lunedì 28 febbraio 2011

Che sia questa la soluzione?

Il mondo ci guarda, ma non solo, ci dà anche qualche consiglio (campagna pubblicitaria di Peta, People for the Ethical Treatment of Animals):


sabato 26 febbraio 2011

Il Senato è latitante sull'amianto

L'Associazione Italiana Esposti Amianto (A.I.E.A.) e Ban Asbestos Network di Milano, denunciano, in un loro comunicato stampa, la latitanza della Commissione Lavoro del Senato sulla richiesta, supportata da oltre diecimila firme, di "mettere in discussione [...] il progetto di legge Casson che riguardava l’amianto e in particolare il risarcimento previdenziale dei lavoratori ex esposti, eliminando il termine di presentazione delle domande che non ha ragione di esistere.In effetti tutti coloro che sono stati esposti sono a rischio di contrarre una malattia da amianto. 
Non solo, ma moltissimi ex esposti non hanno ricevuto le dovute informazioni e quindi non hanno potuto presentare la domanda nei termini stabiliti (15 giugno 2005)".

Così chiude il comunicato: "Chi viene accusato di un reato: dal presidente della ThyssenKrupp, ai responsabili della multinazionale ETERNIT, agli ammiragli della Marina Militare (per ricordare solo i principali processi in corso sull’amianto e sugli infortuni sul lavoro mortali), al Presidente del Consiglio dei Ministri, non deve frapporre mille espedienti per ritardare i processi o addirittura per annullarli, anzi suo dovere e diritto dovrebbe essere quello di operare per giungere più velocemente possibile alla sentenza" (il comunicato mi è stato segnalato da Lorenzo Lorusso, coordinatore regionale dell'Osservatorio Nazionale Amianto per il Friuli Venezia Giulia). 

Giovedì 3 marzo il Giro del Friuli di ciclismo

E' stata presentata, questa mattina a Pordenone, la 33^ edizione del Giro del Friuli di ciclismo per professionisti. Il prossimo 3 marzo i corridori partiranno da Pordenone per raggiungere Gorizia, dopo aver attraversato San Vito al Tagliamento e Palmanova. La corsa si concluderà con un circuito, da ripetere cinque volte, incentrato sull'ascesa che conduce a San Floriano del Collio: la carovana passerà dai 62 metri di altitudine della località "Bivio di San Floriano del Collio" ai 276 metri di San Floriano (dove è posto il Gran Premio della Montagna), percorrendo quattro chilometri e duecento metri. Alla partenza ci saranno ciclisti di sicuro richiamo, del calibro di Basso, Evans, Di Luca, Cunego, Pozzato, Ballan, il friulano Gasparotto. Nella speranza che l'attesa non vada delusa, anche perché le cinque ascese a San Floriano potrebbero determinare qualche fuga.

venerdì 25 febbraio 2011

150° dell'unità d'Italia: una lezione del prof. Fisichella

Una brillante lezione sulla genesi del nostro Stato, quella che ha tenuto questa sera il prof. Domenico Fisichella, politologo ed ex senatore, al Ridotto del Teatro "Pasolini" di Casarsa. L'incontro rientrava nel ciclo di conferenze che il Comune di Casarsa ha deciso di dedicare al 150° dell'unità d'Italia. Il professore, che sul tema ha scritto un libro intitolato "Il miracolo del Risorgimento.La formazione dell'Italia unita" (Carocci editore), ha illustrato le cause storiche che hanno fatto sì che l'Italia sia giunta tardi, rispetto ad altri Paesi europei, alla creazione dello Stato nazionale. Tra queste cause le dominazioni straniere di varia estrazione e la presenza di uno Stato che faceva riferimento al Papa. La situazione si sbloccò grazie ai benefici influssi derivanti dall'affermarsi delle idee della rivoluzione francese e alla maturazione, da parte di Casa Savoia, del suo possibile ruolo aggregatore dell'intera penisola. L'esito del movimento risorgimentale italiano, per Fisichella, non poteva che essere monarchico e moderato, data la necessità di rassicurazione  anti-rivoluzionaria richiesta dalle potenze europee. Un battuta del professore anche sul federalismo: coloro che immaginavano un'Italia federale a metà '800, la intendevano in un senso aggregatore e non disgregatore, un riferimento polemico rivolto ai pretesi "federalisti" dell'Italia di oggi.

mercoledì 23 febbraio 2011

Fumo passivo sui luoghi di lavoro: una sentenza della Cassazione

Una sentenza della Corte di Cassazione, segnalatami dall'amico Lorenzo Lorusso, esattamente la nr. 3227 del 10 febbraio 2011 - Cassazione Civile, Sezione Lavoro, stabilisce un importante principio in tema di salute sui luoghi di lavoro: chiamata a giudicare il caso di un dipendente esposto al fumo passivo emanato dalle sigarette di un collega, la Suprema Corte ha stabilito che:

"a) la tutela antinfortunistica del lavoratore si estende alle ipotesi di c. d. rischio specifico improprio, definito come quello che, pur non insito nell'atto materiale della prestazione lavorativa, riguarda situazioni ed attività strettamente connesse con la prestazione stessa [...]; b) la nozione di rischio ambientale comporta che è tutelato il lavoro in sé e per sé considerato e non soltanto quello reso presso le macchine, essendo la pericolosità data dall'ambiente di lavoro [...]; c) i fattori di rischio per le malattie non tabellate comprendono anche quelle situazioni di dannosità che, seppure ricorrenti anche per attività non lavorative, costituiscono però un rischio specifico per l'assicurato".  

martedì 22 febbraio 2011

Napolitano: il pessimismo di Pasolini "non era del tutto infondato"

Sull'ultimo numero de L'Espresso, segnalo un articolo di Walter Veltroni e Gianni Borgna sul caso della morte di Pier Paolo Pasolini. Gli autori ripercorrono le novità emerse negli ultimi anni, una serie di elementi che sembrano cambiare lo scenario che portò, nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 all'idroscalo di Ostia, all'uccisione dello scrittore. Nella chiusa dell'articolo, Veltroni e Borgna si augurano che gli accertamenti in corso, a partire dai rilievi del RIS dei Carabinieri sul corpo dello scrittore, portino finalmente luce su quell'episodio. Sempre con riferimento a Pasolini, nell'intervista che il presidente della Repubblica ha rilasciato qualche giorno fa al quotidiano tedesco Welt am Sontag, Napolitano ricorda il suo legame di stima con l'intellettuale casarsese, descrivendolo come "un visionario - e le sue visioni erano spesso cupe. Ma senza dubbio presagì alcuni sviluppi che poi si verificarono veramente. Il suo pessimismo non era del tutto infondato". Dallo speciale punto di osservazione di un presidente della Repubblica,  nella temperie politica che stiamo vivendo, queste parole fanno meditare.

sabato 19 febbraio 2011

Antonio (Gramsci), Luca e Paolo

Che la coppia di comici Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu declamasse un testo di Antonio Gramsci al Festival di Sanremo, francamente, nessuno se lo sarebbe aspettato. E penso che senza l'esperienza di  Vieni via con me di Fazio e Saviano dello scorso novembre, un pezzo di televisione così non si sarebbe  davvero potuto immaginare. Un testo, tratto da "La citta futura", numero unico della Federazione giovanile socialista piemontese del 1917, anche letterariamente straordinario, che assume a tratti accenti di poesia, come nel punto in cui si dice: 

"Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare". 

Un testo che ancora una volta ci parla di un italiano a tutto tondo, che nella contrapposizione agli "indifferenti" richiama l'obbligo morale per tutti i cittadini alla responsabilità del vivere sociale e politico. Un richiamo che, in un periodo di distacco tra la politica e i cittadini, è come un balsamo contro la tentazione di lasciar perdere tutto, di rinchiudersi nel proprio guscio. Qui di seguito il video di Luca e Paolo, tratto dal sito de l'Unità, il giornale fondato da Gramsci nel 1924 e, sotto, il testo. Per chi volesse consultare il testo integrale di Antonio Gramsci, leggere qui:
video

«Odio gli indifferenti.
Credo che vivere voglia dire essere partigiani.
Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.
Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia.
L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.
Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.»

Punti di ascolto anti-mobbing in Friuli Venezia Giulia

Ieri pomeriggio, nella sala consiliare del Comune di San Vito al Tagliamento, si è discusso di mobbing A parlare erano la dr.ssa Cristina Caparesi e l'avvocato Teresa Dennetta, che operano nei Punti di ascolto anti-mobbing della Cisl, presenti a Pordenone (Villa Carinzia, viale Martelli, 51, telefono 0434-231495), Udine (Palazzo Belgrado, piazza Patriarcato, 5, telefono 0432-279524) e Gorizia (via Manzoni, 5-33, telefono 0481-533321). L'esposizione delle relatrici ha reso l'idea di un fenomeno che può colpire chiunque, ma di difficile emersione a causa della stessa situazione psicologica di depressione e di auto-svalutazione ingenerata dall'essere molestati. Coloro che, superato questo ostacolo e ricorrendone i presupposti, intendano adire le vie legali per l'ottenimento di un risarcimento, spesso si trovano di fronte all'obiettiva difficoltà di documentare la situazione di mobbing subita: infatti, non sempre è agevole raccogliere registrazioni sonore (ritenute legittime dalla Corte di Cassazione – Sezione lavoro – sentenza  16 gennaio – 8 maggio 2007, n. 10430, qui commentata) e testimonianze di colleghi di lavoro. Le difficoltà sono acuite dal fatto che attualmente non esiste una legge nazionale dedicata al mobbing, nonostante l'invito rivolto dal Parlamento europeo con risoluzione 2001/2339. Le armi in possesso sono diverse: alcuni articoli della Costituzione (32 e 41), del Codice Civile (2043 e 2087), del Codice Penale, lo Statuto dei diritti dei lavoratori (artt. 9 e 15), il Dlgs n. 626/1994 (artt. 3, 4 e 17), alcune leggi regionali come nel caso della legge nr. 7/2005 del Friuli Venezia Giulia, la prassi amministrativa (circolare nr. 71/2003 dell'Inail). Proprio in forza della legge citata, nel Friuli Venezia Giulia sono presenti i Punti di ascolto anti-mobbing, come quello istituito dalla Cisl in collaborazione con le Province di Pordenone e Udine. La loro finalità è quella di offrire al lavoratore in difficoltà la possibilità di manifestare il proprio malessere lavorativo legato a situazioni di molestie morali e psicofisiche, mettendo a disposizione una consulenza che va da quella legale, a quella psicologica, a quella medica.  Tra le cose ascoltate ieri pomeriggio, una in particolare mi ha colpito: che nella maggior parte dei casi portati a conoscenza dei Punti di ascolto, le situazioni riguardino lavoratori con contratto a tempo indeterminato: è probabile che un lavoratore a tempo determinato decida di non esporsi per due motivi: perché sa che con la fine del contratto termina il suo Calvario, o,  considerando di  trovarsi di fronte al sostenimento di una "prova", decida di stringere i denti, cercando così di "aderire" pienamente alla volontà del proprio superiore (nel caso di mobbing "verticale"), il tutto per acquisire "punti" in vista di una ipotetica trasformazione del suo contratto, alla scadenza, da temporaneo a stabile.

giovedì 17 febbraio 2011

Vai, Rosy!

La proposta di Vendola per Rosy Bindi premier, al di là della coalizione immaginata (da Fini a tutta la sinistra), colpisce nel segno per diversi motivi. Per l'essere, Bindi, cattolica e non integralista, per la sua concezione "etica" della politica, per il suo rappresentare la dignità delle donne senza tanta retorica. Vai, Rosy!

lunedì 14 febbraio 2011

13 febbraio: è stato battuto un colpo

Che l'inversione di tendenza nell'opinione pubblica venga data dalle donne scese ieri nelle piazze italiane? E' stato toccato un tema che più politico non può essere - la considerazione della donna da parte di un presidente del Consiglio - in una maniera che interroga le persone (uomini e donne) sul piano culturale prima ancora che di appartenenza politica. E nella speranza che il titolo de l'Unità di oggi, senza punto interrogativo, possa avere un seguito, penso che la formula delle manifestazioni nelle principali città italiane invece di un'unica grande manifestazione nazionale, sia quella da seguire. Darebbe, come ha dato ieri, la possibilità a tutte le persone che lo intendano fare, di potersi esprimere nel luogo o nei luoghi più vicini a dove si vive. Veltroni, qualche giorno fa in televisione, era andato più in là, proponendo manifestazioni per chiedere le dimissioni di Berlusconi negli ottomila Comuni italiani. Una volta tanto, Veltroni ha detto una cosa giusta!

sabato 12 febbraio 2011

In mutande, ma incazzati

La settimana non era iniziata per niente bene, ma sta finendo peggio. Mi riferisco alla polemica imbastita dal direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara, riguardo alla manifestazione organizzata sabato 5 febbraio a Milano da Libertà e giustizia, dal titolo "Dimettiti. Per un'Italia libera e giusta". Intendiamoci, la polemica in sé è sempre salutare, e l'intelligenza di Giuliano Ferrara poteva far presagire uno stile diverso nel suo argomentare. Così, purtroppo, non è stato. Sul Foglio di lunedì 7, Ferrara se l'è presa con l'ex presidente della Corte Costituzionale, Gustavo_Zagrebelsky, intervenuto a Milano. Il bersaglio (legittimo) di Ferrara è quel filone culturale che va sotto il nome di "azionismo torinese", personificato oggi da Zagrebelsky, che ha fatto dell'intransigenza morale la sua cifra assoluta, e che può vantare una tradizione che parte da Piero Gobetti e i fratelli Rosselli e si dipana con Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Vittorio Foa e altri. Ma l' "elefantino" non si è limitato al merito, è andato sul piano personale con queste parole: «E che orrore la fosca antropologia di Zagrebelsky, una caricatura lagnosa, saccente, falsamente mite e professorale, la voce chioccia e la perfidia negli occhi », e più in là, sempre riferendosi al giurista torinese  «il timbro vocale, dalla tonalità e dall'inflessione piccolo dialettale [...] che in fondo in fondo preferisco la banda Cavallero»: un modo di attaccare l'avversario che può ricordare quello in uso in una dittatura. Su la Repubblica dell'8 febbraio è intervenuto, in replica, il direttore Ezio Mauro, evidenziando come sia emblematico del momento che si sta vivendo, l'attacco "ferrariano" ad una tradizione politica (quella azionista) -  sostanzialmente minoritaria e organizzata in partito solo fino al 1947 - "pericolosa"  perché caratterizzata dal richiamo della coerenza morale dell'agire politico. Sul Foglio del 9 febbraio, la contro-replica di Ferrara: chiede scusa per i toni, anche se per il direttore del Foglio conseguenti alla virulenza degli attacchi del Palasharp,confermando, invece, la sostanza della sua posizione, il tutto condito con un excursus del suo passato comunista proprio a Torino. L'epilogo di tutto questo è stata la manifestazione odierna dei cosiddetti "foglianti" in un teatro milanese, dal titolo "In mutande , ma vivi", con l'intento di giustificare il comportamento privato del "Cav" (così come lo chiama Ferrara) con l'adesione ai principi  liberali. Che l'art.54 della Costituzione affermi che "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore", per questi signori, è solo un dettaglio.

giovedì 10 febbraio 2011

Cercasi lavapiatti con esperienza

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere, tra le offerte di un'agenzia di lavoro interinale di Pordenone, la seguente:

"Cercasi lavapiatti con esperienza nella specifica mansione..."

Sinceramente ero fermo alla classica ricerca di lavoro dove, accanto alla giovane età, veniva richiesta anche una certa esperienza, due cose che, tra l'altro, difficilmente riescono a stare insieme. Che l'esperienza venisse richiesta anche in un'occupazione come quella del lavapiatti, sorprende abbastanza, ma se ci si pensa bene è sintomo del fatto che viviamo in un mondo di specializzati in qualsiasi settore, non esiste più il lavoratore generico e, così, anche un semplice aspirante lavapiatti deve presentare il suo curriculum in formato europeo e solo se in presenza di "precedenti esperienze" nel settore (s'intende solo quelle di tipo professionale). Da qui alla prossima istituzione di un albo dei lavapiatti il passo non sembrerà così strano.
   

Il premier e il 150° dell'unità nazionale

Di fronte ad un presidente del Consiglio che afferma di voler fare "causa" allo Stato a seguito delle indagini giudiziarie in corso nei suoi confronti, non si può dare del tutto torto a chi, come Bossi, Gelmini e Marcegaglia, dice di non voler festeggiare il 150° anniversario dell'unità nazionale il prossimo 17 marzo. Un presidente del Consiglio che vuole portare in tribunale sé stesso, che non si considera, quindi, istituzione tra le istituzioni, ma portatore di una posizione, di un interesse personale contro un altro potere dello Stato, "colpevole" di voler applicare la legge seguendo il principio che la stessa "è uguale per tutti". E che non fa l'unica cosa che sola potrebbe restituire un po' di dignità se non alla sua persona, almeno alla funzione che ricopre pro tempore, e cioé quella di difendersi nel processo. E' proprio vero: il 17 marzo 2011 non ci sarà nulla da festeggiare, meglio: ci sarà da meditare amaramente:

video

(W.A.Mozart, Introitus da Requiem in re minore K 626, Wiener Philarmoniker, direttore Sir Georg Solti)

martedì 8 febbraio 2011

Il gesto di Napolitano

La visita del Presidente Napolitano ai parenti dei quattro bimbi morti in un campo rom a Roma, ci restituisce un'immagine pulita delle istituzioni. In quel gesto, Napolitano interpreta al meglio l'art. 87 - 1° comma - della Costituzione:

«Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale». 

Non è la prima volta che capita di pensare e di dire: "meno male che Giorgio c'è", speriamo solo che sia una delle ultime.

lunedì 7 febbraio 2011

Ad Arcore ad Arcore!

C'è voluto un po' di tempo, ma alla fine qualcuno, in una tiepida domenica di inizio febbraio, è andato ad Arcore (video tratto dal sito de Il Fatto Quotidiano):

video

sabato 5 febbraio 2011

Amianto e strutture militari: un illuminante parere del Consiglio di Stato e un articolo del coordinatore Fvg dell' "Osservatorio Nazionale Amianto"

Sulle problematiche legate all'esposizione all'amianto, ho ricevuto da Lorenzo Lorusso due segnalazioni:

- il parere emesso dal Consiglio di Stato in data 4 maggio 2010, ove si specifica che, ai fini dell'equiparazione alla "vittima del dovere", è riconosciuta la circostanza di aver prestato servizio su unità navali, mezzi o infrastrutture militari ove sia documentabilmente dimostrata la presenza di amianto (qui il comunicato stampa dell'A.I.E.A. Sardegna - Associazione Italiana Esposti Amianto). E' la certificazione della possibile relazione tra infrastrutture militari e presenza di amianto; 

- in un articolo dello stesso Lorenzo Lorusso, coordinatore per il Friuli Venezia Giulia dell'Osservatorio Nazionale Amianto, pubblicato sul numero di gennaio della rivista Alice Informa con il titolo "Emergenza amianto nel Fvg", si analizzano i dati relativi alle morti per amianto nelle regioni italiane. In questa triste classifica, il Friuli Venezia Giulia  (1800 morti negli ultimi trent'anni, concentrate a Trieste e a Monfalcone) è secondo solo al Piemonte, noto alle cronache per il caso della "Eternit" di Casale Monferrato. Lorusso parla dell'attività della magistratura triestina, la cui decisione di avocare a sé le indagini che presso l'ufficio goriziano languivano, ha dato un serio impulso alla richiesta di giustizia avanzata dagli esposti all'amianto e dai loro familiari. Rilevante, in questo senso, la decisione del Sostituto Procuratore giuliano, dr. Lombardi, di eseguire l'autopsia sulle persone morte a seguito di mesotelioma della pleura, procedura che permette l'estrazione della fibra d'amianto dal corpo del deceduto. Lorusso ritorna sui casi degli esposti all'amianto appartenenti alla Guardia di Finanza e alle altre Forze di Polizia, sottolineando l'inerzia degli uffici competenti di fronte alle richieste dei dipendenti per il rilascio del cosiddetto "curriculum lavorativo", necessario per "poter ottenere dall'Inail il riconoscimento dei diritti dovuti alla prolungata e qualificata esposizione all'amianto. Molti di questi uffici "giocano sull'equivoco manipolazione-esposizione, negando il fatto che anche chi non manipolava direttamente l'amianto si è ammalato ugualmente di mesotelioma pleurico e di tutte le altre patologie amianto correlate".  

venerdì 4 febbraio 2011

Casarsa: "via Biasutti il patteggiatore"

La decisione della maggioranza di centro-destra che amministra Casarsa di intitolare una via all'ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Adriano Biasutti, aveva scatenato un vivace dibattito, come già segnalato  lo scorso ottobre. Sabato scorso c'è stata l'inaugurazione ufficiale. A distanza di pochi giorni, qualcuno ha apposto sulla nuova indicazione segnaletica la scritta "via della vergogna". Il sindaco pidiellino, Angioletto Tubaro, ha parlato di "atto vandalico" e denunciato l'accaduto alla Procura della Repubblica. Siamo d'accordo: il modo usato per manifestare la propria disapprovazione non è stato corretto. Un modo civile per esprimere la propria opinione sulla scelta di Adriano Biasutti, l'ho trovata sul blog della lista civica Cittadini protagonisti, dove un visitatore ha così indicato agli abitanti di Casarsa, come distinguere la neo via Biasutti da quella omonima già esistente:

«Via Biasutti il patteggiatore - 23 gen 11
Pro memoria dei casarsesi, per distingere le 2 vie Biasutti è utile ricordare che quella inaugurata ieri è intitolata ad Adriano Biasutti, che negli anni novanta accumulò patteggiamenti per complessivi 3 anni e 2 mesi di reclusione su diversi filoni tangentizi: Autovie Venete Spa, nuova sede AMGA di Udine, Friuli Venezia Giulia card, finanziamento della Zanussi, Canale 55, impianto di compostaggio di Udine, impianto di smaltimento di San Giorgio di Nogaro».

mercoledì 2 febbraio 2011

Il Friuli Venezia Giulia reintroduce le circoscrizioni nei Comuni capoluogo.

Abolite dalla legge finanziaria del 2010, le circoscrizioni sono state reintrodotte dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia con un voto trasversale nella giornata di oggi. Organi di natura consultiva e, spesse volte, strumento nelle mani dei partiti per posizionare proprio personale non altrimenti collocabile, le circoscrizioni potranno tornare a  Udine e non scomparire a Pordenone e a Gorizia. Un esempio, quello del Friuli Venezia Giulia, che dimostra quanto l'autonomia regionale non sempre vada d'accordo con l'efficienza ed il risparmio di denaro pubblico.