martedì 31 maggio 2011

"Non ci posso credere"

Pisapia e de Magistris sono due persone che, prima ancora che per le loro proposte politiche, rappresentano al meglio un Paese diverso da quello raccontato da Berlusconi. Da qui a dire che il berlusconismo sia superato ce ne corre, ma non bisogna nemmeno dire che tutto sia rimasto come prima. Il terremoto è solo all'inizio. Prossima tappa: i referendum del 12-13 giugno.

giovedì 26 maggio 2011

domenica 22 maggio 2011

Balottaggio a Pordenone: centro-sinistra "tafazzista"

Ad una settimana dai ballottaggi, la situazione di Pordenone è per certi versi emblematica. Al primo turno il centro-sinistra si è presentato diviso in tre (Pedrotti, Zanolin e Del Ben). A contendersi la poltrona di primo cittadino saranno la settimana prossima Pedrotti (Pd e Vivo Pordenone) e Pedicini (Pdl e Lega). E' vero che i tre rappresentanti del centro-sinistra non hanno mancato di polemizzare anche duramente tra di loro al primo turno; un minimo di logica politica e, prima di tutto, il non voler correre il rischio di veder consegnata la città alla destra, dovrebbe essere sufficiente per convincere Zanolin (lista Il Ponte) e Del Ben (Sel e Idv) a sostenere Pedrotti. Ma così non è. Del Ben non si è ancora pronunciato. Zanolin e Il Ponte non daranno indicazioni di voto. La celebrazione delle primarie di coalizione avrebbe forse evitato questo triste spettacolo di presunte "prime donne" della politica locale, aspiranti sindaci narcisisti, uomini privi di un minimo di generosità politica, e ora Pordenone avrebbe già eletto un sindaco di centro-sinistra.

sabato 21 maggio 2011

Il Giro d'Italia a Spilimbergo

Le maglie dei ciclisti soffocate dalle scritte dagli sponsor, i ripetuti casi di doping già accertati e quelli da accertare (maglia rosa Contador in primis), non riescono a togliere la magia e l'emozione di una partenza di una tappa del Giro d'Italia, come ieri mattina a Spilimbergo.
(foto tratta dal sito del quotidiano Il Gazzettino)

martedì 17 maggio 2011

Aspettando i ballottaggi

Sono d'accordo sul fatto che le somme si tireranno dopo i ballottaggi, alcune cose, però, si possono già dire dopo il primo turno delle amministrative: 
1) a Milano Berlusconi ha subito a Milano un duro colpo, ma per i dettagli è meglio attendere il ballottaggio;
2) l'emergere, nel centro-sinistra, di figure come Pisapia e de Magistris, al di là di come andranno i ballottaggi, segnala come il Pd debba fare una seria riflessione sulla propria classe dirigente e che, forse, non necessariamente si è competitivi nei confronti della destra con candidati "moderati" in partenza, ma con candidati che, anche provenienti da formazioni alla sinistra del Pd, abbiano le caratteristiche di parlare a tutto il centro-sinistra.

lunedì 9 maggio 2011

Trieste, 11 maggio: si parlerà di "Costituzione come limite al potere"

"La Costituzione come limite del potere. Rispettiamola!", è il titolo dell'incontro che si terrà alla stazione marittima di Trieste, mercoledì 11 maggio alle ore 17,30, organizzato dall'Istituto Gramsci del Friuli Venezia Giulia e dal Circolo di Trieste di Libertà e Giustizia. Relatori saranno i docenti di diritto costituzionale Sergio Bartole, Paolo Giangaspero e Flavia Dimora. Questa la presentazione dell'incontro, pervenuta dall'Istituto Gramsci:

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La Costituzione Italiana come limite al potere
Rispettiamola!


Nell'arco di tre interventi – scanditi dalla lettura di articoli scelti della Costituzione Italiana –tre professori di diritto costituzionale dell’Università di Trieste affronteranno temi essenziali per capire natura e funzione della Costituzione Italiana, perno e garanzia per la vita democratica e sociale del nostro Paese. Una Costituzione “rigidamente democratica ed arditamente sociale”, come la definì Aldo Moro nel 1948, anno della sua entrata in vigore.

A che serve una Costituzione?
Ricordare il lavoro dell'Assemblea Costituente, il clima del paese all'indomani della guerra e del fascismo, le ragioni della nascita della Costituzione, può servire oggi a comprendere quale formidabile strumento democratico sia stata e sia ancor oggi la Costituzione Italiana, concepita con preveggenza perché sia fonte di diritto e tutela per tutti i cittadini; perché sia garante di uno Stato rappresentativo della realtà politica e sociale dell'Italia intera di fronte a un futuro il cui esito non è dato di conoscere; perché tuteli gli interessi collettivi e non di una singola parte. La Costituzione non serve solo ad istituire il potere ma anche anzitutto a controllarlo e limitarlo.

Chi giudica il potere?
In uno stato di diritto, basato sulla separazione dei tre poteri – legislativo, esecutivo, giuridico -, la Corte Costituzionale è l'organo indipendente di garanzia per vigilare e limitare il potere, eliminando atti o comportamenti incostituzionali. D'altra parte è proprio il principio della divisione dei poteri a rendere centrale il problema della sottoposizione di coloro che esercitano poteri in forza di un mandato elettorale al sindacato dei giudici, caratterizzati dalla esclusiva soggezione alla legge e dalla funzionalità alla garanzia dei diritti dei cittadini: fino a che punto è compatibile con i principi di legalità e di eguaglianza di fronte alla legge, cardini dello Stato di diritto, la previsione di immunità a favore degli eletti?

Il Presidente della Repubblica di fronte al Governo e al Parlamento
Espressione di un potere neutro, al di sopra delle parti – per riprendere le parole di Giorgio Napolitano -, il Presidente della Repubblica secondo quanto stabilito dalla Costituzione è un organo dello Stato, garanzia di moderazione e unità nazionale. Tra le sue diverse funzioni, vi è quella di inviare suggerimenti al Parlamento e al Governo, soprattutto rispetto alla funzione legislativa. La responsabilità e gli alti compiti a cui questa figura, garante e rappresentante di tutti i cittadini italiani, è chiamata non sempre sono percepiti con chiarezza.

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Tremonti: controlli fiscali brevi per non "rompere"

L'Agenzia delle Entrate, lo ha annunciato il ministro Tremonti, sta per emanare una circolare sulla periodicità e l'esecuzione dei controlli fiscali, in esecuzione delle disposizioni del cosiddetto "decreto sviluppo" varato dal governo venerdì scorso, 6 maggio. In attesa della circolare, accontentiamoci, per ora, delle anticipazioni: controlli fiscali con cadenza semestrale e per un periodo che non potrà superare i quindici giorni, con la previsione di sanzioni disciplinari per chi violerà le disposizioni.

domenica 8 maggio 2011

I padroni del vapore

All'assemblea della Confindustria tenutasi ieri a Bergamo, era presente anche l'ad della Thyssenkrupp, Harald Espenhahn, condannato recentemente dalla Corte d'Assise di Torino a sedici anni di reclusione per omicidio volontario, a seguito del rogo dello stabilimento di Torino verificatosi nel dicembre del 2007. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, riferendosi alla sentenza  torinese, ha parlato  di "unicum in Europa che va guardato con molta attenzione", ma non si è limitata a questo, affermando che "nel rispetto per i morti e per le loro famiglie, si deve sempre considerare che questa condanna potrebbe far prevalere una logica che potrebbe mettere a repentaglio gli investimenti esteri in Italia mettendo in pericolo la realtà industriale''. Al di là delle buone intenzioni sempre dichiarate riguardo all'impegno per la sicurezza nei luoghi di lavoro e per la salute dei lavoratori, le parole della Marcegaglia rappresentano bene quale sia la sua considerazione nei confronti di chi lavora. E quanto poco lungimirante possa essere una classe industriale che pensa ancora di fare profitti abbassando gli standard di sicurezza (almeno che non sia questa la natura intrinseca del capitalismo...). 

giovedì 5 maggio 2011

I muscoli democratici di Obama

L'Obama che parla agli americani dopo l'uccisione di bin Laden, e prima di tutto la decisione di ucciderlo e non di catturarlo, bin Laden: una esibizione muscolare, pur nella versione light tipica di un presidente democratico, basata non sulla "ricchezza o [sul] potere", ma sull'essere "una nazione, sotto Dio, indivisibile, con libertà e giustizia per tutti". Tutto questo per confermare che da Obama (che non sarà l'odiato Bush),  in quanto presidente degli Usa non possiamo pretendere molto di più che una interpretazione un po' più educata dell'affermazione di una super potenza.


P.S: il richiamo che ha fatto Obama, nel finale del suo discorso, alla benedizione di Dio (quasi come un pontefice romano), è tipico della cultura politica americana, che si rifa ad un nucleo di valori che fondano la convivenza civile (si parla, infatti, di "religione civile"). Quel richiamo non lede il carattere laico della società Usa, e non è un caso che la maggioranza assoluta dei cittadini americani si dichiari cristiano protestante. 

domenica 1 maggio 2011

Un papa contro la mafia

Un blog, secondo me, non è lo spazio idoneo per commentare una figura complessa come quella di Giovanni Paolo II. Si corre il rischio (io correrei il rischio) di semplificare, di cadere nel luogo comune sia nell'evidenziare  gli  aspetti positivi quanto quelli  più discussi del suo pontificato. Voglio però ricordare che si è trattato del primo papa che ha pronunciato parole esplicite di condanna della mafia (Agrigento, 9 maggio 1993): 

video



Brunetta colpisce ancora


Come segnala Lorenzo Lorusso nell'articolo che ospito, il ministro Brunetta ha colpito ancora: questa volta l'obiettivo sono i permessi dal lavoro riconosciuti ai familiari dei disabili, un modo, anche, per ricordarci che il 1° Maggio non è solo una data del calendario: 


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Sanità low cost anche nel Friuli Venezia Giulia grazie a Tondo e Kosic
Dalla Consulta dei disabili il grido di vergogna contro la circolare Brunetta

di Lorenzo Lorusso



Dopo i tagli alla Sanità ed ai posti letto negli ospedali decisi a livello nazionale dai ministri Tremonti e Fazio (i quali volevano abolire anche il 5x1000 solitamente destinato alle associazioni umanitarie, rivedendolo poi al ribasso mediante alcuni accorgimenti) e quelli regionali voluti e realizzati dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo e dal suo assessore Vladimir Kosic ora, a disturbare il sonno delle famiglie dove vivono dei disabili, vi è la famigerata “circolare Brunetta” (nr. 2 del 2011), ovvero le «modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza ai portatori di handicap in situazioni di gravità». Per “disciplina dei permessi” si intende, ovviamente, la nota legge nr. 104 del 5 febbraio 1992, ovvero quella che aveva introdotto la possibilità di usufruire di permessi – assentandosi dal lavoro – per assistere familiari disabili. Ma cosa è andato a modificare Brunetta? La parte più biecamente incidente della circolare è, senza dubbio, quella che offende la dignità del disabile ed indirettamente anche quella della sua famiglia, ovvero la cosiddetta dichiarazione di “consapevolezza” (consapevolezza? Di cosa?) che i lavoratori richiedenti permesso sono costretti a sottoscrivere, una sorta di umiliante dichiarazione che a nostro avviso contrasta persino con i principi fondamentali della nostra Carta costituzionale oltre che con la stessa ratio della legge 104:«E’ consapevole che la possibilità di fruire delle agevolazioni – recita la circolare-Brunetta – comporta un onere per l’amministrazione e un impegno di spesa pubblica che lo Stato e la collettività sopportano per l’effettiva tutela dei disabili». Quindi, secondo il Governo del nostro Paese, i disabili rappresentano solo un peso per le casse dello Stato. Già, proprio così! Una volta si diceva che “lo Stato siamo tutti noi” ma oggi si potrebbe dire che “lo Stato sono loro”, quei politici che assurgendo al ruolo di Robin Hood alla rovescia tolgono ai poveri ed agli sfortunati per donare ai ricchi ed alle spese di guerra camuffate da finte missioni di pace. La sola operazione militare sui cieli della Libia, denominata “no fly zone”, è già costata oltre 200 milioni di euro ed altrettanto ne verranno investiti per le cosiddette “bombe intelligenti”, denaro che poteva essere invece investito nel miglioramento delle carenti strutture ospedaliere di alcune zone del nostro Paese. Siamo in guerra contro la Libia ma l’ipocrisia dei politici italiani non vuole ammetterlo, persino quel Centrosinistra che in altre circostanze aveva sfoderato delle tiepide manifestazioni pacifiste ora tace ed acconsente.
A Trieste vengono stranamente ridotti gli interventi chirurgici mutuabili negli ospedali mediante l’escamotage delle lunghe liste d’attesa che scoraggiano i pazienti ed indirettamente li dirottano verso la sanità privata. Ma dai tempi biblici di alcuni servizi si va anche alla cancellazione di altri, quali ad esempio l’ambulatorio per la cura dell’obesità, un servizio d’eccellenza cassato dai dirigenti sanitari nominati da Tondo e da Kosic.
Mario Brancati, presidente per il Friuli Venezia Giulia della Consulta dei disabili, nel prendere atto della circolare in argomento protesta aspramente, ma basteranno le sue rimostranze e quelle della parte sana della nostra società a far tornare sui propri passi il ministro? Crediamo proprio di no e, del resto, siamo sempre più convinti che una Sanità low cost non gioverà al nostro Paese.

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