venerdì 6 gennaio 2012

Il prof. Di Tanno (tributarista) propone l'unificazione tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza

E' del 15 dicembre scorso l'audizione, di fronte alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato, del prof. Tommaso Di Tanno, docente di "diritto tributario internazionale comparato" all'Università di Cassino. In termini temporali precede il blitz dell'Agenzia delle Entrate a Cortina (il cui esito ha confermato che gli evasori fiscali esistono veramente) e la presa di distanza - a dir poco "irrituale", per essere buoni - del comandante delle Guardia di Finanza locale (sul punto, un comunicato stampa della GdF di Belluno, con l'intento di abbassare i toni, non fa altro che confermare, tra le righe, il dualismo tra i due organi). Ma torniamo al prof. Di Tanno: lo spazio che il docente ha voluto dedicare all'organizzazione dell'amministrazione finanziaria, sembra rispondere alla questione dei rapporti tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza emersa in questi ultimi giorni, avanzando anche una proposta che, per la sede nella quale è stata pronunciata, non mancherà - almeno si spera - di interessare il governo e le forze politiche rappresentate in Parlamento. Questo lo stralcio della relazione scritta depositata dal prof. Di Tanno: 

«Va dato atto [...] che l’operazione Agenzie, prima fra tutte l’Agenzia delle Entrate, ha migliorato di molto la capacità operativa del Fisco. Ma anche solo su questo (limitato) terreno la strada è ancora lunga ed in salita. Innanzitutto sull’unificazione del corpo che vigila sull’adempimento dei doveri tributari. Il dualismo Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza non ha più ragion d’essere. Esso, anzi, produce spesso e volentieri frutti avvelenati. All’Agenzia i compiti amministrativi. Alla Guardia di Finanza, se proprio se ne vuole mantenere l’esistenza – cosa della quale non avverto la necessità – le funzioni di carattere militare (tipo dogane e frontiere). E’, infine, mia opinione, al riguardo, che un ulteriore investimento in uomini e mezzi dell’Agenzia (ma basterebbe il travaso di quelli della Guardia di Finanza) potrebbe, peraltro, portare risultati appaganti, tanto più in considerazione degli strumenti indagatori (leggasi accessibilità ai dati bancari) messi a disposizione della stessa con i recentissimi DL 98 e 201 del 2011».

Da parte mia penso che i tempi siano maturi, e non da oggi, per una smilitarizzazione della Guardia di Finanza e la creazione di un unico corpo di polizia finanziaria ad ordinamento civile, che superi la distinzione attuale tra Agenzia delle Entrate e Fiamme Gialle. Non condivido l'ipotesi residuale del prof. Di Tanno: quella di una Guardia di Finanza organizzata militarmente deputata al controllo delle dogane, perché anche in questa ipotetica limitata funzione non avrebbe senso una struttura di tipo militare.

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