Le dichiarazioni di Monti sul posto fisso e la supposta noia di chi può disporne, il più che probabile intaccamento dell'art. 18 dello "Statuto dei lavoratori", rientrano nella linea di un governo i cui ministri, se non fanno tardi la sera se non per una riunione a Palazzo Chigi, certo non possono essere definiti vicini ai progressisti. La scoperta non è di oggi, certo, però le dichiarazioni di Monti e la vertenza sull'art. 18 connotano il governo su di un versante di centro-destra, mentre il suo agire dovrebbe tenere conto del fatto che a sostenerlo c'è una maggioranza che va dal Pdl al Pd, a meno che la lotta all'evasione fiscale non venga considerata un'azione che piaccia al Pd e dispiaccia al Pdl determinando, in questo modo, un equilibrio tra Alfano e Bersani. Se la dinamica fosse questa si dimentica, però, che la lotta all'evasione fiscale e per la difesa della legalità "dovrebbe" ritrovarsi nel programma di tutti i partiti. E così, giorno dopo giorno, la pillola che il Partito Democratico ha deciso di trangugiare rilascia un gusto sempre più amaro.
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