sabato 29 gennaio 2011

Il Tour 2011 a Pinerolo

Il Tour de France del 2011 si deciderà probabilmente nelle due tappe che interesseranno l'Italia: il 20 luglio la Gap-Pinerolo ed il giorno dopo la Pinerolo-Galibier Serre-Chevalier. Il 26 gennaio le due tappe sono state presentate al Teatro Sociale di Pinerolo. Qui il servizio di Emanuele Dotto andato in onda al Giornale Radio Rai del 27 gennaio.

venerdì 28 gennaio 2011

B. non fa ridere

Le due ore di incontro con Luca Telese, ieri sera alla biblioteca di Pordenone, sono trascorse lievi. Il giornalista de Il Fatto Quotidiano ha descritto in maniera vivace e condita da sarcasmo l'attuale situazione politica nazionale dominata dalle discussioni intorno al bunga-bunga del premier. Ridere, secondo me, va bene fino ad un certo punto: la questione di B. è tremendamente seria, più trascorre il tempo e più c'è il rischio di assuefazione alle vicende che i telegiornali, ormai a "luce rossa", ogni sera narrano all'ora di cena. B. non si dimetterà, e questo fatto vuole suggerire un'idea di "normalità" a tutta la vicenda. Il tutto in quadro in cui l'opposizione, come ha detto giustamente ieri sera Telese, ha paura di dare alle cose il loro nome: per descrivere i traffici di Arcore, il Pd non pronuncia la parola "prostituzione" . Insomma, mala tempora

mercoledì 26 gennaio 2011

Il regista Sorrentino e le suggestioni friulane


"This must be the place" è il titolo del film al quale il regista Paolo Sorrentino sta lavorando. Il protagonista, un cantante rock ormai fuori dalle scene (interpretato da Sean Penn), sarà sulle tracce del gerarca nazista che perseguitò il padre nel campo di concentramento di Auschwitz. Un film in cui, a detta del regista, si intrecceranno i piani della tragedia dell'Olocausto e quello del rapporto tra padre e figlio. Interessante la genesi del film, così come l'ha raccontata lo stesso Sorrentino in un'intervista a la Repubblica, citata dal periodico di Cinemazero (Pordenone):

«...l'ho pensato in aereo quando, nel maggio 2009, ero andato a presentare Il divo a Pordenone e stavo tornando a Roma...lassù c'è un'ossigenazione diversa dalla realtà, che ti istupidisce, ti rende ovattato, e compare quella malinconia che ti prende guardando il mondo dall'alto».

Quell' "ossigenazione diversa dalla realtà", per dirla con Sorrentino, che capita di osservare nei cieli serali o mattutini delle zone dalle quali scrivo, e che il pittore friulano Giuseppe Zigaina ha descritto (nell'immagine, Giuseppe Zigaina, "Il ciclista sull'argine", 1953).


lunedì 24 gennaio 2011

Per Veltroni una carriera come scrittore


Sabato scorso, al Lingotto di Torino, si è assistiti all'ennesima resurrezione di Walter Veltroni. In passato si era ripreso dopo la sconfitta ad opera di D'Alema per la segreteria del Pds del 1994, alla caduta del 1° governo Prodi nel 1998 nel quale era vice-presidente, alla inconcludenza della sua esperienza alla segreteria dei Ds nel 2001, quando si era trovata la via d'uscita della candidatura a sindaco di Roma. Veltroni, classe 1955, per i canoni italiani è un leader ancora giovane. Ma, a parte l'anagrafe così interpretata, in un altro paese un politico con la sua carriera, costellata da diversi insuccessi (l'ultimo dei quali, la sconfitta alle elezioni del 2008), prenderebbe seriamente in considerazione l'idea della propria uscita di scena. E non è nemmeno questione di idee più o meno di sinistra che Veltroni professa. E' questione di una semplice presa d'atto. Anche perché il Nostro, avendo una buona penna, ha avviato una carriera di scrittore, per cui non sarebbe per lui un problema l'occupazione del tempo.


Ho fatto un sogno


La reazione dell'ex presidente della Regione Sicilia, Salvatore (Totò) Cuffaro, che alla notizia della definitività della sentenza di condanna si consegna ai Carabinieri, ci porta a fare un sogno, quello di vivere in un paese in cui il rispetto per le decisioni della Magistratura sia prassi corrente. Solo qualche giorno fa, il presidente del Consiglio dello stesso paese, minacciava punizioni per i pm "rei" di averlo iscritto nel registro degli indagati, la muta bandiera italiana al suo fianco a misurare plasticamente la separazione tra chi pronunciava quelle parole e le istituzioni che (purtroppo) ancora rappresenta.

sabato 22 gennaio 2011

Nasce "La Voce di Trieste"


Dalle ceneri del settimanale triestino il Tuono, di cui ho parlato in un post precedente, è nata La Voce di Trieste, per ora nella versione on line, nel prossimo futuro anche su carta. La redazione capeggiata dal direttore Paolo Parovel ha così reagito all'improvvisa chiusura del settimanale decisa dall'editore alla vigilia dell'uscita del primo numero del 2011. Nell'editoriale del direttore disponibile sul sito del nuovo periodico, si legge che "la Voce di Trieste nasce come risposta immediata ad un atto di censura stampa prepotente ed intollerabile per l'intera categoria dei giornalisti". Una censura conseguente, nelle parole di Parovel, alla "linea combattiva d'inchieste documentate sulle reti di malaffare politico-economico che parassitano la città rubandole lavoro, dignità e vita. Dagli appalti all'urbanistica, all'edilizia, al porto, all'ambiente, all'assistenza e alla sanità, ai servizi ed alla spesa pubblici, alla giustizia, agli spazi culturali". La Voce di Trieste propone "una linea di chiarezza, riflessione e cultura indipendente da partiti, illusioni ideologiche, slogan e luoghi comuni, nei valori etici e spirituali cavallereschi di bene, verità, coraggio e difesa dei più deboli". Il nuovo periodico sogna una Trieste "che ritrovi consapevolezza della sua dimensione multiculturale mitteleuropea del passato ed europea del presente e del futuro, liberandosi dai ristagni morbosi nelle suggestioni ideologiche e nazionali del Novecento [...]. Perché Trieste non è solo una delle tante aree produttive in crisi dappertutto. É anche fossilizzata nel ruolo di ex appendice economica e psicologica di frontiera dei tempi della guerra fredda finita vent'anni fa. Una specie di capsula del tempo di pochi chilometri quadrati dove si rimuginano ancora idee e torti veri o presunti del secolo scorso, mentre tutto il mondo circostante - subito oltre il Timavo ed i confini aperti con la Slovenia - vive e lavora nel presente del terzo millennio". Auguri per la nuova avventura!


venerdì 21 gennaio 2011

I novant'anni del PCI: una storia di italiani


A novant'anni dalla fondazione del Partito_Comunista_Italiano e a venti dalla sua trasformazione nel Pds, penso che si possa dire, al di là della collocazione politica di chi voglia esprimere un giudizio, che si sia trattata di una storia di uomini e donne che hanno speso le loro vite per la costruzione di un vivere più uguale. La sua storia ha incontrato quasi subito la dittatura mussoliniana: molti suoi uomini hanno subìto la violenza fascista, la galera e il confino, con un nome su tutti: Antonio Gramsci. Tra i protagonisti della Resistenza al nazifascismo, i comunisti italiani hanno combattuto per l'avvento della Repubblica. Insieme con i cattolici democratici, i socialisti e i liberali, hanno contribuito alla scrittura della Costituzione, il cui testo riporta in calce anche la firma di un comunista, il presidente dell'assemblea Costituente, Umberto Terracini. In un mondo diviso in blocchi contrapposti, il Pci gravitava naturalmente nell'orbita dei Paesi dell'Est europeo, ma in maniera sempre originale e via via sempre più autonoma, fino ad essere protagonista con Enrico Berlinguer di quello che venne chiamato "eurocomunismo", vale a dire il progetto di costruzione del socialismo nell'ambito delle regole liberal-democratiche, marcando una distanza netta dal modello sovietico. Il Pci è stato in prima linea contro il terrorismo, la crisi economica degli anni settanta e per l'affermazione dei diritti civili e sociali, quando, negli anni della “solidarietà nazionale”, passarono leggi di riforma come quella sanitaria. I passaggi successivi ci parlano di un partito che il crollo del "Muro" di Berlino porta alla decisione di cambiare nome e simbolo. Occhetto pensava ad una uscita da sinistra rispetto al comunismo, l'evoluzione successiva del Pds in Ds e infine nel Pd, ha, al contrario, testimoniato un progressivo abbandono delle ragioni della sinistra e dell'ancoraggio al “lavoro”.

giovedì 20 gennaio 2011

Lodi: arrestato un ufficiale della Guardia di Finanza

Il sito de "L' Eco di Bergamo" segnala un caso di presunta concussione avente protagonista un maggiore della Guardia di Finanza, raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare. Teatro degli episodi contestati, la città di Lodi. Per i particolari, leggere qui.

mercoledì 19 gennaio 2011

Sesso e Potere

Nei giorni in cui veniamo a conoscenza delle notti di Arcore, viene alla mente l'ultimo film di Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), opera in cui l'autore definisce la natura del "Potere" nel suo controllo completo sui corpi delle persone. In questa interpretazione il sesso diventa "sia pure in modo onirico e stravolto, [...] la metafora di ciò che oggi il potere fa dei corpi". Proprio a pochi mesi dal suo assassinio, Pasolini traccia un quadro del "Potere" quanto mai disilluso:

«Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario, o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune.»

(Le citazioni delle parole di Pasolini sono tratte da wikipedia).

La colonna sonora di Salò è firmata da Ennio Morricone. L'apparente leggerezza della melodia esprime bene il contrasto tra la violenza delle immagini e la "naturalezza" di quella stessa violenza nelle menti di chi nel film rappresenta il "Potere":



Centra video

lunedì 17 gennaio 2011

Senza parole

Roma, 11 settembre 2008, Palazzo Chigi: al termine del consiglio dei ministri, il presidente Berlusconi, affiancato dal ministro Carfagna, presenta alla stampa il provvedimento "in materia di prostituzione", un quadretto davvero imperdibile:


video

sabato 15 gennaio 2011

I "meriti" di Marchionne


Che in un clima di intimidazione e di ricatto (il trasferimento della produzione all'estero e la perdita del posto di lavoro), i "no" al contratto Fiat siano stati ad un passo dal prevalere, ha del miracolo. E tutta la vicenda, pur nella sua drammaticità, ha avuto diversi aspetti positivi:

- aver fatto tornare (prima che "re Silvio" ci stupisse ancora) la "questione operaia" al centro dell'attenzione;

- aver tolto, al capitalismo, quel velo di ipocrisia che nascondeva agli occhi di molti la sua vera natura di sistema economico che considera la forza lavoro come una merce;

- aver reso evidente, se ancora servivano conferme, la vera natura del Partito democratico: un partito che, interrompendo l'asse ereditario Pci-Pds-Ds, non ha più nel lavoro dipendente il suo riferimento sociale.

venerdì 14 gennaio 2011

Berlusconi e Montesquieu

«Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati.» (Montesquieu, "Lo Spirito delle Leggi, 1748)

Che nel 2011, in un paese democratico dell'Occidente, si debba salutare la sentenza di un collegio di giudici preposto al controllo di legittimità costituzionale, come la riaffermazione del principio della "separazione dei poteri", è più che un segno dei tempi. E' il segno che non sono bastati i 263 anni dalla codificazione dello stesso principio da parte di Montesquieu (1689-1756) ne "Lo Spirito delle Leggi" (1748) - recepito dalla Costituzione del 1948 - perché sullo stesso non si possano avere più dubbi.

giovedì 13 gennaio 2011

Amianto e Guardia di Finanza: il caso della caserma sede del Comando regionale a Trieste


Sull'argomento "amianto e Guardia di Finanza", Lorenzo Lorusso, presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici e coordinatore regionale per il Friuli Venezia Giulia dell'Osservatorio Nazionale Amianto, denuncia, nel comunicato stampa che riporto di seguito, la presenza di amianto, documentata da Asl triestina e Genio Civile, nella sede regionale della Guardia di Finanza (Trieste, passeggio sant'Andrea):


""Era opportuno costruire una mensa prima di alcune importanti bonifiche?
A porsi questa domanda sono ormai in tanti nell’ambito dei dipendenti della Guardia di Finanza, sede del Comando Regionale del Friuli Venezia Giulia.
Nell’ambito di alcuni accessi mirati – posti in essere da alcuni volenterosi finanzieri in congedo ai sensi del combinato disposto della Legge 7 agosto 1999, nr 241, e del D.P.R. nr. 184 del 2006 – effettuati presso l’Azienda Sanitaria Triestina e il Genio Civile è emerso ciò che mai i Comandi della Guardia di Finanza ci avevano detto o scritto: la caserma di Passeggio Sant’Andrea, sede di vari Comandi del Corpo, era piena di amianto, sia nella forma compatta sia in quella friabile, quest’ultima di gran lunga la più pericolosa. Quindi, non solo l’edificio aveva ed ha alle spalle, ovvero a pochissimi metri di distanza, l’ormai famigerata Fabbrica Macchine, regno incontrastato dell’amianto in tutte le sue forme, ma l’eternit e l’amianto hanno convissuto per molti anni accanto agli ignari finanzieri, resistendo persino ai lavori effettuati per la costruzione dell’allora nuova mensa di servizio, la cui realizzazione fu contestata persino da alcuni delegati della Rappresentanza Militare.
Adesso, con il senno del poi, molti si chiedono se in effetti era opportuno e necessario iniziare i lavori di costruzione della mensa ancora prima di avere effettuato alcune bonifiche. Ora, fiduciosi come sempre nella Giustizia, affideremo le nostre perplessità ed i nostri dubbi alla Magistratura, augurandoci, ovviamente, che all’epoca dei fatti tutto sia stato fatto secondo i criteri previsti e per il bene dei finanzieri. Ma una domanda nasce spontanea: alcuni dipendenti del Corpo sono già morti per mesotelioma della pleura in Friuli Venezia Giulia ed altri sono tuttora affetti da patologie definite amianto correlate dalla moderna medicina legale; potevano essere salvati se ci fosse stata una qualunque forma di prevenzione? E’ stato fatto tutto il possibile per evitare il peggio? E’ stata correttamente applicata la legge 626/1994, quella che dovrebbe tutelare gli ambienti di lavoro?
Non vogliamo fare allarmismo e non accusiamo nessuno ma chiediamo chiarezza anche in memoria di chi ora non c’è più.
Lorenzo Lorusso – Coordinatore Regionale per il Friuli Venezia Giulia dell’Osservatorio Amianto
Presidente nazionale dei Finanzieri Democratici""

Amianto e Guardia di Finanza: i "Finanzieri Democratici" chiedono l'apertura di un'inchiesta interna al Corpo


Sulla vicenda dei finanzieri esposti alla fibra d'amianto, a Trieste, e lo scoop "mancato" del settimanale "il Tuono" (vedi ultimi due post), in un comunicato stampa di ieri, Fedele Boffoli (che ringrazio per la citazione di questo blog) tira le fila dell'intera vicenda, manifestando, tra l'altro, la richiesta dei "Finanzieri Democratici" dell' "immediata apertura di un’inchiesta, interna al Corpo, sulla questione amianto, a Trieste e in Italia tutta, da parte del Comandante Generale della Guardia di Finanza, suo responsabile":

""Già stampate, pronte per essere inviate in edicola ed esposte alla cittadinanza, centinaia di locandine, del settimanale d’inchiesta Il Tuono di Trieste, che denunciavano la presenza di amianto in alcune caserme della Guardia di Finanza del capoluogo giuliano e Provincia (http://gaetanotoro.blogspot.com/2011/01/amianto-e-guardia-di-finanza-un.html), bloccate dall’editore nella tipografia incaricata; e ancor peggio, contestualmente, stoppata l’uscita del n. 32 dell’intraprendente, roboante e scomodo, citato organo d’informazione, contenente un clamoroso scoop, corredato di documenti “scottanti” (acquisiti, secondo la Legge, presso Genio Civile e ASL), attestanti la presenza storica e massiccia (rilevamenti ambientali compresi) dell’amianto in certe caserme triestine (http://antonella.beccaria.org/2011/01/08/il-tuono-settimanale-dinchiesta-triestino-chiuso-dimperio-e-senza-preavviso-dalleditore/). Giunge, contestualmente (8/1), la clamorosa notizia prima che Il Tuono chiude e, successivamente, che sospende le pubblicazioni. L’unico quotidiano locale, in grado di riferire, riporta i fatti (in più episodi), ponendo in relazione l’interruzione delle attività del Tuono con un pregresso dissidio avvenuto, negli ultimi tempi, tra editore e direttore responsabile, senza peraltro, però, far minimo riferimento agli “imbarazzanti” contenuti dell’edizione bloccata. Coincidenza fin troppo strana (anche nel comunicato del Tuono, di cui al sopraindicato link, se ne parla); ci sono tutti gli ingredienti per il più accattivante dei gialli noir ma il fatto è vero: decessi e malattie, per amianto e/o patologie asbesto correlate tra il personale esposto delle Fiamme Gialle o ex, mancato rilascio dei curriculum lavorativi e di altri atti correlati alla presenza dell’amianto all’interno di alcune caserme, dichiarazioni inaccettabili e contraddittorie dei Comandi interessati, probabili omissioni di protocolli di sorveglianza sanitaria e di informazione sui rischi del personale in relazione all'asbesto, istituzione (e/o conduzione) di mense, spacci bar, archivi e magazzini in luoghi caratterizzati da una forte presenza di amianto e la lista continua. Il Movimento dei Finanzieri Democratici (coordinati da Lorenzo Lorusso e, legalmente, assistiti dall’avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma), non nascondendo forti perplessità, denuncia l’intera vicenda e invoca, per l’ennesima volta, l’intervento repentino della Magistratura e, contestualmente, l’immediata apertura di un’inchiesta, interna al Corpo, sulla questione Amianto, a Trieste e in Italia tutta, da parte del Comandante Generale della Guardia di Finanza, suo responsabile. Per informazioni: Lorenzo Lorusso (Presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici), tel. 040-573881, cel. 347-5471026. e-mail: ilmovimentofd@yahoo.it. - Avv. Ezio Bonanni, tel. 06.68309534 - 0773.663593, cel.335-8304686, www.eziobonanni.it e - mail avvbonanni@libero.it. Amianto? No Thank You! -http://www.youtube.com/watch?v=0xnUX29D_eE: Campagna informativa contro l'amianto della webcommunity di arte e poesia Anforah.

Trieste, 12 gennaio 2011

Fedele Boffoli (in Facebook)

info@fedeleboffoli.it

www.Artepensiero.it/Fedele_Boffoli.htm

www.Anforah.Artenetwork.net

Bari - Trieste""


domenica 9 gennaio 2011

Trieste: chiude il settimanale "il Tuono"


Nell'ultimo post - "Amianto e Guardia di Finanza: il caso di un finanziere dinanzi alla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia " - ho ospitato un contributo di Lorenzo Lorusso, articolo che avrebbe dovuto pubblicare il settimanale triestino, "il Tuono", diretto da Paolo G. Parovel. Abbiamo detto "avrebbe", perché ieri, 8 gennaio, l'editore Daniele Pertot ha annunciato improvvisamente la chiusura del periodico, proprio in concomitanza dell'uscita del primo numero del 2011. Come informano i redattori del giornale in un comunicato pubblicato sul blog di Antonella Beccaria, del nuovo numero "ne erano già state stampate le locandine, che annunciavano inchieste sul malaffare edilizio comunale e sulle morti per amianto nelle caserme della Guardia di Finanza". Un giornale, "il Tuono", che ha fatto del giornalismo investigativo la sua caratteristica. E a dimostrazione della serietà delle sue inchieste alcune Procure della Repubblica (Trieste e Bologna) avevano aperto fascicoli su alcune vicende trattate dal giornale. Una voce coraggiosa che viene meno, ma, direttore e redattori non demordono: sempre dal comunicato si legge che gli stessi reagiranno "sul piano penale, civile e sindacale". preannunciando, inoltre, "l’apertura di un nuovo giornale indipendente in rete, con previsione di editarlo anche su carta". Un sincero augurio a Paolo G. Parovel e ai redattori de "il Tuono" perché la loro voce possa tornare al più presto.

venerdì 7 gennaio 2011

Amianto e Guardia di Finanza: il caso di un finanziere dinanzi alla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia


Diverse volte mi sono occupato dei casi di lavoratori esposti alla fibra d'amianto, in particolare di quelli della Guardia di Finanza. Il 18 gennaio prossimo, presso la Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia - sede regionale di Trieste, viale Miramare, 19 - verrà discussa (con inizio alle ore 11,00) una causa "pilota" relativa ad un ex dipendente della Guardia di Finanza che ha lavorato in ambienti esposti all'amianto in caserme situate nella stessa Trieste. Sull'argomento ospito un articolo scritto da Lorenzo Lorusso, presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici. Lo stesso contributo verrà pubblicato sul prossimo numero in uscita domani, sabato 8 gennaio, del periodico il Tuono, edito a Trieste.

""Nell’ambito di una delle molteplici pubblicazioni dell’Associazione Esposti Amianto (acronimo AEA) del Friuli Venezia Giulia, che raccoglie gli atti delle conferenze mediche tenutesi riguardo allo specifico argomento fino all’anno 2006, la dott.ssa Anna Muran – dell’Azienda Sanitaria n. 1 Triestina – evidenzia tre tipologie di persone che richiedono l’iscrizione nel Registro Regionale degli Esposti all’Amianto (Legge Regionale nr.22/2001): «1) I lavoratori che possono documentare la loro esposizione professionale; 2) Coloro che, pur avendo avuto un’esposizione professionale, non sono in possesso di documentazione probante; 3) I soggetti non esposti professionalmente».

I dipendenti e gli ex lavoratori della Guardia di Finanza appartengono alla seconda categoria e non certo per loro volontà o per inerzia nel richiedere il previsto “curriculum lavorativo” ma perché, fino ad oggi, al Comando Regionale della Guardia di Finanza di Trieste hanno respinto tutte le richieste di cui siamo a conoscenza. Eppure il rilascio del “curriculum lavorativo” non implica automaticamente e implicitamente il riconoscimento ufficiale del risarcimento previsto dalla legge 257/1992 (comunemente nota come legge a tutela degli esposti alle mortali fibre di amianto). Questa certificazione serve solo all’INAIL per individuare con maggiore chiarezza se nei luoghi in cui il dipendente delle Fiamme Gialle ha prestato o continua a prestare servizio vi era o meno esposizione alle fibre e quindi la possibilità di contrarre malattie amianto correlate, le quali hanno sempre un esito infausto, tragico per il soggetto affetto dalla patologia, drammatico per la sua famiglia.

Il problema nasce dall’errata convinzione, forse dovuta ad una rigida interpretazione della normativa, dei Comandi militari triestini (vedasi la pagina 5 del documento sottoscritto dal tenente colonnello Patrizio Milan, responsabile della sezione sicurezza sul lavoro della Guardia di Finanza) secondo la quale solo alcune categorie di operai che manipolano l’amianto potrebbero, a loro dire, contrarre patologie amianto correlate, negando implicitamente la differenza sostanziale che esiste tra “manipolazione” ed “esposizione”. I dipendenti della Guardia di Finanza rivendicano di essere stati esposti alle mortali fibre di amianto, solo qualcuno, tra la stragrande maggioranza dei richiedenti il risarcimento, potrebbe avere involontariamente anche manipolato l’amianto durante il servizio di riscontro delle merci in transito nel porto (contenute in sacchi quasi sempre aperti) e/o nella stazione ferroviaria di Villa Opicina, ma questo aspetto è ancora oggetto di accertamenti. Quello che c’è di sicuro è che la legge è entrata in vigore nell’ormai lontano 1992 mentre la prima bonifica ci risulta essere stata effettuata solo nel 1999, ben sette anni dopo, senza che il personale fosse mai stato edotto circa il pericolo derivante dall’esposizione all’amianto. A questo punto giova ricordare che solo allo Scalo Legnami (luogo in cui vi è una caserma del Corpo, dove il personale ha dormito e mangiato oltre che lavorato) vi erano ben 100.000 metri quadri di tettoie in amianto, di cui molte di queste sarebbero tuttora presenti nel sito.

La novità che risulta dagli accessi incrociati – da noi effettuati ai sensi del combinato disposto della legge 7 agosto 1999, nr. 241 e del D.P.R. nr. 184 del 2006 – è ancora più sconcertante: sono state richieste dai Comandi della Guardia di Finanza altre bonifiche negli anni successivi al 1999 e l’ultima è recentissima visto che risale alla prima metà del 2010, ben 18 anni dopo la promulgazione della legge 257/1992 ed a 16 anni dall’entrata in vigore della legge 626/1994, legge, quest’ultima, nota come normativa per la sicurezza negli ambienti di lavoro. Sicurezza?! Chi doveva vigilare e prevenire lo ha fatto?

Altra certezza sono le 4 morti di dipendenti ed ex della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia scomparsi per mesotelioma della pleura ed altri deceduti o tuttora in cura per cancro ai polmoni, al colon, alla laringe ed allo stomaco, tutte patologie definite dalla moderna medicina legale amianto correlate e che hanno quantomeno valore di concausa nell’insorgenza del tumore. Fu lo stesso Professore Claudio Bianchi di Monfalcone – una delle più autorevoli personalità nel mondo della medicina legale e della ricerca scientifica sull’amianto – ad estrarre per primo, nell’ambito di una autopsia, una fibra di amianto dalla pleura di un sottufficiale della Guardia di Finanza.

Alla stazione ferroviaria di Villa Opicina, negli anni del contrabbando di sigarette e del traffico di droga, erano certamente i finanzieri quelli più esposti a rischio in quanto, spesso, durante la sosta dei treni in stazione, ricevevano l’ordine di smontare per poi rimontare i pannelli di lamiera delle toilette o di alcune zone del corridoio dove solitamente i trafficanti occultavano la droga. C’era un piccolo particolare che però gli ufficiali di grado superiore forse ignoravano: sotto quei pannelli erano presenti, quasi sempre, coibentazioni in amianto. Ecco perché risulta, agli atti di alcune indagini ma anche nelle pubblicazioni del Messaggero Veneto, che ben 9 ferrovieri del compatimento di Udine sono deceduti per esposizione all’amianto.

Il prossimo 18 gennaio si terrà, presso la Corte dei Conti di Trieste, ubicata in Viale Miramare 19, la prima causa pilota promossa dagli avvocati Roberto Scirocco ed Ezio Bonanni, rispettivamente del Foro di Trieste e del Foro di Roma, a favore dell’appuntato scelto in congedo Fedele Boffoli, il quale è stato esposto alle fibre di amianto (così come certificato dall’Azienda Sanitaria mediante inserimento nel Registro Regionale degli Esposti) sia nel periodo in cui ha prestato servizio in porto sia nel periodo in cui ha prestato servizio presso il reparto comando della caserma di Passeggio Sant’Andrea. E della presenza di amianto in dosi massicce in quest’ultima caserma citata vi è traccia nei numerosi e corposi fascicoli detenuti presso il Genio Civile di Trieste e presso l’Azienda Sanitaria. Un dato di fatto inconfutabile è che in alcune caserme della Guardia di Finanza della provincia di Trieste era presente sia amianto in forma compatta sia in forma friabile, quest’ultima di gran lunga la più pericolosa per la salute umana.

Facciamo pertanto appello, tramite Il Tuono e il blog di Gaetano Toro, a tutti quei finanzieri che sono venuti in contatto con l’amianto ed alle mogli delle vittime della mortale fibra a presenziare alla causa pilota presso la Corte dei Conti il prossimo 18 gennaio, con inizio alle ore 11.00, con la possibilità di rivolgersi agli avvocati presenti qualora intendano aderire ai numerosi ricorsi predisposti per ottenere il dovuto risarcimento.

Lorenzo Lorusso – presidente nazionale dei Finanzieri Democratici""

martedì 4 gennaio 2011

Privatizzazione del potere


Il caso del ritrovamento di "cimici" negli uffici del ministero e nella casa romana di Umberto Bossi, la decisione di non dire niente alla Magistratura ("tanto un'inchiesta non trova niente"), la confidenza fatta all'amico Maroni ("che ha mandato un po' di suoi uomini"), delinea in modo chiaro quale sia il senso dello Stato dalle parti della Lega Nord: praticamente zero. E più di ogni altra cosa colpisce la decisione di Bossi di chiamare, per la rimozione delle "cimici", non un organo dello Stato, ma una ditta privata specializzata nel settore, in una resa plastica della "privatizzazione del potere".