Sulle problematiche legate all'esposizione all'amianto, ho ricevuto da Lorenzo Lorusso due segnalazioni:
- il parere emesso dal Consiglio di Stato in data 4 maggio 2010, ove si specifica che, ai fini dell'equiparazione alla "vittima del dovere", è riconosciuta la circostanza di aver prestato servizio su unità navali, mezzi o infrastrutture militari ove sia documentabilmente dimostrata la presenza di amianto (qui il comunicato stampa dell'A.I.E.A. Sardegna - Associazione Italiana Esposti Amianto). E' la certificazione della possibile relazione tra infrastrutture militari e presenza di amianto;
- in un articolo dello stesso Lorenzo Lorusso, coordinatore per il Friuli Venezia Giulia dell'Osservatorio Nazionale Amianto, pubblicato sul numero di gennaio della rivista Alice Informa con il titolo "Emergenza amianto nel Fvg", si analizzano i dati relativi alle morti per amianto nelle regioni italiane. In questa triste classifica, il Friuli Venezia Giulia (1800 morti negli ultimi trent'anni, concentrate a Trieste e a Monfalcone) è secondo solo al Piemonte, noto alle cronache per il caso della "Eternit" di Casale Monferrato. Lorusso parla dell'attività della magistratura triestina, la cui decisione di avocare a sé le indagini che presso l'ufficio goriziano languivano, ha dato un serio impulso alla richiesta di giustizia avanzata dagli esposti all'amianto e dai loro familiari. Rilevante, in questo senso, la decisione del Sostituto Procuratore giuliano, dr. Lombardi, di eseguire l'autopsia sulle persone morte a seguito di mesotelioma della pleura, procedura che permette l'estrazione della fibra d'amianto dal corpo del deceduto. Lorusso ritorna sui casi degli esposti all'amianto appartenenti alla Guardia di Finanza e alle altre Forze di Polizia, sottolineando l'inerzia degli uffici competenti di fronte alle richieste dei dipendenti per il rilascio del cosiddetto "curriculum lavorativo", necessario per "poter ottenere dall'Inail il riconoscimento dei diritti dovuti alla prolungata e qualificata esposizione all'amianto. Molti di questi uffici "giocano sull'equivoco manipolazione-esposizione, negando il fatto che anche chi non manipolava direttamente l'amianto si è ammalato ugualmente di mesotelioma pleurico e di tutte le altre patologie amianto correlate".
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