venerdì 31 dicembre 2010

"E sempre allegri bisogna stare"

Termina l'anno - buon 2011 a tutti! - ma la vicenda del nuovo contratto per la Fiat di Pomigliano e che sarà presto imitato a Torino Mirafiori, è emblematica per molti aspetti: sul momento che stiamo vivendo, sul modello di società che minaccia di riguardare tutti: operai, impiegati, studenti e pensionati. Quello di Marchionne è un vero e proprio ricatto, non riesco a trovare altri termini: investimenti, e quindi occupazione, in cambio di una riduzione dei diritti. E non stupiscono, quindi, le parole raccolte tra gli operai della Fiat, più o meno come queste: "Ho una famiglia da mantenere e quindi non mi rimane altra scelta che accettare il nuovo contratto". Mai come oggi sono attuali le parole di una canzone di Dario Fo, "Ho visto un re":

"E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam",

qui nell'interpretazione di Enzo Jannacci:

Centra
video

giovedì 30 dicembre 2010

Amianto e Fiamme Gialle:una chiamata di responsabilità


Le conclusioni, lo scorso 14 dicembre, del pm Raffaele Guariniello al processo per gli operai morti allo stabilimento della ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre del 2006, hanno segnato un importante passo in avanti nei giudizi sulle morti sul lavoro (resterà da vedere se i giudici della Corte d'Assise accoglieranno la richiesta): è stata infatti ipotizzata, per la prima volta, l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale a carico degli amministratori dell'azienda. Sull'argomento della salute sul posto di lavoro e delle responsabilità di chi ha "sottaciuto o mimimizzato" i pericoli derivanti dall'esposizione alla fibra d'amianto per un'altra categoria di lavoratori, quelli della Guardia di Finanza, il presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso, ha inviato il comunicato stampa che riporto integralmente:

""ThissenKroup e amianto nelle caserme


Mentre l’amministratore delegato della ThissenKrupp risponderà presto in tribunale del reato di omicidio volontario, così come è stato ipotizzato dal pubblico ministero che conduce le indagini per la morte di sette operai avvenuta all’interno dello stabilimento siderurgico, ci chiediamo quando e se verranno chiamati a rispondere della stessa ipotesi di reato anche quei dirigenti d’azienda, quei funzionari dello Stato e/o quegli ufficiali dei corpi a struttura militare che, pur conoscendo il pericolo di esposizione all’amianto al quale sono stati sottoposti per numerosi anni i loro dipendenti, hanno sottaciuto o minimizzato quanto a loro conoscenza, non prendendo in esame alcuna misura preventiva o informativa per il personale dipendente, tardando di fatto nell’applicazione della Legge 257/1992.

E’ chiaro che, almeno per il momento, ogni riferimento a persone è da ritenersi casuale, si parla in astratto e non vogliamo fare allarmismi, l’unica cosa concreta che emerge per ora sono talune morti atroci certamente avvenute per mesotelioma della pleura ed altre probabilmente riconducibili alla stessa causa tuttora in via di accertamento. Ma se di certezze dobbiamo parlare possiamo dire con un ampio margine di sicurezza che, da quanto risulta dagli atti in possesso del Genio Civile e dell’Azienda Sanitaria, in alcune caserme del Friuli Venezia Giulia l’amianto era presente in maniera massiccia, sia in forma compatta sia in forma friabile, quest’ultima di gran lunga la più pericolosa.

Noi del Movimento dei Finanzieri Democratici confidiamo nell’intervento della Magistratura a tutti i livelli possibili affinché chi è stato esposto percepisca un equo risarcimento mentre le famiglie di coloro che sono morti ottengano finalmente giustizia.

Il segnale forte che il dott. Raffaele Guariniello della Procura di Torino ha voluto dare non solo ai Giudici che dovranno decidere ma anche a tutti coloro che per alcuni decenni hanno disatteso l’applicazione della legge 257/1992 (quella che aboliva l’amianto specialmente dai luoghi di lavoro), è quello di considerare non un banale incidente sul lavoro le morti che potevano essere evitate ma un vero e proprio omicidio con dolo eventuale, poiché chi sapeva poteva intervenire per evitare e non lo ha fatto.


Lorenzo Lorusso – presidente nazionale dei Finanzieri Democratici""


mercoledì 22 dicembre 2010

Quella notte del 1978 a Buenos Aires

Delle imprese di Enzo Bearzot alla guida della nazionale di calcio, voglio ricordare la vittoria al mondiale argentino del 1978 contro i padroni di casa per uno a zero. In quel campionato l'Italia arrivò quarta, ma quella partita vinta al cospetto del dittatore argentino, generale Videla, ebbe un significato che andò oltre il fatto puramente sportivo. Nel video lo stupendo gol di Roberto Bettega:



videoCentra

lunedì 20 dicembre 2010

Fascismo senza virgolette

Il fascismo, senza virgolette, che si esprime nelle parole di Gasparri - la richiesta di "arresti preventivi" per i manifestanti anti governativi - e nelle intemperanze televisive di La Russa (Annozero, Raidue), non è una novità. La novità è che per invocare la repressione, Gasparri abbia auspicato un'altro "7 aprile 1979", giorno della retata di esponenti di Autonomia Operaia per l'inchiesta del giudice Pietro Calogero. L'accusa principale - rivolta a Toni Negri e compagni - era di essere il cervello del sequestro e dell'uccisione di Aldo Moro. Questa accusa cadde, ne rimasero in piedi altre che trovarono spazio nella sentenza definitiva di condanna. Le modalità di conduzione dell'indagine e poi del processo attirarono il giudizio negativo di Amnesty International, in Italia quello del giornalista Giorgio Bocca e pochi altri, tutti concordi nell'affermare che il "processo 7 aprile" non fu un esempio di rispetto dello Stato di diritto. Si può immaginare che piega prenderebbe l'esercizio della funzione giudiziaria nel caso che andasse in porto il disegno berlusconiano di controllo governativo sui giudici? Se si mettono insieme tutti questi tasselli, il quadro che ne risulta è più quello di un paese che vira verso i regimi dittatoriali che ha conosciuto il Sud America piuttosto che le democrazie europee.

domenica 19 dicembre 2010

Guardia di Finanza e ordine pubblico


Sugli incidenti di martedì scorso a Roma, una riflessione del presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso, su di un aspetto che nessuno aveva ancora considerato, vale a dire l'impiego della Guardia di Finanza nell'ordine pubblico:

«Agenti provocatori? Infiltrati? Semplici coincidenze? Al di là delle responsabilità gravissime e della violenza inaccettabile dei cosiddetti Black Block il problema è anche dovuto al fatto che in nessun paese del mondo una polizia finanziaria quale dovrebbe essere la Guardia di Finanza svolge anche il ruolo di gestione dell'ordine pubblico. In Germania, in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna, così come negli Stati Uniti, la polizia finanziaria è impegnata a scovare l'evasione fiscale e non va con scudi e manganelli alle manifestazioni. E' corretto che ci vadano la Polizia di Stato e/o l'Arma dei Carabinieri, ma non certamente la Guardia di Finanza che, quale polizia economico finanziaria italiana, dovrebbe occuparsi esclusivamente di evasione ed elusione fiscale e contributiva. Lorenzo Lorusso».

Lorenzo Lorusso

mercoledì 15 dicembre 2010

La "vittoria" della Bindi


Quella di Berlusconi sarà stata anche una vittoria di misura, ma di vittoria si tratta, al di là dei mezzi usati per ottenerla (aspetto non secondario, certo). Il Pd conferma il suo disorientamento: l'ottima Rosy Bindi, intervistata ieri sera a Ottoemezzo da Lilli Gruber, ha detto che il voto non ha registrato una sconfitta per il Pd, ma un "allargamento dell'opposizione" (fantastico!). Che andare alle elezioni adesso sarebbe una sciagura. Che il "Paese" ha bisogno di un governo diverso, presieduto da una personalità estranea al centro-destra, per affrontare l'emergenza economica e fare una nuova legge elettorale.

Tutti possono però rendersi conto, dopo il voto di ieri, che questa legislatura non avrà altro premier "al di fuori" di Berlusconi. Che ipotetiche maggioranze Pd-Idv-Udc-Fli non sono nemmeno più ipotetiche. E che un'opposizione degna di questo nome dovrebbe moltiplicare le sue energie per farlo cadere, Berlusconi, e andare alle elezioni.

domenica 12 dicembre 2010

Le idee di Marchionne non valgono solo per la Fiat


La decisione di Marchionne di uscire dalla Confindustria per non dover più applicare il contratto nazionale dei metalmeccanici, riguarda solo apparentemente le relazioni industriali, mentre sarà gravida di conseguenze anche per coloro che non sono dipendenti della Fiat. Ce lo spiegano molto bene, sul quotidiano Il Foglio di ieri, Giuliano Ferrara e Paolo Mieli. Ferrara parla esplicitamente, riferendosi alle parole di Marchionne pronunciate a Detroit, di "rivoluzione" politica e sociale che "avrà ripercussioni ben oltre le relazioni sindacali in senso stretto [...]. Lo smantellamento del vecchio contrattualismo cambia struttura e assetto dei poteri in Italia".

Proseguendo nel ragionamento, Mieli afferma che "si imporranno coerenze ad alto impatto politico anche nell'istruzione, nella sanità, nell'organizzazione dei servizi di welfare, perché tutto si tiene". Ancora Mieli: "Con le nuove compagnie industriali di Marchionne cambierà un po' tutto nel circuito industria, banche, sindacati, e politica. Dove si produce potere, oggi in Italia, non si produce un corrsipondente livello di energia. Salari, consumi, liberalizzazioni, mobilità: la logica aziendalista tende e a modificare la foresta corporativa che abbiamo davanti"

Quando si afferma che trattando delle vertenze dei lavoratori si toccano questioni basilari per la democrazia nel suo complesso, si vuole dire esattamente ciò che Ferrara e Mieli hanno spiegato nella loro conversazione.
Per l'articolo in forma integrale, leggere qui.

venerdì 10 dicembre 2010

Pordenone:la Questura non ha i fondi per trasferire la sede


Nella tranquilla Pordenone, capita spesso di incrociare le ronde miste formate da militari dell'Esercito e da un carabiniere o un poliziotto. Una decisione partorita dal governo Berlusconi per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini, un'idea che vuole agire più sulla psicologia che altro. La prova di questo sta nel fatto che, quando il governo è chiamato a dare risposte effettive e non solo mediatiche all'esigenza di sicurezza, queste non arrivano. Ieri i sindacati delle forze di polizia hanno manifestato in tutta Italia (Arcore compreso) per denunciare i tagli agli straordinari e alle indennità operative. Nella stessa Pordenone, come informa il sito de Il Friuli, mancano addirittura i fondi per realizzare il trasferimento della Questura presso la nuova sede!

martedì 7 dicembre 2010

Giovani rottami


Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha avuto la geniale idea di andare ad incontrare B. ad Arcore. Dato che Renzi tutto mi sembra tranne che ingenuo, allora ci si rende conto della gravità politica del suo gesto e, ancora una volta, dello stato comatoso in cui versa il Pd, perché Renzi, per molti, ne incarnava la possibilità di riscatto...

sabato 4 dicembre 2010

Giuliana Sgrena a Pordenone


Ieri sera a Pordenone ha parlato Giuliana_Sgrena, invitata da Sinistra ecologia e libertà. Scongiurato il pericolo (grazie ad una mobilitazione partita dalla rete) che ad intervistarla fosse il direttore di Tele Pordenone Di Meo Guardascione - dalle note tendenze reazionarie - la serata è filata via liscia. La Sgrena ha fatto una lezione di giornalismo, contrapponendo quello dei fatti a quello basato sulle agenzie o, parlando di inviati in Iraq, quello di chi è al seguito delle truppe Usa (i cosiddetti embedded). Riferendosi alla vicenda della sua liberazione e dell'uccisione ad opera di militari Usa del funzionario dei servizi segreti Nicola_Calipari, la Sgrena ha affermato che ancora oggi vive la situazione di chi non si è ancora pienamente resa conto di essere stata liberata. Gli americani hanno sparato per uccidere: dei cinquantotto proiettili sparati, solo uno è stato rivolto verso il motore, gli altri sulle tre persone nell'auto. Un vero e proprio agguato, secondo il racconto di Giuliana Sgrena, le cui motivazioni rimangono però oscure, ipotizzando solo il fatto che gli Usa volessero in questo modo "punire" chi, come l'Italia, pagava i terroristi per ottenere la liberazione degli ostaggi.

venerdì 3 dicembre 2010

Tratti demoniaci

I media di tutto il mondo stanno dipingendo, attorno al fondatore del sito Wikileaks, un ritratto che ha molto del "demoniaco". E in effetti, aver disvelato ciò che - con riferimento, per esempio, al nostro paese e a mister B. - l'amministrazione Usa pensa dello stesso premier, sulla base di confidenze di uomini del suo inner circle del calibro di Gianni_Letta, ha un ché di stravolgente, di ancora non udito. Perché delle abitudini serali dello stesso B. ne eravamo al corrente, leggere, però, del giudizio del "fido" (o forse non più fido, ora) Letta sulla "debolezza fisica e politica" di re Silvio, di certo fa strabuzzare gli occhi. Appare cioè evidente che anche tra gli uomini più vicini a B. c'è la consapevolezza (non si sa da quando) dell'incapacità di Silvio a guidare il paese. Non potendo, al momento, addebitare a Julian_Assange alcuna accusa in merito alla pubblicazione dei famosi "cablogrammi", è uscita l'accusa di violenza sessuale. Sembra di assistere ad un film giallo; purtroppo siamo di fronte alla manifestazione del vero volto del "potere", questo sì dai tratti "demoniaci".

mercoledì 1 dicembre 2010

Ancora su "Pasolini e il rugby"


Segnalo, nella rubrica "posta dei lettori" del quotidiano "Il Gazzettino", la pubblicazione di una mia lettera su quanto accaduto al Teatro Pasolini di Casarsa sabato 27 novembre e già argomento del post

Pasolini e il rugby.


Leggere qui.
(Nella foto, l'assessore regionale Elio De Anna, pdl)