivoluzione cubana del 1933 " (Tropea, 2010): un uomo che sprizza una simpatia istintiva, ha parlato, nella cornice di piazza San Marco, del suo rapporto con il protagonista della sua storia, Tony Guiteras, padre della rivoluzione cubana del 1933, di questo socialdemocratico di sinistra inviso per motivi opposti ai suoi compagni di partito ed ai comunisti. Facile l'aggancio con l'attualità: per Taibo II la socialdemocrazia deve rimanere a sinistra, il contario di ciò che i partiti in senso lato "progressisiti" stanno facendo, quello di spostarsi verso il "centro", un "non luogo", per lo scrittore messicano, e, più modestamente, anche per me.
sabato 18 settembre 2010
La sinistra che ha rinunciato

giovedì 16 settembre 2010
Gdf Trieste: un caso di presunta concussione

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Finanzieri e manette
E’ di questi giorni l’arresto dell’ennesima “Fiamma Gialla”, questa volta a Trieste, per i soliti e ricorrenti fatti di corruzione. Soffocando la malinconia di ex appartenenti al Corpo che mai hanno infangato la divisa proviamo un po’ ad analizzare questo fenomeno, perché il considerarlo non serio e non grave equivarrebbe a volere sfuggire da una realtà spiacevole.
Per risalire all’epoca relativamente recente, fu nel 1980 che venne arrestato il Comandante Generale del Copro, Giudice, il quale, col suo capo di Stato Maggiore, Loprete, e con una schiera di altri appartenenti al Corpo, aveva creato, al Comando Generale, una vera e propria associazione per delinquere finalizzata al contrabbando. Il capo delle guardie che era anche il capo dei ladri: roba da repubblica delle banane. Ma il potere politico sorvolò sul fatto che tanti altri generali sapevano ed avevano taciuto, e tutto finì in gloria. Intanto, all’interno del Corpo si dava una caccia feroce ai finanzieri che, disgustati da tutto ciò, parlavano di riforma seria del Corpo. Tralasciamo la vicenda della Loggia P2 e delle altre logge coperte ed illegali, tutte con folta ed autorevole presenza degli altri gradi del Corpo (tranne ovviamente alcuni) e veniamo allo scandalo di Tangentopoli, a Milano ed altrove.
Almeno cinque anni prima che ciò fosse reso noto alla giustizia, all’interno del Corpo si sapeva, e se ne discuteva nelle caserme, del sistema milanese, istituzionalizzato e verticalizzato, per cui il comandante di sezione, nell’affidare la pratica di servizio alle pattuglie, indicava anche la somma minima di tangente che quella pratica avrebbe dovuto fruttare; la somma poi andava all’Ufficio Operazioni, il quale ripartiva a secondo un vero e proprio manuale Cencelli delle manette, a Milano ed anche fuori di Milano. Non dimentichiamo queste cose.
Venne poi il caso Veneto del colonnello Petrassi, lasciato fino al giorno dell’arresto in importanti comandi; prima vi era stato il caso dell’ufficiale di Novara, e così via. Qualche anno fa un Magistrato, quello di Pinerolo, parlò, in sentenza, di “tendenza genetica degli appartenenti alla Guardia di Finanza alla corruzione”. A noi, che corrotti non eravamo, la cosa dispiacque, ma dopo sono continuati alla spicciola così come quello di Trieste.
E’ possibile che quel modo di fare che abbiamo letto sui giornali sia un caso anomalo, un atto di follia? Vogliamo sperarlo, di cuore, ma nessuno ci prenda per ingenui. A quando una seria inchiesta politica sul Corpo?
Vincenzo Cerceo
Colonnello in congedo della Guardia di Finanza ""
martedì 14 settembre 2010
Dignità, merce rara
lunedì 13 settembre 2010
I Finanzieri Democratici sul tema "esposizione all'amianto"
