Un'immagine dal sit-in organizzato lo scorso 24 giugno di fronte al Tribunale di Trieste, dall'Associazione Esposti Amianto del Fvg con la partecipazione del Movimento dei Finanzieri Democratici (qui il link al post in cui ne parlavo):
giovedì 30 giugno 2011
mercoledì 29 giugno 2011
Guardia di Finanza e questione morale: la replica del colonnello Cerceo al comandante generale
Dopo l'intervento su la Repubblica del comandante generale della GdF, di Paolo, ospito volentieri la replica del colonnello in congedo della Guardia di Finanza, Vincenzo Cerceo:
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La replica del Colonnello Cerceo a Nino Di Paolo
La Guardia di finanza ancora una volta sulle pagine dei giornali in modo non certo positivo con i suoi vertici a difendersi ed a spiegare che non è vero, che di errori si tratta. Premesso che ognuno è innocente fino a condanna definitiva, il cittadino comune non può non rilevare che, con impressionante periodicità, ogni 10-15 anni, o giù di lì, i vertici del Corpo vengono scossi da scandali straordinari, oltre allo stillicidio dei piccoli scandali che vedono protagonisti gli uomini delle " Fiamme Gialle" grandi e piccole nel grado ricoperto. Ricordiamoli: inizio anni anni ‘80, scandalo dei petroli con comandante generale e capo di stato maggiore coinvolti che avevano creato una coincidenza tutta da repubblica delle banane: di capo delle guardie e capo dei ladri; inizio anni ‘90 tangentopoli milanese, con generali e colonnelli a capo di bande riscuotenti tangenti in maniera sistematica. Nel frattempo era stato il presidente della camera di allora, Luciano Violante, ad impedire una inchiesta parlamentare seria, dicendo non era il caso. Dimenticavo, nell'intermezzo, lo scandalo della P2, con molti dei maggiori gradi del comando generale, comandanti e comandanti in seconda, coinvolti in quella associazione illegale. Ultimo in ordine di tempo, lo scandalo di tangenti nel Veneto, con tesoro nascosto nelle banche estere solo di recente finalmente scoperte. Ed ora questa nuova vicenda. A quando una seria inchiesta parlamentare su questo corpo a cui ho appartenuto e che più volte mi ha fatto vergognare?
Vincenzo Cerceo, Colonnello in congedo della Guardia di Finanza – Trieste
Tel.: 040-2455726
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martedì 28 giugno 2011
Guardia di Finanza e questione morale: botta e risposta tra Scalfari e il comandante generale
Botta e risposta tra il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, e il comandante generale della Guardia di Finanza, generale Nino di Paolo, sul coinvolgimento nell'inchiesta "P4" del capo di Stato maggiore del Corpo, generale Adinolfi.
Così Scalfari nell'editoriale su Repubblica di domenica scorsa, riferendosi alla Guardia di Finanza:
«È strano il destino di questo corpo armato dello Stato. È quello che con più tenacia e più lucidità persegue evasori e corrotti ma è quello anche che, specie nei dintorni del suo comando generale, fa parte da trent'anni di cosche e reti di malaffare».
Il generale di Paolo così risponde in una lettera pubblicata sul medesimo quotidiano, oggi:
Generale di Corpo d'Armata Nino di Paolo
comandante generale della Guardia di Finanza
Controreplica di Scalfari:
«Ha ragione il Comandante Generale Di Paolo di ricordare la presunzione di innocenza la quale si basa sulla possibilità degli attuali inquisiti di provare la loro correttezza. Ci auguriamo che la provino ma il quadro che risulta dalle intercettazioni, che tra l'altro mettono uno contro l'altro altissimi ufficiali della Guardia di Finanza, è comunque desolante. La lettera del Comandante Di Paolo risponde a due righe e mezzo da me dedicate all'argomento, ma avviso find'ora che ho dedicato a questo tema la mia rubrica quindicinale sull'Espresso che uscirà venerdì prossimo. Se il Comandante troverà spunti per un suo ulteriore intervento, saremo ben lieti di ospitarlo su quel settimanale».
(e.s.)
Il generale di Paolo così risponde in una lettera pubblicata sul medesimo quotidiano, oggi:
«Egregio direttore, con vero e profondo rammarico ho letto un passaggio dell'articolo di fondo apparso sul suo quotidiano, in data 26 giugno u.s., a firma di Eugenio Scalfari. Non sono in discussione, da un lato l'incondizionata fiducia nel lavoro della magistratura e, dall'altro, il rispetto del principio costituzionale secondo il quale un cittadino, e dunque anche un ufficiale della Guardia di Finanza, è innocente fino al definitivo accertamento dei fatti, a maggior ragione in una fase così delicata come quella delle indagini preliminari. Lungi dall'apparire questa come una clausola di stile, ritengo che proprio il rispetto dovuto alla cornice di serenità e riservatezza del delicato lavoro che i magistrati sono chiamati a svolgere, suggerisca estrema prudenza nel formulare valutazioni in merito, a maggior ragione se estese oltre l'alveo della specifica vicenda. Mi chiedo e le chiedo, pertanto, sulla base di quali presupposti, partendo da un'indagine in corso su una fuga di notizie relativa alla cosiddetta "vicenda P4", ancora tutta da chiarire, si possa giungere a formulare un giudizio così pesante ed ingiustificato, per non dire gratuito, nei confronti del Corpo della Guardia di Finanza e del suo attuale organo di vertice, tanto da definirlo facente parte «di cosche e reti di malaffare». Conoscendo ed apprezzando la sua onestà intellettuale, sono certo che ella convenga sulla assoluta esigenza di non mettere in discussione, attraverso facili giudizi collettivi, l'onestà e la correttezza istituzionali di un Corpo e dei suoi appartenenti, che, ogni giorno, con grande sacrificio, compiono il loro dovere in circostanze di tempo e di luogo anche difficili. Di questi militari, caro direttore, sono e mi sento con orgoglio il comandante ed in questa sede desidero testimoniare con forza l'impegno e la fedeltà con cui, ogni giorno, vestono l'uniforme che da oltre 45 anni mi onoro, nell'interesse dello Stato, di servire».
Generale di Corpo d'Armata Nino di Paolo
comandante generale della Guardia di Finanza
Controreplica di Scalfari:
«Ha ragione il Comandante Generale Di Paolo di ricordare la presunzione di innocenza la quale si basa sulla possibilità degli attuali inquisiti di provare la loro correttezza. Ci auguriamo che la provino ma il quadro che risulta dalle intercettazioni, che tra l'altro mettono uno contro l'altro altissimi ufficiali della Guardia di Finanza, è comunque desolante. La lettera del Comandante Di Paolo risponde a due righe e mezzo da me dedicate all'argomento, ma avviso find'ora che ho dedicato a questo tema la mia rubrica quindicinale sull'Espresso che uscirà venerdì prossimo. Se il Comandante troverà spunti per un suo ulteriore intervento, saremo ben lieti di ospitarlo su quel settimanale».
(e.s.)
(lettere tratte dal sito www.ficiesse.it)
Non resta che attendere l'uscita del prossimo numero de L'Espresso, ma già adesso non si può che convenire con l'opinione fin qui espressa da Eugenio Scalfari.
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lunedì 27 giugno 2011
Amianto: la Corte dei Conti del Fvg riconosce i benefici di legge ad un lavoratore triestino
Lorenzo Lorusso, coordinatore per il Fvg dell'Osservatorio Nazionale Amianto, mi ha segnalato una interessante sentenza della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, che si è espressa sul caso di un lavoratore di un'azienda triestina esposto alla fibra d'amianto. La sentenza, la nr. 74 del 7 giugno 2011 firmata dal giudice dr. Paolo Simeon, ha riconosciuto i benefici previdenziali previsti in questi casi (art. 13, 8° comma, della legge nr. 257/1992) in quanto per il lavoratore ricorrevano i requisiti dei dieci anni di esposizione all'amianto per un valore superiore a 0,1 fibre/cc, pari a 100 fibre/litro, quale valore medio per otto ore al giorno (parametri individuati dall'art. 24 del D.Lgs. n. 227/1991). La decisione è stata assunta sulla base di una perizia disposta dal giudice e sulle prove testimoniali dei colleghi di lavoro. Per leggere la sentenza integrale, qui il riferimento alla banca dati della Corte dei Conti.
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domenica 26 giugno 2011
P4: capo di Stato Maggiore della Gdf indagato
Riguardo agli ultimi sviluppi della cosiddetta inchiesta "P4", che vedono come indagato il generale Michele Adinolfi, capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza (reati ipotizzati: rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento), il quotidiano la Repubblica in edicola oggi titola "P4, bufera sulla Guardia di Finanza", mentre l'edizione online de Il Fatto Quotidiano, titola "Finanza amica, indagato Adinolfi numero due della GdF. Nell'inchiesta compaiono i nomi di altri alti ufficiali del Corpo. Premesso che, come sempre, si dovrà attendere se le ipotesi accusatorie troveranno una conferma processuale, per trovare un precedente del genere, vale a dire di un Capo di Stato Maggiore delle Fiamme Gialle che entra in un'inchiesta giudiziaria, dobbiamo risalire agli anni settanta del secolo scorso, al cosiddetto "scandalo petroli", che vide coinvolti i vertici del tempo: il comandante generale, Raffaele Giudice, e, appunto, il capo di Stato Maggiore, Donato Lo Prete. (Nella foto, tratta dal sito de la Repubblica, il generale Michele Adinolfi)
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sabato 25 giugno 2011
Il tenente Colombo siamo un po' tutti noi
Nel tenente Colombo ci rispecchiavamo un po' tutti noi, vedevamo in quel poliziotto arruffato, con lo stesso impermeabile indosso tutti i mesi dell'anno, alla guida di un'auto che perdeva i pezzi e con il cane al seguito, un personaggio nello stesso tempo arguto e capace di inchiodare alle proprie responsabilità l'autore di un omicidio quasi sempre appartenente ad un mondo diverso dal suo, in una parola più affluente, e con lui avere la rivincita nelle nostre piccole lotte quotidiane contro i furbi, gli arroganti, contro coloro che, spesso, per il fatto di avere potere e denaro credono di poter aggirare le regole del gioco. Un personaggio a cui ha dato vita uno straordinario attore, Peter Falk, che ieri ci ha lasciato. Segnalo qui il ritratto che ne fece Pietro Citati su la Repubblica del 9 gennaio 2008, tratto dal blog "Abbracci e pop corn".
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giovedì 23 giugno 2011
Amianto e Guardia di Finanza: domani, 24 giugno, un volantinaggio a Trieste
Oggi, la Guardia di Finanza celebra il 237° anniversario della sua fondazione, domani, 24 giugno, nei pressi del Tribunale di Trieste, a partire dalle ore 10.30, il Movimento dei Finanzieri Democratici - in occasione di un'udienza della causa promossa da Santina Persich (vedova di un operaio morto a causa dell'amianto) - diffonderà un volantino che richiama la problematica dei militari della Guardia di Finanza esposti alla fibra d'amianto, e in particolare:
1) i casi di morti sospette e di malati di patologie asbesto-correlate;
2) le bonifiche tardive dei siti ove prestavano servizio i finanzieri; nello specifico viene denunciata l'assenza di rilevamenti ambientali prima del 2001/2002, mentre per gli anni successivi risulta, in alcuni casi, una mancata attuazione dei protocolli di sorveglianza sanitaria e di informazione-formazione sul rischio amianto per il personale delle caserme;
3) l'omesso rilascio dei curriculum lavorativi ai militari della Gdf, compresi coloro che risultano iscritti nel Registro regionale tenuto dall'Azienda Sanitaria;
4) l'asserita distruzione di importanti documenti da parte dell’Ufficio Sicurezza sul Lavoro delle Guardia di Finanza di Trieste.
2) le bonifiche tardive dei siti ove prestavano servizio i finanzieri; nello specifico viene denunciata l'assenza di rilevamenti ambientali prima del 2001/2002, mentre per gli anni successivi risulta, in alcuni casi, una mancata attuazione dei protocolli di sorveglianza sanitaria e di informazione-formazione sul rischio amianto per il personale delle caserme;
3) l'omesso rilascio dei curriculum lavorativi ai militari della Gdf, compresi coloro che risultano iscritti nel Registro regionale tenuto dall'Azienda Sanitaria;
4) l'asserita distruzione di importanti documenti da parte dell’Ufficio Sicurezza sul Lavoro delle Guardia di Finanza di Trieste.
Il volantino richiamerà una delle interrogazioni parlamentari presentate sul tema (n° 4-04939 del 5 aprile 2011) a prima firma del senatore del Pd, Felice Casson, rivolta ai ministri dell'Economia e della Giustizia. L'atto parlamentare termina con la seguente richiesta, rivolta, nello specifico, al competente ministro dell'Economia:
"quali provvedimenti intenda adottare nei confronti di quegli ufficiali inadempienti che hanno omesso di rilasciare i curricula e che pongono in essere un ingiustificato ostruzionismo". (Qui il testo completo dell'interrogazione).
(Post redatto su segnalazione di Lorenzo Lorusso, presidente del Movimento dei Finanzieri Democratici, che ringrazio).
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martedì 21 giugno 2011
I cento anni della Casa del Popolo di Torre di Pordenone
La Casa del Popolo di Torre di Pordenone compie cento anni. In un periodo di riscoperta (per alcuni) dell'esistenza in vita della classe operaia, l'anniversario ci aiuta a capire che è ancora dal lavoro che si deve ripartire se vogliamo costruire una società più libera ed eguale. Rimando al sito della Casa del Popolo di Torre, segnalando per venerdì 24 giugno alle ore 20,40, presso il parco del castello di Torre, uno spettacolo teatrale dal titolo "19 + 1 dov'è finito Carlo Marx?" , di e con Roberto Fantini, e con Carla Manzon, Maria Luisa Rosso, Roberto Pagura.
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lunedì 20 giugno 2011
Dopo Pontida
Bossi e la Lega pongono condizioni a Berlusconi e, nello stesso tempo, ne sono condizionati. L'impressione è quella che insieme sopravviveranno o insieme periranno.
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sabato 18 giugno 2011
Aria di smobilitazione?
Due fatti non secondari di cui tenere conto:
1) Milano, palazzo di Giustizia, udienza del processo Mills alla presenza dell'imputato per corruzione in atti giudiziari, Berlusconi Silvio, nato a Milano il 29.9.1936: disinteresse più completo dei supporter del premier, presenti in forze nei precedenti appuntamenti;
2) domani in prima serata, la Rai (Raitre) manderà (finalmente) in onda il film Il caimano di Nanni Moretti, acquistato dall'emittente pubblica per un milione e mezzo di euro e che da tre anni attendeva negli scaffali. L'ex direttore generale Masi aveva dichiarato tempo fa che l'azienda lo avrebbe trasmesso quando lo avrebbe ritenuto ''necessario''.Che ci sia, davvero, aria di smobilitazione?
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martedì 14 giugno 2011
Conto alla rovescia per Berlusconi
Una risposta chiara e forte che più di così non si poteva, quella del 55% degli italiani che si sono recati alle urne per i referendum. Una risposta in controtendenza rispetto all'idea che il denaro possa misurare tutto, anche i beni comuni. E una risposta alla posizione che un paese come l'Italia non possa sfruttare, tra le altre, una risorsa naturale che dispone in abbondanza, come il sole, per produrre energia in maniera rispettosa della salute delle persone e dell'ambiente. Ma la risposta più importante politicamente è quella scaturita dal referendum sul "legittimo impedimento": la maggioranza dei cittadini ha affermato un concetto basilare in democrazia, quello che la legge sia uguale per tutti. Dopo le elezioni amministrative, quello dei referendum è il secondo messaggio con il medesimo contenuto indirizzato al premier: la perdita della fiducia di buona parte dell'elettorato che ha votato per il centro-destra alle ultime elezioni politiche. E' una parabola, quella di Silvio, che ha iniziato a declinare nell'aprile di due anni fa, nei giorni del caso "Noemi", per proseguire con il caso "Ruby", con il sostanziale stallo della politica economica del governo e la maggioranza parlamentare impegnata nell'approvazione delle leggi ad personam: con questo quadro, il distacco dal paese non poteva rimanere senza conseguenze di tipo elettorale. Il conto alla rovescia è iniziato, il tutto sta a vedere quando terminerà.
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lunedì 6 giugno 2011
mercoledì 1 giugno 2011
A proposito di funerali
"...Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale.
Vengo anch'io. No, tu no.
Per vedere se la gente poi piange davvero
e capire che per tutti è una cosa normale
e vedere di nascosto l'effetto che fa..."
(da "Vengo anch'io? No, tu no!", di Fiorentini - Fo - Jannacci, 1967)
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