martedì 30 novembre 2010

A Mario Monicelli

Tra le opere di Monicelli, scomparso ieri, voglio ricordare "La_grande_guerra" (1959), un film che insieme con il libro di Emilio Lussu "Un anno sull'altipiano" (scritto nel 1937 ed edito da Einaudi) e il film di Francesco Rosi "Uomini contro" (1970), s'iscrive nel filone dell'anti retorica, avendo messo in risalto quali erano i reali sentimenti di chi era stato mandato a combattere sul fronte orientale:


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domenica 28 novembre 2010

Pasolini e il rugby


Ieri pomeriggio, a Casarsa, si è tenuta una conversazione pubblica dal titolo "Pasolini e il calcio", organizzata dal "Centro Studi Pasolini" di Casarsa. Il corso degli eventi ne ha fatto cambiare il titolo in "Pasolini e il rugby", ma di questo dirò alla fine. Ciò che è emerso è stato il legame stretto che univa Pasolini al gioco del calcio, esemplificato in queste sue parole:

«Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. E' rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro».

E' stato ed è facile misurare la distanza tra il significato che aveva il calcio negli anni cinquanta e sessanta e quello che riveste oggi, non più gioco al quale i tifosi assistono in uno stadio, ma spettacolo da guardare in televisione, fonte di profitti come una qualsiasi altra attività commerciale; non che questi elementi non fossero presenti nel passato (i padroni dell'Inter e della Juve erano come oggi Moratti e la famiglia Agnelli), ma oggi la passione sportiva sembra un accessorio al fine principale (quello del profitto).

Detto questo alcune osservazioni sull'evento di ieri:

- la durata, due ore buone, francamente eccessiva: confesso che ciò che mi ha tenuto incollato alla poltrona era l'attesa per ciò che avrebbe detto il giornalista Oliviero Beha;
- il riferirsi, da parte dell'onnipresente consigliere regionale Piero Colussi (ieri nella veste di rappresentante di Cinemazero), a personaggi immortalati nelle foto che ritraevano calciatori degli anni casarsesi di Pasolini, come a "persone che qui conoscete tutti", aggiungendo il nome di battesimo o addirittura il soprannome: se si vuole coinvolgere una platea, questo è il metodo migliore per dividerla tra persone facenti parte di una comunità e quelli che per diverse ragioni non vi abitano o sono giunti a Casarsa da poco, un modo, insomma per farti sentire un pesce fuor d'acqua;
- la lunga lettura (quasi quindici minuti) da parte dello scrittore Alberto Garlini del suo libro "Futbol bailado", ispirato ad una partita di calcio tra le troupe di Pasolini e Bertolucci a Parma: se l'autore voleva ottenere attenzione per il suo lavoro è riuscito nell'intento opposto, tanto più se voleva invogliare il pubblico ad acquistare il suo libro (presente all'ingresso del teatro);
- per ultima cosa ho lasciato l'autentica irruzione sul palco dell'assessore regionale Elio De Anna (Pdl, in corsa per l'elezione del sindaco di Pordenone nel 2011), mentre il saluto delle autorità era stato espletato all'inizio del dibattito e gli interventi dei relatori erano in pieno svolgimento. Irruzione, termine scelto non a caso, dato il suo passato di giocatore di rugby: un intervento apertamente fuori contesto (per essere buoni), dove è riuscito a mettere insieme tutto, dalla Tav, alla giunta Tondo, ai friulani nel mondo e infine (non poteva mancare, date le circostanze), Pasolini. Nel pubblico qualcuno ha iniziato a rumoreggiare e ad uscire (qualcuno è ritornato appena terminato il pistolotto), sul palco è stata evidente la contrarietà di Oliviero Beha, il quale ad un certo punto ha fatto anche un gesto eloquente con una mano, che poteva essere sia un "vai via" o "vado via". Anche qui la classe politica dovrebbe capire che, ormai, certi atteggiamenti non pagano più, ma l'istinto presenzialista deve essere molto forte e difficile da reprimere...


martedì 23 novembre 2010

Televisione reale


Dicono che la tv di Fazio sia quella dei buoni sentimenti. Marco Travaglio , su Il Fatto Quotidiano, ha definito il programma Vieni via con me come "il perfetto presepe della sinistra politicamente corretta". Vedendo la terza trasmissione andata in onda ieri sera, non mi sembra di poter condividere questa opinione. Forse è solo una mia impressione, ma l'impronta generale del programma è stata quella di descrivere la realtà di molti aspetti del nostro paese senza indulgere nel facile sentimento, questo sì presente in altre apparizioni di Fazio-Saviano, di considerarsi più intelligenti e più sensibili degli altri. Abbiamo ascoltato da Saviano quale giro facciano i rifiuti dal Nord al Sud; una sindacalista (il segretario della Cgil Camusso) parlare, finalmente, non in sindacalese; un'esponente radicale (Emma Bonino) andare davvero alla "radice" della questione femminile al netto della verbosità pannelliana; uno degli immigrati protagonisti della protesta di Brescia dire, nell'elenco delle cose che aveva portato con sé sulla gru: "la mia fede in Dio, perché solo Dio ci poteva aiutare"; il sociologo Manconi parlare del problema carcere in Italia, dicendo, tra l'altro, che il 44% dei detenuti è in attesa di giudizio; l'architetto Renzo Piano parlare del "genio italiano" in termini non nazionalistici; un familiare delle vittime della strage di Piazza della Loggia a Brescia, leggere l'elenco dei morti di quel 28 maggio 1974, a pochi giorni dalla sentenza che non ha individuato nessun colpevole; la satira corrosiva di Corrado Guzzanti che non fa sconti a nessuno; una donna, Ilaria Cucchi, parlare del fratello entrato sano in galera ed uscito morto; la musica di Ivano Fossati ("Mio fratello che guardi il mondo"). Tutto questo in un paese ipnotizzato (dai media) dal delitto di Avetrana, dai servizi dei telegiornali che da qualche giorno ci fanno la storia dei preparativi del matrimonio del figlio di Carlo d'Inghilterra e Diana (e chi se ne importa), dalla notizia "dei tanti italiani" che vanno a fare lo shopping a Londra, dall'evidente messa in scena delle ricerche da parte della polizia di due camorristi latitanti (attività che, di solito, richiede riservatezza...), insomma, che in un panorama del genere, si possa respirare un po' d'ossigeno, non mi sembra una cosa da poco...


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mercoledì 17 novembre 2010

Aereo militare Usa sfiora tragedia nel pordenonese


Ieri sera, un aereo da combattimento americano F16, a causa di un'avaria, è dovuto atterrare precitosamente alla base di Aviano da dove era partito, sganciando prima due serbatoi della capacità di mille litri ciascuno di carburante e un missile inerte. Il lancio è avvenuto nella zona di Dandolo, presso Maniago. I due serbatoi sono caduti a circa duecento metri da case ed aziende agricole. Una tragedia mancata. La presenza di una base militare americana conferma tutto il suo potenziale di rischio per gli abitanti del territorio pordenonese. Per i particolari leggere qui.

Amianto sul fiume Cellina (Pordenone)


Nell'evoluto Nord est italiano, le apparenze, spesso, fanno premio su situazioni di degrado. Il settimanale L'Espresso del 5 novembre scorso ha segnalato la situazione del fiume Cellina, nel comune di Montereale Valcellina in provincia di Pordenone. Qui, in una zona tra le più interessanti dal punto di vista paesaggistico anche per la presenza dei magredi, è stata rilevata la presenza di amianto, frutto del deposito effettuato nel 1982 da una ditta che produceva guarnizioni di testa per motori (la foto è tratta dal sito de L'Espresso). La giunta regionale presieduta da Riccardo Illy, aveva, nel febbraio del 2008, previsto un piano di recupero ambientale del fiume Cellina stanziando al riguardo una cifra considerevole: oltre cinque milioni di euro. La vittoria, alcuni mesi dopo, del centro-destra guidato da Renzo Tondo, ha fatto naufragare il tutto, mentre l'amianto continua a rimanere sul greto del fiume, minacciando la salute della popolazione residente e non solo. Ora, il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Roberto Antonaz, ha rivolto un'interpellanza al presidente Tondo.
Una considerazione in chiusura: quando qualcuno afferma che le differenze tra destra e sinistra sono venute meno, dovrebbe ricordarsi di casi come quello appena descritto.

lunedì 15 novembre 2010

Primarie di Milano: Pisapia batte il candidato del Pd Boeri.


La vittoria di Giuliano Pisapia alle elezioni primarie per il Comune di Milano è simile a quella di Vendola per la Regione Puglia. Ancora una volta vince il candidato più a sinistra e perde quello ufficiale presentato dal Pd. Un'ulteriore dimostrazione che la presa del Partito democratico sul suo elettorato e su quello di centro-sinistra è scarsa, per l'assenza di un suo profilo riconoscibile e quindi realmente alternativo alla destra, aspetto che si traduce nella scelta delle candidature (quella dell'architetto Boeri era per più di un aspetto discutibile).

domenica 14 novembre 2010

Fazio, Bersani e l'identità di sinistra


Sulla questione dell'invito che Fabio Fazio ha rivolto al segretario del Pd Bersani alla trasmissione Vieni via con me, vorrei mettere in risalto il fatto che Bersani dovrà fare il famoso "elenco" che identifica l'essere di sinistra in Italia, oggi. Ora, che Bersani e soprattutto il Pd si autodefiniscano un partito di sinistra, non risulta agli atti: provate a dire ad uno come Franco Marini che è di sinistra! Il Pd si limita a occupare la parte sinistra delle aule parlamentari, un'altra cosa dall'essere di sinistra. Siamo curiosi di ascoltare, domani sera, l'elenco di Bersani.

venerdì 12 novembre 2010

Bossi e Dracula


Bossi nei panni del mediatore, è come leggere sul giornale che Dracula abbia preso la tessera dell'associazione dei donatori di sangue (infatti la mediazione non ha avuto esito).

mercoledì 10 novembre 2010

Ciampi: il "berlusconismo" è una "forma mentis".


Il Corriere della Sera di oggi riporta le parole pronunciate dall'ex presidente Ciampi in un'intervista a Radio 24. L'argomento è se la stagione del "berlusconismo" sia finita o meno. Così ha risposto Ciampi:

«[...] Non è finita perché ha preso prevalenza su quel riferimento fondamentale che sono i valori e le istituzioni. Non si tratta più solo di singoli atti. E' anche una questione di forma mentis [...]».

lunedì 8 novembre 2010

Dopo il "berlusconismo", il "finismo"?


Lo stratega Fini ha passato il famoso cerino nelle mani di B. che, da buon giocatore, ha rilanciato. In tutta questa telenovela, qualcuno inizia a ricordare che Fini si è svegliato da un sonno durato diciassette anni: buon risveglio, verrebbe da dire! Ma più di qualcosa non convince nel disegno finiano:

- tra le critiche al Popolo della Libertà, quella di essere un partito a base carismatica. I caratteri della nuova formazione politica (Futuro e libertà per l'Italia) non si differenziano molto da questo modello, incentrato com'è sulla figura dello stesso Fini, il cui nome compare nel simbolo, e unica persona (intervento di Italo Bocchino a Bastia Umbra) che non deve sottoporsi alla verifica del consenso interno;

- il riferimento, fatto nel discorso di Mirabello agli inizi di settembre, all'eredità - ingombrante per qualsiasi democratico degno di questo nome - di Giorgio Almirante;

- quale sia il suo attuale pensiero sulle leggi che portano anche il suo nome - la "Bossi-Fini" sull'immigrazione e la "Fini-Giovanardi" sulla droga - che hanno caratterizzato il sodalizio con Berlusconi.

Ma c'è un problema che riguarda la carica che Fini ricopre: nel caso in cui sul tavolo del presidente della Repubblica dovesse giungere la questione dello scioglimento delle Camere, la procedura costituzionale prevede che il Capo dello Stato possa scioglierle "sentiti i loro Presidenti" (art. 88). In questo caso Fini si troverebbe a giocare due ruoli nella stessa partita, un po' troppo per chi ha decretato la fine del berlusconismo e l'inizio della "Terza Repubblica".

domenica 7 novembre 2010

Casarsa: polemiche sterili sul friulano


Avevo segnalato tempo addietro la diatriba che s'è accesa a Casarsa sulla grafia del nome del paese in lingua friulana (Ciasarsa o Cjasarsa). La questione, sollevata dal Partito democratico e dalle liste civiche d'opposizione e raccolta dal consigliere regionale Piero Colussi con uno zelo degno di battaglie ben più sostanziali, non mi pareva e non mi pare così centrale per chi (il centro-sinistra) sta lavorando per costruire un'alternativa credibile alla giunta Tubaro. Pensavo che sul mio giudizio facesse premio il mio non essere friulano; ora, però, leggo con sollievo dal sito della lista civica Cittadini protagonisti, l'intervento del friulano doc Ciro A. Francescutto, fortemente critico sulla vicenda.

martedì 2 novembre 2010

Comellini (Partito per la tutela dei militari) rilancia la smilitarizzazione della Guardia di Finanza


Nell'ultimo fine settimana si è tenuto a Chianciano il nono congresso di Radicali italiani. Tra gli interventi degli ospiti, segnalo quello di Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti dei militari e delle forze di polizia. Comellini ha dedicato la parte centrale del suo intervento alla riproposizione della questione della smilitarizzazione della Guardia di Finanza, per la creazione di un Corpo di polizia finanziaria ad ordinamento civile (per ascoltare l'intervento di Comellini, rimando al sito di Radio Radicale).

Cuneo: ufficiale della GdF condannato in primo grado per concussione

Qualche giorno fa avevo segnalato la notizia della richiesta di condanna avanzata dal PM presso il Tribunale di Cuneo nei confronti di un tenente colonnello della Guardia di Finanza e di un imprenditore per un caso di presunta concussione. Come mi segnala il presidente dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso, il tribunale di Cuneo ha emesso, dopo nove ore di camera di consiglio, la sentenza di 1° grado, che condanna per concussione aggravata l'ufficiale a sette anni e l'imprenditore a quattro anni e sei mesi di reclusione. E' stata inoltre comminata la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Le difese hanno annunciato che faranno ricorso in appello. Per i particolari della decisione del Tribunale, rimando al sito del quotidiano Targatocn.