All'assemblea della Confindustria tenutasi ieri a Bergamo, era presente anche l'ad della Thyssenkrupp, Harald Espenhahn, condannato recentemente dalla Corte d'Assise di Torino a sedici anni di reclusione per omicidio volontario, a seguito del rogo dello stabilimento di Torino verificatosi nel dicembre del 2007. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, riferendosi alla sentenza torinese, ha parlato di "unicum in Europa che va guardato con molta attenzione", ma non si è limitata a questo, affermando che "nel rispetto per i morti e per le loro famiglie, si deve sempre considerare che questa condanna potrebbe far prevalere una logica che potrebbe mettere a repentaglio gli investimenti esteri in Italia mettendo in pericolo la realtà industriale''. Al di là delle buone intenzioni sempre dichiarate riguardo all'impegno per la sicurezza nei luoghi di lavoro e per la salute dei lavoratori, le parole della Marcegaglia rappresentano bene quale sia la sua considerazione nei confronti di chi lavora. E quanto poco lungimirante possa essere una classe industriale che pensa ancora di fare profitti abbassando gli standard di sicurezza (almeno che non sia questa la natura intrinseca del capitalismo...).

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