
I telegiornali che dedicano decine di minuti ad omicidi a sfondo sessuale, la sedicente "nipote di Mubarak" e il bunga-bunga, la dichiarazione di B. "amo la vita e le donne"...in questo clima (conta poco la successione degli eventi) l'aspirante leader del centro-sinistra, Nichi Vendola, non trova di meglio che rilasciare un'intervista all'Espresso sul suo orecchino... sia chiaro che Vendola, persona non banale, risponde da par suo, ma l'argomento non sono le sue idee sul futuro dell'Italia. In poche parole, Vendola si inserisce nell'agenda culturale del paese, fornendo, certo, una sua interpretazione per certi versi alternativa, non in grado, comunque, di cambiarla, quell'agenda. Sarà che nel tempo della politica mediatica centrata sulla persona del leader quella di Vendola sia una tattica quasi inevitabile, il problema è che in questo modo tutto - destra e sinistra - comincia (se già non lo è) a diventare un qualcosa di indistinto. E non è un caso che al recente congresso della sua formazione politica, Sinistra ecologia e libertà, Vendola più che alla sinistra abbia voluto parlare al Partito democratico, accettando di fatto un sistema politico bipolare e con esso la perdita di un punto di vista alternativo alla realtà delle cose esistenti.










